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AUTORE: Valentina Bianchi
email: -
9/7/2025 - 18:26
Nessuno mette in dubbio l'esistenza della legge, ma il problema rimane cioè che svuotano il wc dei camper lì parcheggiati nel parcheggio. Mi sembra evidente che nessuno fa rispettare la legge.
RISPONDI
AUTORE: Valentina
email: -
9/7/2025 - 14:59
A me hanno dato questa risposta. Provare per credere. Dovrebbe essere il sindaco con un ordinanza a far rispettare le norme igieniche. Ma non importa niente a nessuno.
RISPONDI
In risposta a: rom nel parcheggio di fronte a Casa Color del 8/7/2025 - 15:06
Competenze
AUTORE: Gabriele
email: -
9/7/2025 - 14:45
Veramente a me risulta, dal regolamento di polizia urbana del comune di Montecatini Terme, edizione 2017 (non ne ho trovate più recenti) articolo 3 comma Q:
"È vietato esercitare il campeggio o dimorare in tende, veicoli, baracche o ripari di
fortuna, su terreni pubblici o privati, o comunque in qualsiasi luogo non
espressamente destinato a tale scopo o autorizzato dalle competenti autorità".
RISPONDI
In risposta a: rom nel parcheggio di fronte a Casa Color del 8/7/2025 - 15:06
Dubbio
AUTORE: Luciano
email: -
9/7/2025 - 14:16
Cioè la polizia municipale ha risposto che non è di sua competenza ???
Ma sono del mestiere questi o sono lì per caso ....io non ho parole.
RISPONDI
AUTORE: Gentile Francesco
email: -
9/7/2025 - 13:07
Vogliamo parlare dell'attività di Kebab
che occupa liberamente un marciapiede con tavoli e sedie ?
no perchè diciamolo ma è coerente ?
non puoi passare, anzi devi chiedere scusa posso?
eppure ? nulla lui è lì tranquillo con la sua attvità , poi poco importa se sul marciapiede passano persone in carrozzina, famiglie con il passeggino, persone con cani, tanto possono bypassare attraversando la strada.
non esiste più il buon senso civico.... ahimè......
RISPONDI
AUTORE: Valentina Bianchi
email: -
8/7/2025 - 15:06
Il problema evidenziato è che svuotano il wc dei camper nel parcheggio. Fatto presente il problema alla polizia municipale e la risposta è stata: "Non sappiamo cosa farci perché non è di nostra competenza".
RISPONDI
In risposta a: Campi rom a Montecatini T. del 2/7/2025 - 13:12
Infatti
AUTORE: luciano
email: -
8/7/2025 - 10:02
Se stanno campeggiando, cioè hanno finestre aperte , panni stesi fuori ecc. è necessario che la polizia municipale faccia rispettare il codice della strada, se ci sono camper parcheggiati come le auto , regolarmente dentro le strisce e con tutte le finestre e porte chiuse, nessuno li può multare. Basterebbe far rispettare il codice della strada, ma evidentemente non lo fanno...
RISPONDI
AUTORE: Valentina Bianchi
email: -
2/7/2025 - 13:12
Diverse persone hanno messo in evidenza la presenza di Rom stazionati nel parcheggio di fronte a Casa Color con relativa sporcizia. Gli amministratori dove sono ? Cosa fanno per Montecatini citta' dell'Unesco e Terme d'Europa?
RISPONDI
AUTORE: Valentina
email: -
1/7/2025 - 8:13
Non solo aumentera' la tari, ma ora anche i parcheggi. Ci sono delle strade da sempre privilegiate, dove gli stalli non sono mai esistiti e non esistono, cosi' come non esistono i permessi residenti. Zona che conosco molto bene:via Piave, via Baccelli, e limitrofe.Questa e'una delle giunte degli aumenti, a differenza di altre amministrazioni di comuni vicini dove questo non succede.
RISPONDI
AUTORE: Enzo Gabbanini
email: -
23/6/2025 - 10:01
A proposito della diatriba sulla gestione del Centro Visite del Padule a Larciano mi sento di intervenire da abitante del comune di Larciano dal 1971, che -una volta presa coscienza del territorio - ha sempre messo in luce le note positive e particolari del paesaggio locale: dal padule al centro abitato alle colline, dagli ambienti naturali alle testimonianze storiche dei borghi del Castello e di Cecina....Al di là del bando per l'assegnazione della gestione, la cui semplicità è stata posta in essere, come afferma la sindaca Lisa Amidei, per motivi di tempo: evitare che la zona rimanesse ancora sguarnita e quindi non fruibile com'è giusto che sia dalle scolaresche, dai visitatori, dagli abitanti stessi del comune di Larciano, voglio spendere una parola nei confronti della contestata assegnazione alla Federcaccia.
Leggo: art. 2.2 - Fini istituzionali della FidC - La Federazione promuove e sostiene una moderna cultura della caccia, cultura tesa alla conservazione, all'uso razionale delle risorse naturali rinnovabili e alla difesa dell'ambiente e della biodiversità. Art2.4 - La Federazione collabora con i propri associati ad iniziative di carattere ecologico....di vigilanza..di prevenzione...azione antincendio.... bracconaggio, sostegno ed organizzazione di manifestazioni inerenti la ruralità, gli usi, le consuetudini e tradizioni popolari.
Direi,quindi,che l'Orco non è poi così nero come si pensa....
Aggiungo che localmente la Federcaccia ha iscritti che conoscono il territorio da una vita e lo considerano proprio, non tanto per l'attività venatoria quanto per l'importanza che un ambiente come il padule ha nel contesto del Comune di Larciano sia come risorsa naturalistica sia dal punto di vista economico sociale. Il cacciatore e' vero svolge un'attività sportiva, la caccia, ma che non può essere rivolta solo a fare mazzo e quindi cibo ma e soprattutto a collaborare nel ripristino e/o salvaguardia dell'ecosistema sottoposto sempre di piu' a vicissitudini di non poca importanza. Mi chiedo: dove sono i ranocchi, le anguille, i pesci, gli uccelli,le erbe palustri??? Come dicono i cacciatori, si è perso quasi flora e fauna autoctona a favore di quella alloctona. Questo ha sicuramente pesato su certe risorse che invece oggi sono ancora piu' importanti come funzione protettiva, considerato l'avanzare dell'inquinamento e del dissesto idrogeologico.Solo se manteniamo l'ambiente, in questo casoil nostro Padule, possiamo contare sulla riduzione di rischio dei fenomeni estremi in quanto il Padule è in grado di accogliere le acque durante le piene. Inoltre e' un cosiddetto "depuratore naturale" in grado di creare condizioni favorevoli per la decomposizione microbica delle sostanze organiche, senza poi contare il ruolo di conservazione di piante e animali, patrimonio di biodiversità. Padule uguale ruolo vitale quindi nel ridurre gli impatti di eventi estremi che oggi, purtroppo, sono all'ordine del giorno. Padule necessario a favorire una naturale resilienza del territorio per autoripararsi dopo un danno; fare fronte, resistere ma anche costruire e riuscire a riorganizzare positivamente la propria natura nonostante le situazioni difficili.
Quindi,a mio modesto parere, prima ci si rimbocca le maniche e meglio è senza resistenze e pregiudizi. Semmai è il caso di mettersi a tavolino, senza se e senza ma, studiare un piano di intervento, tenendo presente tutti gli aspetti per operare quanto prima, non dimenticando di tenere sempre sotto controllo tutti gli stati di avanzamento, non solo per aggiornarli ma anche per non lasciare che sfuggano di mano per altri interessi. La partenza così come é stata pensata puo' considerarsi una prova che non e' detto non possa lasciare spazio a cambiamenti o aggiustamenti....Buon lavoro.
RISPONDI
AUTORE: IL PONTIGIANO.
email: -
19/6/2025 - 12:54
E' già molto tempo che le Poste italiane e specialmente quelle locali non adempiono correttamente la loro funzione nel recapito soprattutto della posta sia quella ordinaria che quella RACCOMANDATA.
La consegna della prima, e cioé quella ordinaria talvolta dopo un mese dall' inoltro e quella raccomandata, con un RIGIRO burocratico da " NOVELLA" viene recapitata in fretta e furia dalle posta di Montecatini che, momentaneamente non trovando alcuno all' indirizzo di recapito, talvolta non lasciano l' avviso di mancata consegna nella cassetta delle lettere l' avviso, per cui non viene notificato il contenuto e la stessa ritorna al mittente dopo con una funzionalità burocratica da fantascienza.
Il risultato, dopo del tempo, é increscioso perché l' ente emittente, soprattutto quando riguarda contravvenzioni, il soggetto si trova a pagare due o tre volte la multa originaria.
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AUTORE: IL PONTIGIANO.
email: -
15/6/2025 - 15:38
Sono un cittadino pontigiano e di una certa età. Spesso devo andare a Montecatini Terme da Casabianca sulla provinciale Camporcioni ed proprio all' inizio della stessa a destra osservo un cartello di divieto di transito alle biciclette, motori e motorini fino alla prima rotonda per accedere al Centro Commerciale Coop, passato il ponte sulla Pescia Nuova.
Mi domando, nella mia ignoranza, come è possibile una proibizione di tanto dissennato divieto|
Uno, come me che abita a Ponte Buggianese, dovendo recarmi a detto centro commerciale con uno dei mezzi vietati dai grandi cervelloni della provincia di Pistoia, dovrei passare da Albinatico per via del Porrione oppure andare per via Buggianese, Pittini, Traversagno , la Borra a Montecatini Terme e poi scendere verso il Centro Commerciale.
Signori carissimi vi sembra questo l' itinerario che dovrei fare per il vostro divieto? CHE VERGOGNA!!!!
Penso tutto questo perchè il tratto di questa PROVINCIALE è pericolosa. Ma provvedete a ristabilirla una volta per sempre senza fare divieti sciocchi. Certo è meglio un cartello per salvaguardarsi da eventuali responsabilità con pochi euro che metter mano a una dovuta sistemazione.
RISPONDI
AUTORE: Gabriele
email: -
14/6/2025 - 11:06
Doveroso riconoscere che i limiti sulla "via del Melani" sono stati ripristinati correttamente ed in tempi ragionevoli come anticipato dal sindaco di Pieve.
Restiamo in attesa della Camporcioni.
RISPONDI
AUTORE: Valentina Bianchi
email: -
13/6/2025 - 23:03
Dal consiglio comunale del 12/06/2025, a proposito della Tari, è stato detto in modo semplicistico che:" è cara in tutta Italia". Dissento perché è vero che è cara dappertutto, ma a Montecatini lo è ancora di più. Da informazioni reali di persone si rileva che nei paesi limitrofi, a parità di mq. e stessi nuclei familiari si paga 100.00 euro in meno che a Montecatini. Se vogliamo andare più lontano, a Milano, con nuclei familiari di tre persone si paga 190.00 euro l'anno, Montecatini un single ha pagato 300.00 euro. Idem Prato e Capannori e l'elenco potrebbe continuare. Non credo che l'aumento derivi dai cassonetti nuovi, ma piuttosto anche da accordi dell'amministrazione comunale. Andando a piedi per la città si è scoperto che molti cassonetti dell'organico sono socchiusi per cui basta alzare il coperchio e si conferisce senza chiavetta così nessuno viene identificato. In un percorso di un Km circa c'erano cinque cassonetti non chiusi, ma socchiusi così chiunque conferisce. Lascio a chi legge le conclusioni e mi riservo il beneficio del dubbio.
RISPONDI
AUTORE: Gabriele
email: -
6/6/2025 - 10:37
Dopo la Camporcioni, adesso anche il viale "del Melani"...
sulla prima sono passati ormai anni, il secondo solo un mese o due, in entrambi i casi la segnaletica, installata a suo tempo dalla provincia per pararsi il didietro, con limiti di velocità a 30 o 40 all'ora è ancora in sede, invece di essere ripristinata ai corretti valori.
Ma cosa ci vuole per rimettere quelli giusti, un'interrogazione parlamentare?
Scommetto ha stato Salvini.
RISPONDI
AUTORE: Andrea Fanucci
email: -
15/5/2025 - 16:46
Stamattina presto mi sono trovato a fare una passeggiata in pineta ( o parco termale ). Confesso che era molto tempo che non facevo questo percorso e il giudizio sullo stato di manutenzione non può essere positivo. Soprattutto il pratone che rimane sulla destra della strada che va dal Tettuccio al piazzale del tennis e della Torretta è molto trascurato con erba alta e diversi alberi secchi. Non è un bel vedere ed in più gli alberi secchi possono rappresentare un pericolo perché con una di quelle tempeste di vento ed acqua che ormai sono periodiche , possono facilmente crollare , avendo radici compromesse . Sarebbe opportuno tagliare e piantare nuovi alberi. Chissà se ci sarà il tempo e la volontà di farlo . Poi passando dietro al cadente ex stabilimento Excelsior ho visto che nell' area predestinata a ospitare attrezzi ludico sportivi , come ormai si trovano in ogni piccolo centro anche nei dintorni, non c'è niente. Peccato perché sarebbe una piccola cosa capace però di rivitalizzare il parco. L'amministrazione aveva dichiarato che sarebbe stato fatto in priorità ma evidentemente sono sopraggiunti dei problemi oppure , visto che l' idea veniva da altre sponde , sì è messo il progetto in un cassetto. Comunque chi vuole fare un po' di ginnastica con attrezzi semplici da Gym in uno spazio verde lo può fare a Pieve a Nievole o Monsummano..
RISPONDI
AUTORE: Michele
email: -
14/5/2025 - 9:54
Vi scrivo per segnalarvi, penso di non essere il primo, la situazione incresciosa e paradossale della via camporcioni, importante strada di comunicazione.
Dopo numerosi roboanti proclami di asfaltatura imminente, che cosa vedo, che in modo anche sfuggente hanno provveduto a rinfrescare le strisce sull asfalto. Questo è sintomo di due possibilità, o che sono impazziti,e fanno le strisce e dopo asfaltano😂, o la tanto annunciata asfaltatura è andata a benedirsi.
Tengo ad informarvi perché sarebbe l ora che le amministrazioni pensassero un po più ai cittadini meno a loro stessi.
RISPONDI
AUTORE: Andrea Fanucci
email: -
2/5/2025 - 11:58
Credo sia chiaro che il modo in cui un Amministrazione decide di impiegare le proprie risorse sia un tratto essenziale delle politiche perseguite. Adesso ci troviamo un Amministrazione che , in modo legittimo , ha deciso di impiegare 122.000 € in un concerto musicale , un evento che si esaurirà nell' arco di un giorno e che lascerà in eredità solo delle foto e dei video. È una scelta , in fondo che cosa sono 122.000 € , solo 6 € circa a testa per ogni cittadino. Magari un altra Amministrazione avrebbe speso queste risorse per regalare circa 35.000 buoni mensa ai bambini meno fortunati delle scuole comunali , un altra avrebbe potuto impiegarli per rafforzare le strutture dell' assistenza sociale comunale , un altra per organizzare un programma estivo per i ragazzi in vacanza scolastica, un altra per acquistare nuove attrezzature per la Biblioteca Comunale... insomma ognuno fa le sue scelte e queste scelte sono la sua Carta d'identità , il reale indirizzo politico della Giunta. Ognuno può valutare e decidere se si tratta di un indirizzo conservatore o progressista . Dopo tutto la Storia ci insegna che il potere ha sempre organizzato spettacoli per il popolo, dal teatro Greco , alle arene Romane . A me la musica piace molto e nella lunga vita ho visto diversi concerti , ho cantato, applaudito e qualche volta fischiato..ma sempre pagando un biglietto
RISPONDI
AUTORE: Luciano
email: -
31/3/2025 - 10:15
la polizia municipale ridotta al lumicino. Senza una guida. I dipendenti scappano a gambe levate nei comuni limitrofi. Montecatini Terme è male amministrata. Punto. Il Sindaco ne prenda atto e si dimetta. A casa!
RISPONDI
AUTORE: Giovanni Tutti
email: [protetta]
25/3/2025 - 20:55
Gentile signor Andrea Fanucci, se non sbaglio Lei è lo zio del consigliere Fanucci, pensa che si Fanucci fosse stato eletto sindaco le cose sarebbero cambiate?
RISPONDI
AUTORE: Andrea Fanucci
email: -
13/3/2025 - 18:15
È dal Maggio 2023 , quando fu rinviato a giudizio il Comandante Gatto , che la PM di Montecatini si trova ad operare menomata. Vuoi per un Comandante in situazione critica , vuoi per un organico ridotto ai minimi termini. Praticamente il lavoro viene svolto in ufficio mentre sulla strada si vede solo per emergenze.Poi nel Gennaio di questo anno, con la nuova Amministrazione, arriva la nomina del nuovo Comandante , il dottor Pippi e questo doveva essere il primo passo per una ricostruzione della PM. Almeno questo dichiaravano i nuovi amministratori , in primis il Sindaco. Stamani la notizia che il nuovo Comandante dottor Pippi ha già chiesto il trasferimento... avrà i suoi buoni motivi , come avrà avuto i suoi buoni motivi chi lo ha scelto. Fatto sta che la PM è sprofondata in un pantano da cui non riesce ad uscire e la città ne soffre , vista la penosa situazione dell' ordine pubblico e l'avvicinarsi della stagione turistica. Ma che cosa sta succedendo ? Avere una PM efficace è un diritto della città o no ? Questo Sindaco che in campagna elettorale aveva in tasca tutte le soluzioni per il controllo del territorio , ha un idea o si vive alla giornata ? Ma soprattutto i cittadini hanno il diritto di sapere qualcosa o bisogna aspettare la solita Intervista dove il Primo Cittadino , in politichese stretto , parla parla e non dice NIENTE.
RISPONDI
In risposta a: Buche e strade sconnesse pericolose per la circola del 4/3/2025 - 16:04
problema buche
AUTORE: Gentile Francesco
email: -
5/3/2025 - 9:10
raccogliamo firme per un esposto alla Procura, forse qualcuno imparerà a fare il suo dovere.
RISPONDI
AUTORE: Lelio
email: -
4/3/2025 - 16:04
Con la presente, mi preme fare seguito alla mia nota precedentemente pubblicata, che ha trattato il grave problema della manutenzione delle strade, ormai un tema di crescente preoccupazione per la sicurezza e l'incolumità dei cittadini. Come ben noto, in numerose aree, le strade presentano buche profonde e pericolose che, purtroppo, rimangono costantemente in stato di abbandono, nonostante la loro evidente necessità di interventi urgenti e risolutivi. Le ragioni di tale disfunzione sono molteplici e legate sia alla cronica mancanza di fondi sia alla complessità burocratica del sistema, che rende difficile intervenire tempestivamente e in modo adeguato.
È paradossale e sconvolgente che, mentre lo Stato e la pubblica amministrazione pretendono con rigore la revisione periodica dei veicoli ogni due anni, con il rischio di sanzioni amministrative elevate, oltre al sequestro del mezzo per la mancata ottemperanza, non si prenda con la stessa serietà la sicurezza delle strade su cui questi veicoli circolano. La revisione periodica, purtroppo, non basta a tutelare l'incolumità dei cittadini se le strade sono un vero e proprio campo minato, tra buche, pavimentazione dissestata e asfalto rovinato. È dunque legittimo chiedersi quale sia il senso di un sistema che impone severi controlli sui mezzi, ma non risolve i problemi strutturali delle infrastrutture, creando così una situazione di evidente incoerenza e pericolo.
A ciò si aggiunge il fatto che il costo delle revisioni è crescente, in quanto il continuo passaggio su strade in pessime condizioni logora e danneggia i veicoli, aumentando il rischio di guasti frequenti. Un circolo vizioso che penalizza i cittadini, i quali, pur pagando le giuste imposte e tasse, si trovano a fronteggiare un sistema inefficiente che non garantisce loro i servizi di base, come la manutenzione e la sicurezza stradale. È impensabile che, a fronte di un contributo economico regolare da parte dei cittadini, non vengano garantiti adeguati standard di sicurezza, come previsto dalla Costituzione e da numerose normative che tutelano il diritto alla salute e alla sicurezza pubblica.
Non è solo la presenza di buche a costituire un rischio, ma anche l’insufficiente manutenzione di fossati, canali e scoli che, non essendo regolarmente puliti e mantenuti, impediscono il corretto deflusso delle acque piovane. Questo porta alla formazione di pozzanghere e rigagnoli, creando un ulteriore rischio per chi si trova a percorrere quelle strade. Inoltre, la mancanza di interventi periodici per il taglio dell’erba e la rimozione dei detriti rende i margini stradali ancora più pericolosi, con visibilità ridotta e ulteriori ostacoli.
A questo si aggiunga un ulteriore aspetto: dopo i lavori nei cantieri per la posa in opera di cavi, condutture e altre infrastrutture, il manto stradale di copertura dove sono stati eseguiti gli interventi non viene mai ripristinato in modo uniforme e in piano con il resto della strada. Le strade, infatti, risultano sempre dissestate dopo tali lavori, anche a causa delle toppe fatte non a regola d'arte. Questo crea situazioni di pericolo, con irregolarità del manto stradale che peggiorano ulteriormente la sicurezza e la fluidità del traffico. Sembra che chi ha indetto l'appalto e liquida economicamente i lavori eseguiti non controlli adeguatamente né contesti la non perfetta esecuzione delle opere, consentendo così che vengano realizzate soluzioni non conformi agli standard di sicurezza e qualità previsti.
Invece di affrontare questi problemi in modo risolutivo, gli amministratori e le istituzioni locali sembrano adottare soluzioni superficiali e pericolose, come l’introduzione di divieti di circolazione per i mezzi a due ruote o l’imposizione di limiti di velocità irragionevoli. Queste misure, che non risolvono il problema delle strade mal ridotte, sembrano essere più una forma di autolegittimazione per evitare responsabilità giuridiche in caso di incidenti. È inaccettabile che la responsabilità venga sempre spostata sugli utenti, mentre chi gestisce e controlla le strade non sia mai ritenuto direttamente responsabile delle proprie omissioni.
Inoltre, quando si verificano danni ai veicoli, è spesso quasi impossibile ottenere un risarcimento per danni causati dalla condizione disastrosa delle strade. Nonostante la causa del danno sia evidente, la burocrazia e l’incertezza giuridica rendono difficile, se non impossibile, ottenere il giusto rimborso.
È giunto il momento di dire basta a questa situazione intollerabile e pericolosa. Non possiamo più tollerare l’indifferenza e l’inerzia da parte di molte amministrazioni pubbliche nei confronti di un problema che mette a rischio ogni giorno la vita dei cittadini. È necessario che vengano individuati i responsabili dei lavori pubblici e delle loro esecuzioni fallimentari. I RUP (Responsabili Unici del Procedimento) e gli amministratori locali, nel caso siano individuate colpe o negligenze professionali, devono essere chiamati a rispondere per la mancata manutenzione delle strade, ma anche per la indifferenza e trascuratezza e la "culpa in vigilando", ovvero per il mancato controllo sul corretto espletamento dei lavori pubblici da parte delle ditte incaricate dell'esecuzione dei lavori di manutenzione, se questi non sono eseguiti "a regola d'arte". La responsabilità civile e penale non può continuare a essere elusa. È importante che vengano adottati provvedimenti concreti per garantire che chi, per negligenza o incuria, causa danni e pericoli alla collettività, venga chiamato a rispondere per le proprie azioni.
Non possiamo più permettere che la sicurezza dei cittadini venga sacrificata su un altare di inefficienza e mancanza di trasparenza. Le amministrazioni devono essere responsabili e rendere conto del loro operato, soprattutto quando le loro omissioni o negligenze mettono a rischio la vita dei cittadini. I reati che potrebbero essere ravvisati in questi casi sono molteplici, dalla violazione dei doveri di sicurezza pubblica alla responsabilità per danni causati da infrastrutture non manutenute, fino alla responsabilità per disastro colposo, qualora gli interventi omessi portino a danni ingenti o alla morte di una persona.
In conclusione, è urgente che si ponga fine a questo stato di cose, che non solo è dannoso per la comunità, ma anche altamente pericoloso per tutti. Le strade devono essere messe in sicurezza, la manutenzione deve diventare una priorità e chi ha la responsabilità di gestire queste infrastrutture deve rispondere delle proprie omissioni. È tempo di un cambiamento radicale.
Concludo invitando le autorità competenti a prendere finalmente provvedimenti efficaci, per garantire che la sicurezza dei cittadini non venga più messa a rischio da un sistema che troppo a lungo ha ignorato le sue responsabilità.
Lelio
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In risposta a: Il pericolo delle strade piene di buche: un diritt del 20/2/2025 - 19:26
buche e crateri
AUTORE: mario
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26/2/2025 - 13:32
Le principali strade sono diventate pericolose. Alcune vengono addirittura segnalate con apposito cartello da tanto che sono profonde. Siamo costretti a fare degli slalom e dei rallentamenti pazzeschi nei tratti di Pieve, Ponte, Montecatini, da due giorni anche ponte di serravalle. Basta!
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AUTORE: Lelio Cassettari
email: -
20/2/2025 - 19:26
Ogni giorno, tutti gli utenti che percorrono le strade affrontano una realtà che non può più essere ignorata: le vie di comunicazione sono piene di buche, crateri e dislivelli, ormai diventati la norma. Questi ostacoli non sono più un’eccezione, ma un fenomeno costante che mina la sicurezza di chiunque si sposti in automobile, moto o bicicletta. La “mappa del colabrodo” che caratterizza molte delle nostre arterie urbane non è solo un danno economico – per il continuo deteriorarsi dei veicoli e l’aumento dei costi di riparazione – ma rappresenta una minaccia reale per la sicurezza di tutti.
Ciò che è particolarmente grave è che non si tratta di un pericolo circoscritto a pochi tratti di strada, ma di un problema che interessa un’elevata percentuale delle vie di comunicazione e in modo esteso tutte le categorie di utenti della strada: automobilisti, motociclisti, ciclisti e pedoni. Ogni giorno, chiunque si trovi a transitare su queste strade maltenute è costretto a fare i conti con un rischio costante. Non esistono più categorie privilegiate: tutti siamo vittime di una gestione della viabilità che non tutela adeguatamente la sicurezza.
Le istituzioni, in tutti i loro livelli, sembrano incapaci di dare una risposta concreta e duratura a questo problema. Le soluzioni proposte sono spesso superficiali, quando non addirittura inadeguate: misure come il divieto di circolazione per motocicli e biciclette, oppure limiti di velocità che difficilmente possono essere rispettati, non fanno altro che aggiungere frustrazione. La verità è che queste soluzioni non affrontano la causa principale del problema, ma si limitano a mettere un “cerotto” su una ferita che necessita di interventi ben più incisivi. La sicurezza delle nostre strade non si ottiene con soluzioni temporanee o con la repressione, ma con una seria e strutturata manutenzione che riporti le infrastrutture alla loro funzionalità.
Alla base di questa situazione c'è un problema di fondo che non possiamo più permetterci di ignorare: la cronica scarsità di fondi pubblici, insieme a una burocrazia soffocante che rende impossibile un intervento tempestivo ed efficace. Le risorse destinate alla manutenzione stradale sono spesso insufficienti, e quando ci sono, i tempi burocratici per l’approvazione degli interventi sono talmente lunghi che i cittadini si trovano costantemente a subire disagi e rischi. Nel frattempo, la pubblica amministrazione sembra concentrata nell’inasprire le sanzioni per le infrazioni al codice della strada, quasi a voler scaricare sulla cittadinanza la responsabilità di un sistema che non funziona.
Un altro aspetto che non possiamo ignorare riguarda i lavori di manutenzione e scavi, effettuati da ditte private per la posa di tubazioni, fibra ottica e altri interventi. Ogni volta che una di queste aziende completa i lavori, il ripristino del manto stradale non è mai, ma mai, effettuato correttamente. La superficie non viene ripristinata a regola d'arte, e i tratti interessati rimangono spesso in condizioni disastrose, esponendo gli utenti a nuovi rischi. La causa di tutto ciò sembra risiedere nell'assenza di un controllo effettivo da parte degli enti pubblici appaltatori, incluso il Responsabile Unico del Procedimento (RUP), che dovrebbe supervisionare il corretto svolgimento degli interventi. Non solo: anche la Corte dei Conti, che ha il compito di vigilare sull’uso dei fondi pubblici, sembra non fare nulla per indagare su questa situazione. Eppure, ogni appalto pubblico è finanziato con denaro dei contribuenti, i quali hanno il diritto di vedere i propri soldi spesi in modo responsabile e per garantire il benessere della collettività.
Ma c’è un aspetto fondamentale che non possiamo dimenticare: tutti i cittadini hanno il dovere di contribuire al benessere del Paese, pagando le tasse, ma abbiamo anche il diritto di vedere i nostri soldi tradotti in servizi pubblici efficienti e funzionanti. Se paghiamo i contributi dovuti, è giusto che ci vengano garantiti servizi adeguati, a partire dalla sicurezza delle strade che percorriamo quotidianamente. Se desideriamo davvero definire il nostro Paese come civile, non possiamo prescindere dal garantire a tutti i cittadini il diritto a infrastrutture moderne, sicure ed efficienti, nel rispetto di quanto previsto dalle norme statali e locali.
Le strade non sono un bene superfluo: sono un bene comune che deve essere preservato e mantenuto in sicurezza. Ignorare questa necessità significa compromettere non solo la sicurezza, ma anche la qualità della vita di tutti. Eppure, la sicurezza stradale continua ad essere trattata come una questione secondaria, come se fosse un lusso che solo pochi cittadini possono permettersi. La verità è che la salvaguardia della viabilità deve essere considerata un diritto per tutti, senza eccezioni.
Auspico con urgenza che le autorità competenti non si limitino a soluzioni temporanee e palliative, ma intervengano con azioni concrete e risolutive. È arrivato il momento di investire seriamente nel ripristino delle strade, garantendo che ogni cittadino possa viaggiare in sicurezza, senza dover temere per la propria incolumità. Non è solo una questione di civiltà, ma di giustizia sociale.
Le risorse per questo problema devono esserci, le competenze pure, ma manca la volontà politica di affrontare questo problema con la necessaria serietà. Le strade devono essere messe in sicurezza una volta per tutte. I cittadini hanno diritto di viaggiare in condizioni di sicurezza e le istituzioni hanno il dovere di garantirla, senza ulteriori rinvii.
Lelio Cassettari,
utente preoccupato per la sicurezza stradale
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