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Valdinievole OGGI
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Io credo sia tu a non aver capito la gravità e la portata delle tue parole. Ma non me la prendo perché sono certo che tu non lo faccia apposta, semplicemente lo ignori.
NUOTO

Prestigioso terzo posto per Lodovico Francesconi ai campionati italiani assoluti Finp (Federazione Italiana Nuoto Paralimpico) in vasca corta.

BASKET

È ancora tempo di derby per i ciabattini, il terzo sempre in trasferta in questo girone d’andata. È la volta della Cestistica Pescia di coach Maurizio Traversi che affrontiamo per la prima volta in assoluto in campionato.

BOCCE

Presentazione del  9°turno del campionato di Serie A2, secondo di ritorno e ultimo del 2019.

PODISMO

Domenica prossima due importanti manifestazioni podistiche si svolgeranno  in Valdinievole.

TENNIS

Luca Marianantoni vive a Larciano e scrive da ventitrè anni per «La Gazzetta dello Sport» principalmente di tennis e di statistiche.

BOCCE

Sabato inizia il girone di ritorno del campionato di serie A2. Molto eloquente il verdetto del girone di andata con 4 formazioni nei piani alti della classifica, una a metà e le altre 3 nelle parti basse.

BASKET

C’è il pubblico delle grandi occasioni al PalaCardelli per la partita che potrebbe essere lo spartiacque di questa stagione per i ciabattini. Al cospetto di coach Matteoni arriva la terza forza del campionato, il Basket Calcinaia di coach Gianluca Giuntoli.

BASKET

C'è una sola squadra in testa al campionato di A1 Uisp Pistoia-Prato. È il Racing Montecatini, che ha vinto venerdì sera a Pieve A Nievole per 50-60, dopo aver accumulato anche 20 punti di vantaggio.

none_o

“L’isola che c’è” raccoglie gli scritti dei partecipanti a un laboratorio di scrittura autobiografica.

none_o

La recensione di questa settimana da parte della libreria Mondadori di Montecatini è dedicata a un libro di Vittorio Sgarbi.

Soffioni

Impalpabili infiorescenze di sambuco
soavi di luce .....
VALDINIEVOLE STORICA
di Giovanni Torre

Altopascio, 16.000 abitanti, è da considerare parte integrante della Valdinievole.

VALDINIEVOLE STORICA
di Giovanni Torre

Ricordi dell'associazione dilettantistica calcio Montecatini.

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In risposta a: del
Flash
AUTORE: Joy
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11/3/2012 - 14:59

E’ un bel concentrato di malinconia
frugare una vecchia fotografia,
magari rinvenuta casualmente.
Lo sguardo fissa quell’attimo di vita
che non torna. Una tenerezza infinita
mi fa languire fino a raggiungere la pena.
I ricordi si legano come anelli di catena.
Un sospiro mi sale dal profondo
e un nodo serra la gola. Un affondo
nell’archivio della memoria
e ripercorro tappe della storia
che credevo morte e seppellite.
Immagini vivide o sbiadite
affollano la mente.
Mi rivedo giovane sorridente carina
con un rametto di mimosa nelle mani,
mi sento ingenuamente una regina
padrona di me stessa e del domani.




In risposta a: del
8 marzo
AUTORE: Joy
email: -

7/3/2012 - 10:21

Quando per strada il Carnevale impazza
col suo tocco di ironica follia
il freddo ancora ci strapazza
nonostante la frenetica allegria
e la natura un altro poco si riposa,
esplode dappertutto la mimosa.
Cresce spontanea e molto rigogliosa
nei grandi spazi, senza costrizioni
e come una bella donna prosperosa
sprigiona intorno gioiose sensazioni.
Così fiorita è tutta uno splendore,
un bellissimo tripudio di colore:
gialla, delicata, luminosa. Sposa il sole
insieme ai narcisi alle primule e alle viole.
Il suo profumo ne tradisce la presenza
e risveglia dentro il cuore la coscienza
soprattutto delle donne che ne gradiscono
anche un minuscolo rametto
se donato con garbo da un maschietto.
Umile fiore simbolo di emancipazione,
dovrebbe essere offerta
con la dovuta convinzione,
unita a un sorriso un messaggio una carezza
una parola uno sguardo o tanta tenerezza .




In risposta a: del
Alba
AUTORE: Joy
email: -

1/3/2012 - 12:24

Con l’età sono diventata svegliarino.
Mi desto all’alba come il gallo fa al mattino
ma invece di cantare allertando il vicinato,
godo il meraviglioso silenzio che, ovattato,
dona uno stato di grazia, un gradevole torpore.
L’anima trasvola e dà sollievo al cuore.
Sarebbe bello che tutto rimanesse dormiente.
Invece esplode verso oriente
una luce, all’improvviso. Prodigiosa.
Anima il suo tocco radioso là dove si posa.
Dardeggia il sole mattiniero oltre le colline,
sugli alberi e sui tetti delle case vicine
si radunano i passeri scambiandosi il buongiorno.
Mi frullano le idee. Monitorizzo intorno.
Dalla finestra vedo il limone e dietro il melograno
vicino alla magnolia che gli tende la mano
come volesse cogliere un aranciato fiore.
Tantissime sono le varietà di colore.
Mentre la moka inizia a brontolare,
gli uccelli con il loro gorgheggiare
danno la sveglia ai dormiglioni
che, assonnati, in pigiama dai balconi
esplorano con lo sguardo un po’ svagato.
Rimpiangono un sogno mai ultimato.
Il nuovo giorno sta per cominciare:
tutti insieme come automi a lavorare.




In risposta a: del
Il narciso
AUTORE: Joy
email: -

22/2/2012 - 10:45

Brividi di freddo, il cielo è terso, occhieggia il sole.
Il tepore di una sciarpa mi incornicia il viso
per proteggerlo dalla brezza pungente. Un narciso
spicca in compagnia di alcune viole:
ha la corolla gialla e un lungo stelo.
Ha sfidato l’inverno e, incurante del gelo,
si eleva per farsi sfiorare da un raggio.
Sono sorpresa. Vorrei anch’io avere il coraggio
di affrontare le incognite con lo stesso ardire,
libera di scegliere quando dove e se fiorire.
E’ bellissimo, nessuna creatura l’ha scalfito
perché i nemici giacciono addormentati.
E’ al sicuro fino a quando, affamati,
non si destano. Allora, però, avrà esaurito
tutto il potenziale di preziosa energia
e salutando con un pizzico di gelosia,
dovrà conferire l’onore agli altri fiori.
La tentazione è forte di farne un ornamento:
l’osservo, l’accarezzo e poi mi pento.
Sarebbe bello ammirarlo ancora in divenire
ma mi rattristo al pensiero di vederlo appassire
lontano dal suo ceppo. Grinzoso, scolorito
e infecondo. Non è forse un’inutile tortura?
Un generale risveglio contagia la natura,
e il mio stupore dura all’infinito.




In risposta a: del
La pioggia
AUTORE: Joy
email: -

15/2/2012 - 10:13

Qualche volta ammaliata e divertita
guardo la pioggia che viene giù dal cielo
e copre col suo rorido velo
la natura. Essenza della vita.
Partecipo al generale godimento
e nell’ascolto del lieve ticchettare
penso. Mi trovo a ricordare
un contatto, un cenno. Un sentimento
profondo mi invade e fremo.
Come sorgente che sgorga dalla roccia
e s’incammina,
una lacrima piano piano s’avvicina
e offusca, irrora, libera la mente.
Ascolto e osservo ciò che mi circonda.
Il passerotto si rigonfia sopra il ramo,
il pettirosso si tiene un po’ lontano
e l’anima mia nella memoria affonda.
Le foglie cominciano a tremare
i fiori hanno saziato ormai la sete
e in quell’attimo di relativa quiete
è un alito di vento a risvegliare
quel lucido torpore, quell’incanto
che all’improvviso fa asciugare il pianto.




In risposta a: del
Conforto
AUTORE: Joy
email: -

11/2/2012 - 23:54

Il giardino oggi evapora euforia
di svolazzi canti e richiami.
Una rapida beccata e via
dalla magnolia al limone
dal melograno ai rami
nei cespugli, il merlo il pettirosso
la gazza la tortora il passerotto:
un assiduo viavai interrotto
da brevi fughe e veloci ritorni.
Una goduria sono i giorni
in cui una mano amica
con pane ammollato e qualche mica
dona una briciola di sollievo
quando l'inverno col suo gelo
minaccia la gracile creatura.
Così non è per la natura
che riposa spoglia e intorpidita
nel lungo sonno. Così sopita
sembra morta. Un brivido
presto la scuoterà
e una scintilla di vitalità,
riportando ovunque floridezza,
ci rinverdirà di giovinezza.




In risposta a: del
Seduzione
AUTORE: Joy
email: -

8/2/2012 - 22:25

E' tornato a soffiare il vento
gelido dispotico penetrante.
L'incauta viola trema sullo stelo
sgomenta. Rivolta verso il cielo
implora Elio che, intrigante,
possa alleviare il suo tormento:
l'ha illusa, l'ha baciata
l'ha sedotta e abbandonata.
Ha ceduto alle lusinghe
anche l'improvvida mimosa,
bionda profumata vaporosa
e s'è lasciata corteggiare.
Corre il rischio di farsi sradicare.
Un tremito la scuote
oscilla, s’inchina
paurosamente ma no rovina.
Ingenua è ancora molto innamorata
vive per rifulgere a buriana passata.




In risposta a: del
Seduzione
AUTORE: Joy
email: -

8/2/2012 - 22:24

E' tornato a soffiare il vento
gelido dispotico penetrante.
L'incauta viola trema sullo stelo
sgomenta. Rivolta verso il cielo
implora Elio che, intrigante,
possa alleviare il suo tormento:
l'ha illusa, l'ha baciata
l'ha sedotta e abbandonata.
Ha ceduto alle lusinghe
anche l'improvvida mimosa,
bionda profumata vaporosa
e s'è lasciata corteggiare.
Corre il rischio di farsi sradicare.
Un tremito la scuote
oscilla, s’inchina
paurosamente ma no rovina.
Ingenua è ancora molto innamorata
vive per rifulgere a buriana passata.




In risposta a: del
Insieme
AUTORE: Joy
email: -

29/1/2012 - 17:17

Fa freddo
come non si sentiva da tanto.
Sopra il manto bianco
uno sparuto uccellino
perlustra il giardino
in cerca di cibo.
Il suolo è indurito
dal gelo.
Impaurito
becca le briciole
che una mano
ha sparso
per dare sollievo.
Fiocca dal cielo
la neve.
Anche un rumore lieve
lo invita alla fuga.
Non si addormenta,
così ci riprova.
La fame lo tormenta
ma il coraggio
lo premia.
Un assaggio,
uno svolazzo, un richiamo.
Sopra un ramo
un’altra creatura trema.
Subito si sistema
vicino.
Insieme
raggiungono un camino
dove c’è tepore,
compagnia e speranza.
Aspettano
sognando l’abbondanza.




In risposta a: del
Oscurità
AUTORE: Joy
email: -

24/1/2012 - 14:24

In un denso fumo di londra si sono fusi
il cielo e il mare in questa notte cupa
Dall’ovatta delle nubi che si sfalda
occhieggiano, lontane, pallide stelline
Fisso lontano. Nella caligine scorgo l’orizzonte
nell’intermittenza di un faro
Luce struggente
Impercettibile, nell’andirivieni, sciaborda l’acqua
che accarezza i massi della scogliera affumicata
Indolenti i miei pensieri sopiscono sotto le ali
dei gabbiani che, celati, si rifocillano
nel torpore del sonno.
Brilla l’assenza della luna




In risposta a: del
Il vento
AUTORE: Gioia
email: -

18/1/2012 - 22:25

Echeggia nella tromba delle scale un lugubre lamento.
Infrango il divieto ed esco. Una stizzosa raffica di vento
mi sospinge. Chiudo gli occhi. Procedo a braccia tese.
Plano a mo’ di parapendio con le ali distese.
Gareggio in volo con aquile, palloncini, gabbiani
elicotteri, aquiloni, mongolfiere e deltaplani.
Un brivido di freddo mi trafigge. Folate repentine
penetrano dai tessuti fin sulla pelle. Non desisto.
Decido di sfidare le inevitabili ramanzine
della mamma. L’ebbrezza è totale. Persisto.
Si animano intanto i fantasmi delle lenzuola
che detestano stare appesi ad asciugare,
ambiscono a fortezze castelli torri e manieri
dove vivere indisturbati a creare misteri
che vetuste leggende tramandano per veri.
Una ridda di polveroni risucchia corpuscoli inermi
per farne mulinelli. Un bieco rumore mi scuote.
Ho le labbra aride e screpolate. Le gote
rosse. Decido a malincuore una forzosa ritirata…
poi ci ripenso e mi abbandono alla prossima ventata.




In risposta a: del
La pioggia
AUTORE: Gioia
email: -

13/1/2012 - 15:46

Qualche volta ammaliata e divertita
guardo la pioggia che viene giù dal cielo
e copre col suo rorido velo
la natura. Essenza della vita.
Partecipo al generale godimento
e nell’ascolto del lieve ticchettare
penso. Mi trovo a ricordare
un contatto, un cenno. Un sentimento
profondo mi invade e fremo.
Come sorgente che sgorga dalla roccia
e s’incammina,
una lacrima piano piano s’avvicina
e offusca, irrora, libera la mente.
Ascolto e osservo ciò che mi circonda.
Il passerotto si rigonfia sopra il ramo,
il pettirosso si tiene un po’ lontano
e l’anima mia nella memoria affonda.
Le foglie cominciano a tremare
i fiori hanno saziato ormai la sete
e in quell’attimo di relativa quiete
è un alito di vento a risvegliare
quel lucido torpore, quell’incanto
che all’improvviso fa asciugare il pianto.




In risposta a: del
La cicogna
AUTORE: Gioia
email: -

9/1/2012 - 15:04

Se da fermo scruti l’orizzonte
osservi il panorama che hai di fronte,
dove la terra con il cielo si confonde,
e spazi lontano il mare con le onde
l’anima tua viene rapita
dall’emozione che in te s’era sopita;
in quell’ attimo di grande libertà
percepisci cos’ è l’eternità.
Il godimento è breve, ma se succede spesso
qualcosa cambia e non sei più lo stesso.
Allora segui con lo sguardo i nuvoloni
gli uccelli, gli aerei e gli aquiloni
e col candore puro di un bambino
scorgi una cicogna volare su un camino,
così sussulti e fremi per la commozione
perché non capisci la sua destinazione.
Intanto dopo qualche settimana
corre voce che in quel di Giustagnana
c’ è una bella notizia con sorpresa:
una giovane donna è in dolce attesa.
E una persona così tanto importante
che la notizia ti fulmina all’istante:
l’incanto ti assale e lo stupore,
misto a un convulso battito del cuore,
ti scuote, ti incuriosisce, ti fa gioire …
perché pensi che la tua vita è tutta in divenire.
All’annuncio, però, del lieto evento
ripercorri la tua vita in un momento
e ti rivedi giovane, forte, prestante
ottimista, sicuro, esuberante
poi … biberon, pannoloni, culle, passeggini
ciucci, carrozze, tutine e bavaglini
ti stordiscono un poco ma ti fanno anche pensare
che alla parola nonno ti dovrai abituare !




In risposta a: del
ALLEGRI COMMEDIANTI
AUTORE: Giuseppe Marangoni
email: -

20/12/2011 - 22:48

APPARTATI SIAMO,
PRIMATI SU UNA MESSINSCENA
DI VERDE DELIRIO.

VITREI OCCHI SCRUTANO
IL SURREALE SPETTACOLO,
JUNGLA DI LATENTE RAGIONE.

SUL NULLA
LA CURIOSITA' CI INCHIODA:
SARA' TUTTO UNA SCIMMIATA COMMEDIA?




In risposta a: del
NOI
AUTORE: emiliano caponi
email: [protetta]

17/11/2011 - 20:18

I castelli dell’occidente sono crollati e laggiu’ in fondo al pendio dell’esistenza sono rimaste solo macerie di vite e mattoni sgretolati dell’umanita’ seppellitasi da sola.
E in mezzo ad una pianura di nulla, NOI, unici rimasti in piedi che incominceremo a camminare nella direzione opposta, per ritrovare gli orizzonti perduti.




In risposta a: del
L'emigrante al figlio
AUTORE: Torre Giovanni
email: -

8/11/2011 - 13:55

Quando sarai laureato,che tu sia ingegnere oppure dottore,non ti dimenticare di coloro che ti hanno dato tanto,non ti dimenticare di chi ti ha cullato con amore,non ti dimenticare di chi ha zappato,versando lacrime e sudore e,sopratutto non ti vergognare di papà e mamma che hanno saputo lavorare anche per te. Fonte i Toscani di Montreal.




In risposta a: del
La signora in blu
AUTORE: Agostino Saviano
email: [protetta]

3/11/2011 - 6:28

La signora in blu
Viaggio nel profumo delle onde delle spighe bionde di grano.

Lontano si sente una vibrarazione del cuore.
 Perché mi streghi così?

Ti dirò tutto quello che vuoi.

E’ il susurro di tutto il verde di questo prato costellato di fiorellini blu.

Non mi guardare negli occhi, ché trema tutto me stesso.

Non voglio il tuo ricordo, voglio fiorire con te.

Una voce mi accarezza in un ricordo ovattato di melodia.

Ripeti il tuo motivo che ha in sé il cielo azzurro nell’infinito del mio pensiero
in cui brilla la luce della tua anima,
o signora dall’abito blu.

Rimani con me con i tuoi toni alti e modulati come il sussurro del grano accarezzato dal vento dell’est.




In risposta a: del
La resa
AUTORE: Bosio
email: -

30/10/2011 - 19:16

Come fine ed impalapabile pioggia d'estate
che sussurrando invade lo spazio

così il battito lento del mio cuore
affogato nel ritmo del dolore
lentamente rintocca il tempo rimasto/

costringendoti alla resa
su questa spiaggia ormai deserta/




In risposta a: del
MARTEDI' GRASSO
AUTORE: Giuseppe Marangoni
email: -

20/9/2011 - 9:01

Sfida al tempo siamo:
pietre miliari di un arcobaleno
su secoli mai finiti, mai incominciati.

Strana coppia
di un Pierrot e Arlecchino
che nella sera
perpetriamo i nostri sogni
in affabular di eterna commedia,
e il surclassar è
il vanto.

Quando il sipario cala
mestamente andiamo
"a diversi porti per lo gran mar dell'essere"
grevi tocchi di Cezane.




In risposta a: del
NOTTE A MAGGIO
AUTORE: Giuseppe Marangoni
email: -

17/9/2011 - 7:37

Selenica luce irrora le tue rose
ho alato Maggio,
foriero di nuovi amori.

Sotto questo cielo
si librano verdi occhi
divino dono ad alimentar il mio canto.

E da vate,
del tuo profondo vo raccontando
e il tuo sorrico e il tuo profumo
che han uguale nei gelsomini
dolci mi guidan nei miei sogni
breve la notte e poi gli albori
in canto di usignoli




In risposta a: del
Viaggio Totale
AUTORE: GiuseppeMarangoni
email: -

6/9/2011 - 8:58

La bellezza alimentò l'onirico
del viaggiatore totale
nel suo profondo io.

Incantato nei meandri
sulla via del divenire,
in alterne stagioni,
tra arsure e gelo,
(essere e nulla)
fu lavico e fuoco
che mai si spense
nel diabolico logo del tempo




In risposta a: del
FILAMENTI VERDI
AUTORE: Massimiliano Antonucci
email: -

1/9/2011 - 7:27

Mando tutto all’aria: sedie tavoli
ed uomini
inizio a vestirmi
perché ho giurato che ti verrò incontro
a mangiarti il cuore
e ti assalirò per il bisogno estremo di riscaldarmi
e per una fame vecchia di mille generazioni
la tua dolcezza si espande sulla faccia
scaricando lacrime gentili
e l’aria diventa insopportabile
come il vestito che porti indosso
troverai fondi di bottiglia nei miei occhi
e lucciole ancora accese
tram affollati di gente
pazzi illuminano
i piani disarticolati della mia esistenza
ora che ti fulmino dal cielo o dalla terrazza di casa mia
in un giorno poco buono per tutti
scaraventandoti tuoni bagnati di pioggia
e filamenti verdi
che continuano a cadere
fitti fitti
sopra questo mondo di merda.
Ti immagino mentre ti spogli
e t’immagino mentre ti rivesti all’indomani
quando sederemo con mani calde
per nutrirci dei nostri occhi
e per andare avanti
con o senza gli altri.

Altre poesie nel sito:
www.massimilianoantonucci.it




In risposta a: del
Di opposti significati
AUTORE: bosio
email: -

11/8/2011 - 22:07

Alla morte apparente,neurologica

rispondo

con i veti incrociati
di vite spente,mai nate,
crocifisse nella polvere,
(e piene di angoscia nel divenire).

Di città chiuse
in giganteschi confini,
gonfie di pensieri esauriti.




In risposta a: del
TU SI'
AUTORE: Paola Bonetti
email: -

4/8/2011 - 7:06

Tu sì
tu sì che sei un poeta

Per notti e notti
fino all’ora dell’allodola
ho trascritto i tuoi sensi
sulle pagine dei miei singhiozzi

Oggi
ne bevo il nettare e il veleno
Io
ventre custode di memorie
vaso innamorato
dei tuoi petali
e del profumo di mele bianche
io,
oggi,
stringo tutto sul petto
e bacio
gli inchiostri e i fogli




In risposta a: del
DA SOLO
AUTORE: Giovanni S.
email: -

17/7/2011 - 9:50

Lento come il tuo respiro
vado per strada
da solo

rimpiango il mio passato
di poeta infranto

i fiumi scorrono sull’asfalto
e brillano
sotto i lampioni rotti

l’urlo della sirena
mi sveglia

è un brutto sogno
quello che faccio
ogni notte




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