Valdinievole OGGI La Voce di Pistoia
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AUTORE: Benedetti Remo
email: [protetta]

15/1/2016 - 17:15

Succedeva una volta e succede anche oggi, in un' altra forma, la lotta di classe e le supremazie lobbistiche.
Non siamo per nulla uguali difronte alle istituzioni di qualunque ordine e grado sociale.
Ai miei giorni, nonostante l' enorme sacrificio delle famiglie e dei figli per acquisire un titolo di studio, i Signori insegnanti prima di tutto basavano il loro giudizio di merito sull' alunno dalle origini sociali da cui proveniva.
E poi per trovare un lavoro la selezione, a parità di merito, privilegiava le originarie classi più colte e benestanti della società italiana, scartando i figli diplomati o laureati della cosidetta classe salariata o peggio ancora contadina.
Oggi, invece, in una forma diversa, si portano avanti, per ragioni politiche e non di merito, quegli individui che aiutano a spingere il carro sul quale molti politici siedono accovacciati.
Insomma, prima, c' era il predominio delle lobbies sulle classi più deboli della società italiana, oggi le " sponsorizzazioni" partitiche.
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In risposta a: Caro Sig. Benedetti del 11/1/2016 - 13:13
Evviva la democreazia e la libertà.
AUTORE: Benedetti Remo
email: [protetta]

12/1/2016 - 17:47

Egr. Signor Roberto Farroni sono pienamente d' accordo con Lei sul contenuto del Suo intervento:speriamo che le cose vadano sempre così anzi meglio: meno contestazioni e politiche e sindacali per il bene del Paese e per ritrovare quello che da cinque anni abbiamo perduto
e cioè il lavoro.Solo con il lavoro ritroveremo il benessere e ridurremo la povertà anche , però, con una giusta distribuzione del reddito nazionale.
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In risposta a: RICORDI DI SCUOLA del 8/1/2016 - 21:16
Caro Sig. Benedetti
AUTORE: Roberto Ferroni
email: -

11/1/2016 - 13:13

Che brutta cosa le dittature, nere, rosse, civili, militari, laiche, religiose. La dove il popolo non ha potere di espressione, la dove è permesso sempre e solo dire Sissignore non può esserci benessere, morale, sociale o materiale. Qui in Italia finì fra il '43 ed il 45, altrove durò fino all'89. In alcuni luoghi dura ancora, vedi Corea del Nord. Meno male che da noi, una volta provato un colore di dittatura siamo stati abbastanza intelligenti da non permettere che ne arrivasse un'altra, di differente colore.
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In risposta a: del
RICORDI DI SCUOLA
AUTORE: Benedetti Remo
email: [protetta]

8/1/2016 - 21:16

Eravamo in piena guerra, correva l' anno 1941, ma noi ragazzi e ragazze della campagna di Fattoria, frazione del Comune di Ponte Buggianese, andavamo a scuola " DA NICCHERI"in una aula mista sia per età che per sesso. Con grandi sacrifici i nostri genitori ci " arrangiavano" con vestiario e scarpe per fare un buon percorso a piedi fra le redole e le strade strette e polverose di allora per giungere puntuali a scuola.
L' ambiente contadino, durante il periodo fascista, era piuttosto modesto e in più casi povero; quindi più di tanto non ci permetteva.
Valeva, però l' onesta e l' amicizia tra noi ragazzi così come nelle famiglie, molto rispettose daL PUNTO DI VISTA MORALE E CIVILE.
La dittatura e le leggi fasciste obbligavano le famiglie a corredarci delle divise per sfilate di circostanza e pure il saluto fascista.Tanto era radicato in alcune famiglie questo " obbligo " che perfino nella foto-ricordo della scolaresca di Fattoria dell' anno 1941-42 un alunno fa il saluto romano ed un altro mostra il berretto con l' effige del fascio.
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In risposta a: Passato e futuro del 28/12/2015 - 14:09
La miseria e la serenità
AUTORE: Remo Benedetti
email: -

7/1/2016 - 17:37

Egr. Signor Giovanni, grazie anzitutto del suo intervento mentre cerco di rispondere -secondo il mio pensiero - alle sue osservazioni.
In questo caso sono soltanto un cronista della storia italiana vista e vissuta in un Paese di campagna e non un politico preparato a risolvere i più gravi problemi della società. Però non ritengo sia il caso di cambiare pianeta, ma di lottare con le nostre forze al cambiamento di questa società. E come?
Secondo il mio punto di vista occorre dare un' educazione morale e civica a queste nuove generazioni sia dal punto di vista morale che religioso: E poi occorre preparare una classe politica al senso civico al controllo del bene comune ed ai bisogni delle classi disagiate e più povere della nostra società italiana: il sentimento cristiano delle nostre coscienze.
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In risposta a: La miseria e la serenità del 6/1/2016 - 19:27
Egregio Signor Benedetti
AUTORE: Roberto Ferroni
email: -

7/1/2016 - 11:39

Sotto ogni bandiera, forse eccettuando quella dei Frati Trappisti, ogni società lavora, o dice di lavorare, per migliorare il benessere materiale dei suoi Cittadini. Innegabile che negli ultimi settantacinque anni, uno di meno dei miei, il livello di benessere sia enormemente aumentato. Che questo poi sia andato parzialmente a discapito del livello morale può essere una conseguenza. Quando ero ancora imberbe sentivo parlare delle Folies Bergères di Parigi come il massimo della trasgressione. Oggi basta accendere la TV per vedere ragazze altrettanto, a volte di più, discinte. Eppure la massificazione dell'informazione e dei suoi strumenti, la TV fra questi, hanno portato molta conoscenza, hanno aiutato la popolazione ad acquisire nozioni ed informazioni che hanno accresciuto la conoscenza, a volte anche la cultura, permettendo avanzamenti da quello che era il livello "proletario" dei nostri avi. Lei mi parla di aderire agli insegnamenti del cristianesimo. Certo, per chi cristiano è e si conferma in pensieri ed azioni può essere una strada ma oggi la libertà di pensiero, figlia appunto di quel progresso non più oscurantista di una società retrograda, permette anche a chi professa altre Fedi, o nessuna, di comportarsi da persona civilmente corretta. A volte nel bene, altre nel male, una medaglia ha sempre il suo rovescio e credo di non sbagliare se Lei che mi sembra un devoto cattolico non abbia presente che la perfezione non è di questo mondo. Chiudendo questa corrispondenza, Le auguro un felice 2016, ed altri, pur imperfetti che saranno.
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In risposta a: Come prima, più di prima del 28/12/2015 - 18:10
La miseria e la serenità
AUTORE: Remo Benedetti
email: -

6/1/2016 - 19:27

Egr.Signor Roberto Ferroni, anzitutto la ringrazio con sincerità che ha voluto esprimere la sua opinione su queste mie considerazioni sul passato remoto ed il presente della società italiana. Anzitutto non si tratta di una " infervorata retorica" , ma bensì di una cronistoria della nostra Italia degli ultimi settantacinque anni, sotto il profilo morale, politico, lavorativo e di progresso. Mi pare che osanni il progresso raggiunto per quanto riguarda la longevità della vita ed il benessere indivuale e collettivo raggiunto con la laboriosità delle nostre braccia e menti di italiani.
Quello che é mancato e che tutt'oggi manca
é la solidarietà e la compartecipazione di questo benessere verso i meno fortunati ed i più poveri che ulteriormente aumentano.
Per quanto riguardano tutti i ladri " italiani"occorre più controllo a tutti i livelli, controllo che in questa democrazia é quasi sempre mancato ed in modo particolare in questi ultimi tempi.
Per quanto riguarda la moralità sotto ogni profilo, già dalla famiglia dovremmo educare i figli ad essere onesti e rispecchiarsi negli insegnamenti del cristianesimo.
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In risposta a: del
straordinario
AUTORE: giovanni
email: [protetta]

5/1/2016 - 18:13

STARORDINARIO
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In risposta a: del
A chi troppo e a chi nulla!
AUTORE: Giovanni Torre
email: -

4/1/2016 - 21:07

Il mio commento non riguarda il passato ma l'avvenire che vede Pisa acquisire sempre più posti di lavoro grazie alle direzioni in loco dei tanti uffici come la ASL area vasta,il Consorzio di Bonifica Basso Valdarno ,ENI e chi più ne ha più ne metta,citiamo l'aeroporto Galilei,l'università e l'ospedale a carattere nazionale.

Eppure Pisa ha gli stessi abitanti di Pistoia e Lucca,Livorno ne ha il doppio,Prato non ne parliamo ad allora forse dipenderà dalla sua provincia seconda più popolosa dopo Firenze,parametro fuori luogo con l'eliminazione delle province,ad allora dipenderà dalla storia ma anche qui Lucca non gli è seconda essendo stata seconda solo a Roma,inoltre capitale della Tuscia Longobarda.

Quindi,tirando le somme,Pisa ha tanto e gli altri poco o nulla,anzi con la politica delle aree vaste,tanto cara al governatore del Granducato, continuerà ad essere il riferimento della Toscana Ovest.
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AUTORE: Roberto Ferroni
email: -

4/1/2016 - 11:29

A fine agosto 2015 pago due volte, per un mio errore, una tassa, poca cosa circa 175,00 euro. Il 7 settembre ‘15 vado all’Agenzia delle Entrate che, accertata la sussistenza dell’errore, emette immediatamente mandato per il rimborso. Però questo deve passare attraverso Roma, chissà perché.

Oggi, 4 gennaio, vado ma chiedere notizie e mi rispondono che dovrò aspettare fino a maggio/giugno.

Non si lamentino governi centrali ed organi periferici se poi i Cittadini cercano scappatoie per far valere i propri diritti o per scansare le ingiustizie di un’Amministrazione incapace di rispettare il Cittadino.
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In risposta a: La miseria e la serenità del 28/12/2015 - 10:49
Come prima, più di prima
AUTORE: Roberto Ferroni
email: -

28/12/2015 - 18:10

Egregio Signor Benedetti, nella Sua infervorata retorica omette un fatto importante, é il mondo intero che è andato a ... ramengo, non solo quello dell'Italia rurale, più o meno fascista o antifascista. Se sapesse il mio chock quando, ritornato in Inghilterra a metà anni '70, dopo averci vissuto nella prima metà del decennio precedente notai tanti di quei cambiamenti, in peggio, che mi fecero venire le lacrime. Ma la medaglia ha sempre due facce e a fronte di un generale imbastardimento della società in senso morale dobbiamo anche valutare i grandi passi avanti nella vita materiale. Se negli anni '30 e '50 (lascio perdere il decennio dei '40 per via della guerra) la media di vita era intorno ai 60 anni, e spesso con notevoli acciacchi, oggi un ultra settantenne si può permettere un'autonomia prima sconosciuta. La perdita dei valori umani e sociali a fronte un così detto progresso sbandierato come taumaturgico ma che ha prodotto esattamente gli effetti contrari é il caro prezzo che la nostra salute e la nostra qualità di vita materiale ha dovuto pagare. Ieri avevamo quella che Lei definisce un iniquo sistema dittatoriale, ed una dittatura é sempre e comunque iniqua quale che sia il colore della camicia, ma oggi la sedicente libertà ha copiato solo le parti più retrive di allora, lasciando la gerarchia democratica affabularsi esattamente come prima. Più di prima, se il buon Dallara mi perdona l'uso delle parole.
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In risposta a: La miseria e la serenità del 28/12/2015 - 10:49
Passato e futuro
AUTORE: Giovanni
email: -

28/12/2015 - 14:09

Caro Sig.Benedetti trovo tante verità nel suo commento precedente,un'ottima rappresentazione del recente passato fatto di guerre e miserie.

Sono passati solo pochi anni da quello da lei descritto e,specie i giovani,sono disinteressati a queste puntate storiche da loro non vissute.

Detto questo,in prospettiva futura ,gradirei una sua ricetta su come se ne potrebbe uscire da questa situazione di non ritorno in tutti i sensi ,anche climatico del pianeta Terra.

Cosa facciamo lasciamo il pianeta in mano a questi balordi dai colletti bianchi,oppure ci battiamo per invertire rotta che garantirebbe un futuro meno sofferto per coloro che saranno i nostri posteri?
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In risposta a: del
La miseria e la serenità
AUTORE: Remo Benedetti
email: -

28/12/2015 - 10:49

Quando il frastuono del mondo moderno me lo permette, mondo pieno di arroganza, oscenità, menzogne, furbetti, ladri, approfittatori, disonesti, illegali, mi fermo a pensare al mio passato.
Allora giungo con il mio pensiero alla seconda guerra mondiale, alle miserie della buona e
brava gente, già succube di un sistema dittatoriale nefasto ed incivile che aveva portato il nostro Paese alla miseria più assoluta ed alla sua devastazione.
La gerarchia fascista dominava su tutto ed i più deboli dovevano maggiormente soccombere alle ristrettezze familiari quotidiane.
Il sistema di vita nelle campagne era primitivo e così nelle attività agricole con sistemi e strumen-
ti primitivi dove i contadini e le loro famiglie, con diversi figli a carico, dovevano lavorare da
“schiavi” per onorare il decoro e l’ onestà della loro famiglia.
Non esistevano spacciatori di droga, ladri con i colletti bianchi, furbetti di quartiere, le cricche
politiche, ma il vivere onesto. I ragazzi andavano a scuola a piedi con gli zoccoli nelle frazioni
più vicine e poi aiutavano la famiglia nei campi; niente ricreazioni se non due calci in una palla
fatta di carta. Niente separazioni coniugali con figli alla deriva, ma responsabilità coniugale e familiare. Le madri amavano con viva fede cristiana la famiglia tutta e si obbligavano alla loro
educazione morale e religiosa senza tralasciare le faccende di casa ed il lavoro nei campi.
Esisteva una totale armonia familiare di cui il capo famiglia era il “patriarca” più considerato e rispettato ed i nonni con la loro veneranda esperienza l’icona della famiglia.
Oltre lo stretto legame familiare, l’ affettuosa solidarietà permetteva un vivere tranquillo e sereno pure nella miseria ma con rispetto delle leggi , anche se talvolta ingiuste, di quel tempo.
I legami con i vicini erano solidali e la comunità contadina soprattutto era di esempio al vivere comune perché é proprio nel bisogno reciproco che si riscontrano ed emergono i valori del cristianesimo.
Ben volentieri, grazie a Dio, ho vissuto l’ evolversi tecnico e scientifico del nostro progresso ed
il risanamento delle atroci ferite della guerra che aveva devastato la nostra Italia, aveva portato dolore e milioni di lutti nelle nostre famiglie.
Tutte queste fasi, dalla ricostruzione dei ponti sul fiume Pescia, alle macerie del centro del paese,
alla riparazione del tetto della nostra chiesa parrocchiale, le conservo come un “tesoro” nella mia
mente, e pure il crescere continuo della nostra economia, delle nostre campagne con mezzi e sistemi moderni, l’ istruzione per tutti e non solo per i privilegiati, l’ emancipazione della donna, la possi-
bilità di essere meno diversi dagli atri, come prima.
Si, osanno tutte queste conquiste, però le stesse purtroppo non sono state ben considerate e accet-
tate per migliorare il vivere comune e sociale ma sono e vengono indirizzate ed acquisite princi-
palmente per fini egoistici e asociali in una società che avrebbe più bisogno, soprattutto in
questo momento di crisi acuta, di solidarietà e compartecipazione ai bisogni dei più deboli; altri-
menti, anche se più progrediti, cosa vale il progresso? Siamo ritornati all’ epoca della seconda guerra mondiale ed in più senza SERENITA’ E TRANQUILLITA’ familiare e sociale.
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In risposta a: del
Presepe di Traversagna
AUTORE: Giovanni Torre
email: -

28/12/2015 - 9:35

Non sono addetto ai lavori e quindi il mio commento è totalmente disinteressato ma,mi preme sottolineare la novità e maestria di coloro che hanno costruito il presepe nella parrocchia di Traversagna,ai lati della chiesa.
Sequenza di luci ed ombre con descrizione audio delle varie fasi della natività,figuranti a regola d'arte e. come sfondo,la visione di un mare quasi vero.
Morale,complimenti per questi 10 minuti vissuti nel ricordo più significativo della cristianità,mi fermo qui con gli auguri a tutti.
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In risposta a: 31/12/2015 - tettuccio del 24/12/2015 - 9:07
ti piace vincere facile.........
AUTORE: disincantata
email: [protetta]

26/12/2015 - 18:24

Comodo prendersi il filetto e lasciare la cotenne agli altri!
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In risposta a: 31/12/2015 - tettuccio del 24/12/2015 - 9:07
Cenone
AUTORE: Roberto
email: -

24/12/2015 - 17:08

io sto con Albino....è giusto cosi,evidentemente da disturbo un'idea cosi bellina...,Buone Feste
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In risposta a: del
31/12/2015 - tettuccio
AUTORE: albino roselli
email: [protetta]

24/12/2015 - 9:07

avendo in gestione il tettuccio fino al 6 gennaio è giusto che la sig.ra camilla carnesecchi faccia la festa del 31/12/2015. fregandosene dell'opinione di albergatori e ristoratori, sempre pronti ad affossare chi ha nuove idee.albino
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In risposta a: del
Legge di IN-STABILITA'
AUTORE: Giovanni
email: -

23/12/2015 - 9:41

leggo che il presidente del consiglio ci farà un regalino di Natale consistente nell'approvazione della cosiddetta legge di stabilità,per il portafoglio del contribuente italico sarebbe meglio definirla in-stabilità.

Questa ,a suo dire,sarebbe il male minore,per non inasprire più di tanto il "pantalone"italico già spremuto a dovere nel 2015.

La regione Toscana si è adeguata alle altre non concedendo più il beneficio di pagare il bollo auto annuale per gli autoveicoli storici(ultra ventennali)da € 63 si passa a € 171 e magari ti richiederà anche la differenza per il 2015.

Chi ha una doppia pensione da favola da due enti pensionistici,la somma di circa € 13.000 lorde l'anno è un "riccone"e pertanto dovrà rendere all'erario circa € 900.

Come leggete si tratta di gente non certo benestante,chi ha una sola auto da oltre 23 anni significa che non può permettersi di comprarla nuova o usata che sia.

Chi percepisce poco più di € 1000 lordi (€ 800 netti)al mese è vicino alla soglia della povertà ,ed allora Sig.Renzi questi sarebbero i regalini fatti ai soliti noti mentre per voi politici non esistono queste problematiche!
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In risposta a: Umiliazione del 15/12/2015 - 16:46
Umiliazione
AUTORE: Natalia
email: [protetta]

16/12/2015 - 11:10

Sono ancora in comune di pieve a nievole aspetto.....
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In risposta a: del
Umiliazione
AUTORE: Natalia
email: [protetta]

15/12/2015 - 16:46

Sono una mamma di 30 anni ho 2 bambini e sono alla pieve a nievole di 8 anni nel 2014 ho avuto una aneurisma cerebrale dopo di che al luglio sono stata operata un altra volta stamattina x l'ennesima volta sono andata in comune di pieve a nievole x la mia difficoltà xche ho bisogno di un tetto x mia famiglia e quando mi ha aperto la porta il ragazzo che sta in comune mi ha detto che il sindaco nn c'era ma siccome ho insistito di entrare in comune ho scoperto che il sindaco c'era ed era nella stanza ma vi voglio dire che mi ha sentito che piangevo e nn si ha neanche scomodata x uscire ansi ha approfittato che parlavo al telefono ed senza farsi vedere e andata via VERGONIA SINDACO DI PIEVE A NIEVOLE Non ha avuto neanche il coraggio di parlarmi allora dico io .......che ci sta a fare se nn sa ascoltare un cittadino in difficoltà......
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In risposta a: del
Servizio idrico
AUTORE: Roberto
email: [protetta]

13/12/2015 - 10:08

Nessun fornaio riuscirebbe a far lievitare il proprio pane come sanno fare i gestori del servizio idrico con le bollette; tanto che sarebbe più conveniente lavarsi con latte di asina, come faceva Poppea, considerando che di ciuchi non c'è carenza tra le fila dei nostri amministratori
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In risposta a: del
Rottura impianti elettrici
AUTORE: Franco Santalena
email: -

29/11/2015 - 22:20

Venerdì mattina a seguito di lavori sulla centralia che serve via Bramalegno si sono verificati sbalzi di tensione che hanno provocato la rottura di decine di impianti elettrici nelle abitazioni dei privati. Come farci rimborsare dall'ENEL? Grazie, Franco Santalena
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In risposta a: Caro Sig. Giovanni del 27/11/2015 - 9:48
Concordo con Lei
AUTORE: PIPPO
email: [protetta]

27/11/2015 - 12:25

Per esempio a Coimbra (portogallo)
città nota per la sua università, la stazione ferroviaria è distaccata dalla linea che da Lisbona và o Oporto, viene collegata con una linea ferroviaria a parte praticamente con un trenino che collega Coimbra alla tratta principale e viceversa
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In risposta a: Linea Lucchese del 26/11/2015 - 16:45
Caro Sig. Giovanni
AUTORE: Roberto Ferroni
email: -

27/11/2015 - 9:48

Io non sono ne mi ritengo persona dotata di particolari capacità, di qualsiasi tipo. Lei, da quello che scrive, credo la pensi come me. Quindi se due persone normali, oltretutto non addette ai lavori specifici, ipotizzano una soluzione alternativa, non crede che ci sia da pensare che, si, le soluzioni alternative possono anche essere state concepite, ma scartate a fronte di quelle che: a) porteranno ad un insabbiamento del progetto, oppure b) nascondono interessi particolari e non limpidi. Diceva il vecchio, e mai tanto amato come dopo la sua scomparsa, Andreotti, che a pensar male si fa peccato ma .....
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In risposta a: Usque ad ... del 27/10/2015 - 8:02
Linea Lucchese
AUTORE: Giovanni
email: -

26/11/2015 - 16:45

Caro Sig.Ferroni concordo con lei che il percorso ottimale sarebbe un'altro che rispecchiasse sia la velocità che l'utilità.
Ai tempi della costruzione della tratta voluta dal Ducato di Lucca e dal Granducato di Toscana,la Valdinievole aveva il suo capoluogo a Pescia ora le cose sono diverse ed il tracciato della Firenze-Mare ci insegna che per arrivare a Lucca quella sarebbe la strada più veloce e non certo la Linea Lucchese del 1859,ossia costruita da ben 156 anni.
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