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PROVINCIA
Resta un forte divario tra le esigenze occupazionali delle imprese e un’adeguata formazione di figure specializzate

19/4/2024 - 21:40

Cna Toscana Centro ha presentato oggi il 3° report Mismatch 2024 basato sui dati dell’indagine FuturArti condotta con Cna Toscana, in collaborazione con Simurg Ricerche, sui temi dell’istruzione, fabbisogni professionali e transizione generazionale.


L’evento, introdotto dal presidente Cna Toscana Centro Claudio Bettazzi ha visto la presentazione dei dati a cura di Moreno Toigo (Simurg Ricerche), Chiara Nencioni (responsabile area sindacale, lavoro e formazione Cna Toscana) e Giacomo Buonomini (responsabile politiche formative Cna Toscana Centro). Le conclusioni sono state affidate all’ospite in video dell’evento Alessandra Nardini assessora Regione Toscana a istruzione, formazione professionale, università e ricerca, lavoro.


La novità di quest’anno, è stata l’estensione dell’indagine a livello regionale, attraverso il progetto “FuturArti” coordinato da Cna Toscana su aziende e scuole in collaborazione con Simurg Ricerche. Un lavoro su vasta scala che ha coinvolto complessivamente su tutto il territorio toscano oltre 3300 soggetti: nello specifico circa 1.520 imprese totali,  di cui 289 associate a Cna Toscana Centro e 1.858 studenti totali di cui 321 delle scuole di Prato e di Pistoia.


Il tema chiave del rapporto Mismatch 2024 è: scarsità di lavoratori o scarsità di competenze? Il problema è duplice e la risposta richiesta va articolata in azioni a sostegno dell’integrazione (migranti, giovani Neet) e di una migliore istruzione e formazione professionale (impieghi a alto valore aggiunto e qualificati).
 

I dati salienti dell’indagine

 
- Il mercato del lavoro nelle province di Prato e Pistoia è caratterizzato da un'elevata presenza di lavoratori impiegati nel settore manifatturiero. Secondo i dati dell'Istat, nel 2021 il settore manifatturiero ha rappresentato il 24,7% del valore aggiunto complessivo della provincia di Prato e il 19,5% di quella di Pistoia.


Le imprese di piccole e medie dimensioni rappresentano la stragrande maggioranza del tessuto produttivo e le imprese manifatturiere del territorio manifestano crescenti fabbisogni di lavoratori con competenze specifiche e aggiornate, in grado di rispondere alle sfide poste dall'innovazione tecnologica e dalla digitalizzazione. Parallelamente, sussistono tutt’ora importanti necessità di garantire il turn over con maestranze addette a lavorazioni a basso valore aggiunto e routinari.


In questo scenario, il mercato del lavoro nel territorio è ancora caratterizzato da una forte disoccupazione giovanile, con tassi che superano il 20% nella provincia di Prato e il 15% in quella di Pistoia. La disoccupazione giovanile è dovuta in parte alla mancanza di competenze specifiche e aggiornate richieste dalle imprese manifatturiere, ma anche alla scarsa conoscenza del mercato del lavoro e delle opportunità di formazione e aggiornamento professionale.


- Aumentano i posti di lavoro (6.000 nuovi posti già creati sul territorio) e cala la disoccupazione nei territori di Pistoia (6,5%) e di Prato (5,7%). Il 48,8% delle imprese intervistate conferma di aver effettuato assunzioni nel corso dell’anno.


-Il contributo dei lavoratori stranieri è rappresentato dal 30,6% della forza lavoro complessiva nella provincia di Prato e dal 15,3% in quella di Pistoia. Si registra un aumento significativo del flusso di migranti a livello regionale, con un aumento del 16,0% rispetto all'inizio dell'anno e un totale di 8.263 migranti accolti a giugno 2023 in tutta la Toscana. Purtroppo si registra comunque una cronica carenza di una politica indirizzata a stimolare strutture pubbliche e iniziative efficaci dedicate all’integrazione dei migranti e delle fasce deboli verso l’inserimento lavorativa, salvo alcune virtuose esperienze territoriali.


- Gli studenti diplomati sono complessivamente circa 5.000 per i soli percorsi tecnici e professionali affini al manifatturiero, di questi solo il 25% ha scelto e sceglierà di entrare direttamente nel mondo del lavoro, circa un quinto è incerto e sceglierà solo dopo il diploma, infatti i dati storici indicano che il 20% dei diplomati esce almeno per i primi anni dal sistema dell’istruzione e del lavoro, andando a incrementare il numero di giovani senza impiego né attivi nell’istruzione.


- Sugli esiti dei percorsi di studi tecnici e professionali affini al manifatturiero, nella provincia di Pistoia, sono stati conseguiti 2.000 diplomi, mentre a Prato, l’ordine di misura è di circa 3.000 studenti che hanno concluso positivamente il percorso scolastico secondario superiore. Per quanto riguarda la scelta che gli studenti hanno fatto nella scelta del lavoro o dell'università, secondo i dati dell'AlmaLaurea, sui territori di nostro interesse il 55% dei diplomati delle scuole superiori con indirizzo tecnico ha scelto di proseguire gli studi all'università, mentre il 25% ha scelto di entrare nel mondo del lavoro pari a circa 1.250 giovani.


Resta circa il 20% che ha scelto (o non scelto) di non intraprendere alcune di queste strade, uscendo, almeno per una prima fase dal sistema dell’istruzione e del lavoro e questa è una delle cause dell’incremento dei Neet sul quale bisogna lavorare per un orientamento ed un’integrazione specifica verso il mondo del lavoro.


- Sul fronte del ricambio generazionale l’indagine “FuturArti” ci consegna uno scenario in cui oltre il 50% degli studenti intervistati (900 in Toscana e circa 160 nelle province di Pistoia e Prato) valuta come interessante la prospettiva di avviare un’attività d’impresa, mentre sul fronte dell’impresa la sensibilità è più complessa:
-          il 62,9% delle imprese intervistate appartiene alla famiglia del titolare solamente da una generazione
-          il 44,4% delle imprese dichiara di esser in fase di gestione della necessità di un passaggio generazionale
-          il problema del passaggio generazionale resta comunque una preoccupazione per gli imprenditori, infatti il 65,5% lo ritiene uno “scoglio difficile, ma superabile”.


Le priorità di Cna Toscana Centro per i fabbisogni di competenze nelle imprese


- Un diverso approccio all’immigrazione – I dati mostrano chiaramente come le politiche per la gestione dell’immigrazione in Italia non siano efficaci per supportare la necessità di forza lavoro. Si auspica che sia possibile rivedere numeri e metodologia nella gestione dei flussi e si sposti la priorità delle politiche verso il bilanciamento del saldo della popolazione in età lavorativa, con l’ingresso programmato di competenze selezionate e l’attivazione di strumenti efficaci per l’integrazione lavorativa dei migranti. Situazione 2024: i flussi migratori nelle province di Prato e Pistoia nell'anno 2023 hanno visto un aumento dei residenti stranieri, con una presenza più numerosa di studenti stranieri nelle scuole dell'infanzia e un maggiore sfruttamento degli immigrati nel mercato del lavoro. Il flusso di migranti in Toscana è cambiato significativamente, con un aumento del 16,0% rispetto all'inizio dell'anno e un totale di 8.263 migranti accolti a giugno 2023. Si registra comunque la mancanza pressoché totale di strutture pubbliche dedicate all’integrazione con finalità lavorativa.


- Azioni per incentivare la nuova imprenditoria – Le politiche per il lavoro e quelle scolastiche devono dare la massima priorità allo sviluppo di competenze e attitudine verso la nuova imprenditoria. Siamo in attesa della concretizzazione del finanziamento della Regione Toscana dell’iniziativa in tal senso prevista nel patto territoriale.


- Il fenomeno Neet e le iniziative conseguenti – Troppi giovani restano esclusi dai percorsi di istruzione e non riescono a essere integrati nel mondo del lavoro. Si tratta di persone a rischio sociale e risorse preziose che mancheranno con le loro attitudini al sistema del lavoro. Le politiche della formazione devono prevedere azioni specifiche, anche non formali, per la prevenzione e riduzione del fenomeno Neet e il recupero delle attitudini dei giovani non inseriti in percorsi di formazione o lavoro. Situazione 2024: Questo tema costituisce una dei principali fronti d’azione per il recupero di risorse umane, si registra con favore l’uscita del bando “Talenti in azione” promosso da Regione Toscana.


- Istruzione e formazione professionale (Iefp) – La stabilizzazione della programmazione della formazione IeFP rappresenta un passaggio decisivo per integrare i percorsi scolastici professionali o tecnici non attivi sul territorio. Il successo di tali percorsi, anche per la prevenzione del fenomeno Neet, non può però prescindere dall’attuazione di specifici investimenti in laboratori territoriali. Situazione 2024: Su questo tema non si sono riscontrare significative novità, il tema dei laboratori territoriali promossi e finanziati a Its (iniziativa di primaria importanza) non avrà le caratteristiche di universalità tali da corrispondere a questo auspicio.


- Its – La formazione Its costituisce un livello di perfezionamento importante per garantire adeguate competenze di quadri intermedi tecnici altamente specializzati. Gli elementi che a oggi in Regione Toscana appaiono deboli nel sistema degli Its sono le adeguate dotazioni laboratoriali, la stabilità della programmazione pluriennale, un’adeguata identificazione nell’ambito del sistema scolastico e universitario. Affinché sia valorizzata al massimo la potenzialità degli Its in Toscana riteniamo necessario intervenire per rafforzare questi punti deboli. Situazione 2024: Grazie agli investimenti Pnrr la programmazione della Regione Toscana è indirizzata nella direzione auspicata.


- Sostegno all’apprendistato – Il contratto di apprendistato sta tornando a assumere un ruolo importante nell’introduzione dei giovani nel mondo del lavoro. Riteniamo necessario un intervento per l’aggiornamento dei programmi e dei metodi formativi indicati dalla normativa verso una più spiccata formazione professionalizzante e di mestiere.

 

- Attuazione delle misure concertate dai tavoli territoriali della commissione tripartita regionale – Il lavoro promosso da Regione Toscana e attuato nel corso del 2022 con i tavoli territoriali della Tripartita hanno prodotto ottimi risultati in termini di programmazione sull’utilizzo dei fondi e di metodo di lavoro. Abbiamo apprezzato l’attivazione della prima misura sugli incentivi all’occupazione nel mese di gennaio ma, dopo oltre sei mesi dall’approvazione dei documenti territoriali è urgente che gli uffici regionali competenti provvedano a emettere tutti i relativi bandi rimanenti, con una programmazione certa.


- Il rapporto tra imprese e mondo scolastico – Cna Toscana Centro ha concluso negli ultimi mesi accordi mirati con gli Istituti Tecnici e Professionali del territorio, è intenzione dell’associazione proseguire con la stipula di ulteriori accordi finalizzati alla condivisione di obiettivi e strumenti per il potenziamento delle competenze e del rapporto tra imprese e scuola in tutte le forme possibili.


- Sostegno alle iniziative della Camera di commercio in tema di supporto alla formazione e lavoro – Le iniziative prese dalla Cciaa di Pistoia-Prato negli ultimi due anni sulle tematiche del lavoro sono ritenute apprezzabili e lungimiranti, è importante che sia dato seguito all’esperienza del bando sulla formazione e lavoro e che sia dato seguito alle iniziative coordinate sull’orientamento scolastico.


-  La programmazione Fse e la formazione professionale regionale – A tre anni di distanza dalla conclusione, di fatto, della precedente programmazione dei fondi Fse, registriamo una partenza rallentata dell’attuazione dei nuovi interventi. Da questo punto di vista, oltre alla rapidità di attuazione riteniamo decisivo che sia pubblicata quanto prima una pianificazione precisa della scansione temporale dei bandi e degli interventi previsti.


-  Laboratori territoriali per la formazione professionale – Come già messo in evidenza lo scorso anno riteniamo che per qualsiasi programma di sviluppo e potenziamento della formazione professionale si debba attuare un preciso piano di investimenti su laboratori territoriali complementari e integrativi a quelli scolastici, che possano essere di supporto alle varie tipologie di corsi, a partire dai corsi Iefp.

Fonte: Cna
 
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