Finisce qui la stagione della FC Pistoiese.
Grandi performance, per Pavel Group, impegnata nel fine settimana passato su due fronti, con quattro partecipazioni di livello, con risultati da alta classifica.
Mercoledì sera, dalle ore 21, il teatro Yves Montand di Monsummano Terme è pronto ad accendersi e ad accogliere il gotha del calcio valdinievolino e delle categorie dilettantistiche.
Si chiude con una sconfitta per 2-1 la trasferta dell’Hockey Pistoia Frajo sul campo del Cuscube Brescia, al termine di una gara combattuta e rimasta aperta fino agli ultimi secondi.
Finisce nel modo più amaro possibile gara-4 dei playout di Serie A2 Lnp per l’Estra Pistoia Basket 2000.
Una partita che esprime al massimo la tensione e la psicologia di una serie play-out.
Il venerdì pomeriggio di trotto all’Ippodromo Snai Sesana, con la 6^ giornata stagionale, vedeva in evidenza il Premio Scuderia Delton, prova valida come condizionata per cavalli di 3 anni sulla media distanza.
Torna nel territorio di San Marcello Piteglio la Montanaro Trail, l’ormai consolidata corsa in montagna sulle lunghe distanze organizzata dall’Ascd Silvano Fedi – sezione di San Marcello Pistoiese, con partenza e arrivo dal capoluogo.
Raccontami un libro, di Ilaria Cecchi
Il premio è realizzato nell'ambito delle iniziative di Pistoia Capitale italiana del libro 2026.
Il palcoscenico del Manzoni di Pistoia ospita sabato 15 maggio (ore 19.30) e domenica 16 maggio (ore 18), in apertura della sezione di prosa del cartellone Sipari aperti dell'Associazione Teatrale Pistoiese, uno degli spettacoli più belli delle ultime stagioni: "Furore", dal romanzo di John Steinbeck, ideato e realizzato da Massimo Popolizio, una delle massime voci del Teatro italiano. Il capolavoro della letteratura americana del secolo scorso vede l'adattamento per il teatro firmato da Emanuele Trevi e la presenza del percussionista Giovanni Lo Cascio ad accompagnare la voce dell'attore; coprodotto dalla Compagnia Umberto Orsini e dal Teatro di Roma – Teatro Nazionale, si avvale del suono di Alessandro Saviozzi e delle luci di Carlo Pediani. Igor Renzetti e Lorenzo Bruno firmano le creazioni video.
Nell’estate del 1936, il San Francisco News chiese a John Steinbeck di indagare sulle condizioni di vita dei braccianti sospinti in California dalle regioni centrali degli Stati Uniti, soprattutto dall’Oklahoma e dall’Arkansas, a causa delle terribili tempeste di sabbia e dalla conseguente siccità che avevano reso sterili quelle terre coltivate a cotone. Il risultato di quell’indagine fu una serie di articoli da cui l'autore americano generò, tre anni dopo, nel 1939, il romanzo Furore. Quello a cui assisterete è il racconto di come John Steinbeck trasformò quella decisiva esperienza giornalistica, umana e politica in grande letteratura.
“È una straordinaria figura di narratore ‒ nello stesso tempo arcaica e modernissima ‒ che può prendere forma in un lavoro di drammaturgia basato sul capolavoro di John Steinbeck. E forse non c’è un attore, nel panorama teatrale italiano, più in grado di Massimo Popolizio di prestare a questo potentissimo, indimenticabile «story-teller» un corpo e una voce adeguati alla grandezza letteraria del modello. Leggendo Furore, impariamo ben presto a conoscerlo, questo personaggio senza nome che muove i fili della storia. Nulla gli è estraneo: conosce il cuore umano e la disperazione dei derelitti come fosse uno di loro, ma a differenza di loro conosce anche le cause del loro destino, le dinamiche ineluttabili dell’ingiustizia sociale, le relazioni che legano le storie dei singoli al paesaggio naturale, agli sconvolgimenti tecnologici, alle incertezze del clima. Tutto, nel suo lungo racconto, sembra prendere vita con i contorni più esatti e la forza d’urto di una verità pronunciata con esattezza e compassione. Più che a una «riduzione», riteniamo che un progetto drammaturgico su Furore debba tendere a esaltare le infinite risorse poetiche del metodo narrativo di Steinbeck, rendendole ancora più evidenti ed efficaci che durante la lettura. Raccontando la più devastante migrazione di contadini della storia moderna, Massimo Popolizio darà vita a un one man show epico e lirico, realista e visionario, sempre sorprendente per la sua dolorosa, urgente attualità. Il controcanto è affidato al caleidoscopio di suoni realizzati dal vivo dal percussionista Giovanni Lo Cascio. (Emanuele Trevi).
“Dopo il piccolo kolossal di Latella sulla Valle del’Eden, ora Massimo Popolizio addensa in poco più di un’ora, un altro capolavoro come Furore. È un viaggio bello e affascinante, che disvela senza nessun riguardo il dolore e la fatica delle masse di contadini che negli anni ’30 successivi alla grande crisi, furono costretti a lasciare le terre inaridite dell’Arkansas e dell’Oklahoma in una nuova corsa all’Ovest verso la California. Popolizio spende tutta la sua eccellenza di attore impegnandosi allo spasmo, accompagnato dalla vibrante sonorizzazione musicale di Giovanni Lo Cascio e dalle immagini d’epoca, belle quanto impressionanti e rivelatrici nei volti e nei paesaggi d’epoca. Il risultato è quello di un esperienza davvero rara per lo spettatore, con la inquietante rispondenza di pregiudizi, egoismi e dislivelli che ancora oggi continuano a ferire le società più ‘avanzate’” (Gianfranco Capitta, “Il Manifesto”).