Pallacanestro Montecatini è lieta di annunciare l’ingaggio per la stagione 2026/27 della guardia-ala statunitense 𝗠𝗮𝗿𝗾𝘂𝗶𝘀 𝗕𝗮𝗿𝗻𝗲𝘁𝘁.
All’Ippodromo Snai Sesana di Montecatini Terme domenica sera di gala con la 72^ edizione del Gran Premio Società Terme in memoria di Vivaldo Baldi, prova di Gruppo 3 riservato ai cavalli di 3 anni sui 2.040 metri.
Con grande soddisfazione Pallacanestro Montecatini comunica di aver raggiunto un accordo per la stagione 2026/2027 con la guardia 29enne Jordan Ra-quon Harris.
Il venerdì di trotto all’ippodromo Snai Sesana riservato ai gentlemen e in sostegno all’associazione Giuliasmile.
Lumos Pistoia Basket 2000 ssd arl comunica di aver raggiunto un accordo con l’atleta Mario Machetti, che disputerà la stagione 2026/27 con la formazione Under19 Eccellenza biancorossa.
È partita con travolgente entusiasmo la campagna di adesione alla costituenda Fondazione Herons.
Il Montale si rinnova. Non solo la nuova proprietà, ma adesso arrivano anche il nuovo logo e le novità sul fronte dell'organigramma dirigenziale. L'obiettivo è chiaro: consolidare la presenza della società nel panorama calcistico dilettantistico e rafforzare il legame con il territorio.
Fabo Herons Montecatini saluta e ringrazia l'atleta Yannick Giombini, che era ancora legato contrattualmente al club.
I mesi estivi si confermano ricchi di appuntamenti per il Parco di Pinocchio e lo Storico Giardino Garzoni di Collodi.
Sono pubblicati i primi due episodi del podcast Il sopra e il sotto. Un viaggio nell’archeologia che viviamo.
Fratelli d'Italia inteviene su ambiente e lavori pubblici.
"Il paesaggio non è solo la visione estetica di un luogo ma, soprattutto, la creazione di una cultura. Abbiamo perso i caratteri costitutivi dell’inconscio collettivo, che per suanatura comprende luoghi e persone, abbracciandoli in un tutto, nel quale ognuno può riconoscere il proprio percorso di vita.
La distruzione sistematica dell’ambiente non comporta solo danni ecologici, ma ancor più la cancellazione del paesaggio, o meglio, dei paesaggi: l’ambiente è la nostra naturale dimora, il paesaggio ha una valenza culturale, è riconoscimento di una specificità, è lo sguardo su quello in cui noi ci riconosciamo, delimita un’identità culturale specifica ed è meritevole di essere conservata e trasmessa.
Il concetto di paesaggio come luogo ed espressione insopprimibile dell’identità culturale si trova espresso a chiare lettere nella Convenzione sul paesaggio (2000) del Consiglio d’Europa: riconoscere l’effettiva differenziazione delle caratteristiche locali induce a prefigurare "politiche" flessibili volte alla riqualificazione del territorio nel solco di una specifica tradizione culturale. Nell’art. 5, "Misure generali", è esplicito il richiamo a riconoscere il paesaggio come identità culturale. Progressismo, industrializzazione ed economicismo, anche nella forma di una sfrenata speculazione edilizia, convergonoinvece in una dilapidazione dell’identità propria a una comunità in nome della modernizzazione.
La nostra Montale è da tempo un inarrestabile cantiere: piazze sventrate, alberi sradicati e strade ridimensionate in nome di una progettualità anodina, vuota, macchinosa: via Martiri della Libertà ridotta a vicolo Martiri della Libertà per creare un breve tratto di pista ciclabile, che i motociclisti utilizzano come alternativa al caos della strada principale, sfrecciando pericolosamente a ogni ora del giorno davanti ai cancelli dei residenti che si affacciano direttamente sulla strada; la piazza antistante l'abbazia di San Salvatore, dove un tempo anziani e bambini potevano sostare sotto imponenti alberi, trasformata in un anonimo piazzale con ghiaia e cipressi, inadatti a dare refrigerio durante la calura estiva, preludio di un trapasso vicino per una generazione che non trova più accoglienza e cura nella società postmoderna; piazzale Lorenzini trasformato in un parcheggio serale per coppiette; una cittadina che attende una disinfestazione da anni; piazza Matteotti sventrata e in preda a un continuo caos. Nei progetti per la nostra cittadina il tentativo di incrementare la coesione sociale pare aver ceduto il posto all’appagamento estetico di qualche architetto. Forse era necessario anteporre l’interesse economico al rispetto dei luoghi?
Se la necessità delle logiche economiche non avesse prevalso, gli spazi pubblici avrebbero potuto accogliere ancora i cittadini in una dimensione comunitaria. Oggi però la convenienza economica è funzionale al sistema e isolare i cittadini senza consentire loro di incontrarsi serve alla logica del potere. Il primo requisito per mantenere la peculiarità di un paesaggio è quello di non imporre sul luogo logiche economiche esogene ed estranee, modelli e ritmi di sviluppo che non tengano conto delle peculiarità locali.
Per evitare indebiti appiattimenti, occorre far comprendere con assoluta chiarezza che il paesaggio è specificità, è differenza, è localismo. Non sono dunque ammissibili disinvolte operazioni di trasferimento a diversi contesti di soluzioni che vanno cercate di volta in volta sulla base delle singolarità delle situazioni da trattare.
Oggi pertanto ci stiamo chiediamo dove è finita l’identità della nostra Montale?".