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PIEVE A NIEVOLE
Raddoppio ferrovia, il comitato per il territorio presenta una petizione da 1.160 firme e chiede un referendum

16/2/2017 - 11:09

Il Comitato per il territorio ha presentato la “petizione dei cittadini per il raddoppio della ferrovia in soprelevata nel comune di Pieve a Nievole e la richiesta di referendum per il raddoppio della ferrovia in soprelevata”. La raccolta di firme, che ha raggiunto 1.160 sottoscrittori, è stata consegnata l’11 febbraio all’amministrazione comunale.

Il referendum prevede “un numero di elettori residenti non inferiore al 10% degli iscritti nelle liste elettorali” come da articolo 36 dello statuto comunale.

 

Di seguito la nota del Comitato.

"Vogliamo sottolineare che il numero di firme raccolte rappresentano il 15% degli iscritti alle liste elettorali e il 22 % dei votanti alle “elezioni comunali 25 maggio 2014” (aventi diritto al voto 7679. Votanti 5047). Cogliamo l’occasione per ringraziare tutti i cittadini che hanno concorso al successo di quest’iniziativa.

La petizione vuol mettere in risalto che l’annoso problema della viabilità a Pieve a Nievole verrà risolto solo con la soprelevazione della linea ferroviaria. Il comitato è favorevole al raddoppio della ferrovia e ha sempre auspicato le migliori soluzioni nel rispetto dei cittadini, del territorio e della vivibilità nel suo insieme.

Abbiamo letto le recenti dichiarazioni del sindaco di Pieve a Nievole riportate sul Tirreno dove viene presentato un cavalca ferrovia in sostituzione dei due passaggi a livello. Ci rassicura vedere che le nostre istanze sul rischio idrogeologico dell’area sono state riscontrate da tutti gli Enti, infatti il sottovia carrabile pare venga sostituito da un cavalcavia sopra la ferrovia.

Dall’articolo pubblicato dall’amministrazione comunale apprendiamo che ci saranno: la nuova variante regionale prevista nel protocollo d’intesa del 2010, approvata di recente dalla Regione Toscana; un cavalcaferrovia lungo circa 500 metri: il sottopasso ciclo-pedonale di via Buonamici angolo via Roma; un nuovo cavalcavia ciclo-pedonale tra via Marconi e via Matteotti; un nuovo parcheggio di via Giusti.

Siamo favorevoli a tutti i miglioramenti ma ci chiediamo:

1. La nuova variante regionale che servirebbe ad allontanare il flusso veicolare dal centro abitato del paese è già finanziata ed è stato presentato un progetto preliminare o definitivo, oppure siamo sempre solo ad una approvazione come nel 2010?

2. Un cavalcaferrovia lungo circa 500 metri sempre nell’area “ex-Minnetti”, ipotesi già prospettata da Rfi e respinta dall’amministrazione comunale come di seguito riportato: “Rfi ha elaborato, come richiesto dall’amministrazione, anche una ipotesi di realizzare una strada in cavalcavia anziché in sottopassaggio; tale soluzione appare tuttavia non percorribile in quanto, oltre a presentare un profilo altimetrico oltremodo sfavorevole, dovendo raggiungere altezze massime di circa 14 m sul piano di campagna, presenta una sostanziale incompatibilità con la futura realizzazione del collegamento tra le Sr 435 e 436 di cui al protocollo di intesa del 8.11.2010 citato in premessa.”

Dall’immagine pubblicata vediamo solo la parte del cavalcavia nella zona di via Empolese. Chiediamo che sia pubblicata anche la parte della struttura che riguarda la zona densamente urbanizzata di via Colonna/via Milano con la relativa rotonda.

3. Se il sottovia carrabile è stato abbandonato per problemi idrogeologici, con quale criterio può essere fatto il sottopasso ciclo-pedonale a circa 200 metri di distanza?

Dalle cartografie ricevute dal Consorzio 4 Basso Valdarno, abbiamo verificato la presenza di due fossi che risultano tombati. Il Tegolaia che scorre sotto via Buonamici e la Nievolina nel suo alveo lungo la ferrovia in via Roma. Il primo fosso si immette nel secondo formando un angolo retto. Esattamente in quella posizione è previsto il sottopasso ciclo pedonale di via Buonamici inoltre sempre dalla cartina del Consorzio del Padule di Fucecchio rileviamo che la zona della Piazza e la strada hanno battenti molto alti. (Carta dei battenti con Tr 200 anni)

4. Il cavalcavia ciclo-pedonale dovrebbe prevedere l’allargamento del ponte di via Marconi sull’Autostrada A11 in quanto sprovvisto di marciapiede adeguato e successivamente dovrebbe sovra passare la SR 436 che porta all’ingresso dello svincolo autostradale, il doppio binario della ferrovia e la SR 435 che attraversa il paese.

La nuova viabilità prevista dall’articolo di stampa presenta notevoli pendenze difficilmente percorribili da pedoni, biciclette, carrozzine e tutti i mezzi non muniti di motori. Non conosciamo le caratteristiche esatte del nuovo cavalcavia ciclo-pedonale e ci auguriamo che gli enti interessati abbiano previsto varchi facilmente accessibili, sicuri e sempre fruibili in tutte le condizioni dato che la distribuzione demografica del Paese è concentrata a Sud mentre la maggioranza dei servizi come il Comune, la Misericordia e la futura Casa della Salute, le Poste, le scuole medie, la banca, la chiesa e il cimitero sono a nord.

La realizzazione di queste grandi opere prevedono importanti risorse economiche che purtroppo non risolveranno il problema della viabilità del Paese in quanto avremo sempre e soltanto un varco carrabile e dei muri al posto dei due passaggi a livello che di fatto separano il nord e il sud di Pieve a Nievole.

 

Auspichiamo che le osservazioni del comitato vengano analizzate affinché si possa arrivare alla costatazione che la soluzione della ferrovia in sopraelevata: elimina tutti i rischi idrogeologici dell’area; restituisce la permeabilità ciclo pedonale in sicurezza dei cittadini; libera la viabilità ed il territorio della Valdinievole da vincoli per le future generazioni.

Il raddoppio della ferrovia è un intervento importante per la nostra Regione per le somme pubbliche stanziate, per le migliorie che porterà, la responsabilità e la durata dell’opera. Auspichiamo dunque che tutti gli enti e Rfi con le competenze, le tecnologie e i mezzi oggi disponibili rispettino le esigenze dei cittadini e la natura del territorio nonché le trasformazioni urbane e le esigenze sempre più crescenti della viabilità per non sacrificare ulteriormente i Comuni di Pieve a Nievole e Montecatini, già separati dalla linea ferroviaria. La rilevanza di questa opera straordinaria non permette errori di progettazione".



Fonte: Comitato per il territorio di Pieve a Nievole
 
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