Parte con il piede giusto l’avventura della Bocciofila Montecatini AVIS nella finale toscana del Final Four.
E' la coppia Abbate - Montiel ad aggiudicarsi la prima edizione del torneo Open Padel Club Montale, disputato questa settimana nell'innovativo impianto di via Garibaldi a Montale.
Una trasferta perfetta, di quelle che lasciano il segno non solo nel medagliere, ma soprattutto nello spirito di squadra. L’ASD Judo Valdinievole Montecatini torna dal 22° Trofeo di Judo Memorial “M. Monti” con un risultato straordinario: tre atleti in gara, tre podi conquistati.
Altra settimana di ottime indicazioni, nonostante i risultati non siano sempre arrisi, per le formazioni giovanili del Pistoia Basket 2000.
Doppio esordio casalingo per il Pistoia Hockey: A2 femminile e Under 12 in campo domenica.
Un’Estra Pistoia Basket 2000 ancora una volta col coltello tra i denti cede infine alla LumoSquare per 84-90 alla Dole Basket Rimini, nella gara infrasettimanale valevole per la trentacinquesima giornata del campionato di Serie A2 Lnp.
Sabato 11 aprile, a partire dalle ore 15,20, la pista dello stadio Roberto Strulli di Monsummano Terme tornerà protagonista con una giornata interamente dedicata all’atletica leggera.
Tra i più grandi maestri di basket e talent scout della sua epoca e dall’alto di un palmarès d’eccezione messo insieme nella sua lunga carriera in panchina, “Dule” è stato anche il primo allenatore straniero della storia del basket pistoiese.
Inaugurate quattro opere permanenti.
Domenica 12 aprile, alle ore 18, prende forma “Aracne”, mostra dell’artista Giulia Razakova.
Il Comune ha dato inizio alla ricerca relativa al “biomonitoraggio della qualità dell’aria tramite licheni”, a seguito di una convenzione stipulata con l’Università di Siena. Si tratta della prima fase definita “studio di bioaccumulo”: successivamente ce ne sarà una seconda, chiamata “studio di biodiversità”.
La ricerca viene effettuata tramite lo studio dei licheni, già sistemati in 22 “postazioni” (ovvero alberature, vedi foto) in città. Serviranno poi tre mesi per ritirare i campioni lichenici dagli alberi e procedere alle analisi. I licheni consentono di individuare infatti segnali di allarme in quanto identificano indirettamente aree in cui il livello di inquinamento ha effetto su un organismo sensibile come appunto gli stessi licheni: le variazioni ecologiche indotte dall’inquinamento sull’ambiente possono manifestarsi con modificazioni morfologiche e accumulo di sostanze inquinanti.
Storicamente, tra il 1993 e il 2000 sono stati condotti cinque studi di monitoraggio mediante licheni come bioindicatori della qualità dell’aria a Montecatini, nell’ambito del gruppo di lavoro con l’allora Servizio multizonale di prevenzione (oggi Arpat) e l’Università di Siena (per l’esattezza anni 1993, 1996, 1998, 1999 e 2000). Nel 1993 e nel 2000, in una selezione di stazioni, è stata condotta anche un’indagine sull’inquinamento atmosferico da metalli pesanti utilizzando i licheni come bioaccumulatori, rendendo di fatto la città di Montecatini come una delle poche aree urbane a disporre di un set storico di dati relativo all’impatto e all’evoluzione dell’inquinamento atmosferico attraverso l’uso di biomonitor. Nel corso del 2012, i risultati di tali ricerche, sono stati presentati al convegno della società internazionale per il termalismo tenutosi a Cuntis, in Spagna. Lo studio è stato premiato come esempio di ricerca innovativa sul tema del termalismo.
Ricordiamo che il Comune è sede di Osservatorio turistico di destinazione e che nello scorso aprile tra le proposte del Panel dell’Otd c’era proprio l’orientamento di azioni verso il monitoraggio della qualità dell’aria, attivando ricerche con validità scientifica per una rilevazione sul territorio.
A 15 anni di distanza torna dunque un nuovo progetto di monitoraggio biologico attraverso l’uso dei licheni, organismi estremamente sensibili all’inquinamento, che ha come obiettivo l’integrazione degli studi precedenti, al fine di istruire un osservatorio permanente della qualità ambientale per seguirne il trend nel tempo.
Ricalcando lo schema dei lavori eseguiti in passato, il progetto può essere proficuamente articolato in due fasi:
1) analisi delle deposizioni dei principali elementi chimici legati all’inquinamento atmosferico accumulati all’interno di talli lichenici (studio di bioaccumulo)
2) analisi della biodiversità lichenica come indicatore dell’inquinamento da gas fitotossici (studio di biodiversità).