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Tares, gli onorevoli Fanucci e Bini porteranno in Parlamento le istanze delle imprese del nostro territorio

6/11/2013 - 10:48

Disponibilità da parte dei deputati pistoiesi Caterina Bini ed Edoardo Fanucci a farsi portavoce in Parlamento delle istanze provenienti dalle imprese locali sulla normativa che regola il tributo per lo smaltimento dei rifiuti Tares.


Gli onorevoli che rappresentano il nostro territorio hanno ascoltato le osservazioni degli imprenditori in un incontro organizzato da Confcommercio presso la propria sede provinciale con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione sulla nuova tassa di smaltimento rifiuti e incidere quanto più possibile sull’iter di approvazione della nuova legge di stabilità.


E’ intervenuto in apertura il presidente provinciale di Confcommercio Stefano Morandi che ha ripercorso l’iter seguito quest’anno dall’associazione con una decisa azione sindacale in merito all’introduzione del nuovo tributo. Confcommercio, infatti, ha aperto da inizio 2013 un confronto con le amministrazioni comunali, le società partecipate e l’Ato Toscana Centro per evitare insostenibili aggravi di costi per le imprese e evidenziando le incongruenze della normativa. Storture condivise dalla gran parte delle amministrazioni con cui è stata spesso condivisa la necessità di rivedere la tassa nei suoi principi fondanti e da cui è derivata, quindi, la richiesta di aprire un confronto con gli onorevoli Bini e Fanucci.


La Tares, infatti, ha già generato aumenti tariffari consistenti per le aziende e gli scenari prospettati dalla nuova legge di stabilità non sembrano essere diversi; una situazione inaccettabile per imprese e cittadini che si trovano a fare i conti con una normativa che continua a non rispettare il principio del “chi inquina paga”.


Molti gli imprenditori presenti in sala in rappresentanza delle più diverse categorie di attività che sono intervenuti evidenziando incoerenze e lacune dell’attuale tassazione nonchè i consistenti aggravi di costi che la sua applicazione comporta.


In primis è stata sottolineata la non congrua modalità di calcolo dell’imposta che si basa sulla superficie occupata dall’attività imprenditoriale e non sull’effettiva quantità di rifiuti prodotti.


Un problema trasversale a più categorie, quali ad esempio le imprese dei settori arredamento, auto e rivendita materiali per l’edilizia che producono pochissimi scarti ma occupando ampie superfici si trovano a dover versare cifre del tutto sproporzionate.


Gli interventi hanno posto l’attenzione sulla necessità di instaurare meccanismi premianti per chi opera la raccolta differenziata con agevolazioni tariffarie come avvenuto in passato per lo smaltimento dei rifiuti assimilati agli urbani quali  carta, plastica, vetro ecc.., evidenziando, come al contrario spesso nel passaggio alla raccolta differenziata porta a porta si sia assistito ad incrementi di costi.


Per il settore alimentare ed in particolare per quello della macelleria emerge la necessità di rivedere la classificazione degli scarti animali, ad oggi inseriti fra i rifiuti speciali, nonostante siano di fatto rifiuti organici, per cui è oggi necessario uno smaltimento tramite aziende specializzate e quindi un ulteriore aggravio di costi per l’impresa.


Portate all’attenzione anche le difficoltà del settore ristorazione che si vede applicare tariffe consistenti per la tipologia di rifiuto prodotto che non sono le medesime di altre forme di somministrazione: agriturismi, circoli, sagre e fiere che, pur producendo il medesimo tipo di scarto, usufruiscono di tariffe agevolate e costi inferiori di smaltimento.


Gli onorevoli Bini e Fanucci che hanno da subito offerto la loro disponibilità ad un incontro si sono impegnati, evidenziando comunque che il percorso sarà lungo, a trasformare in emendamenti al disegno di legge sulla stabilità in collaborazione con i parlamentari di altri territori e forze politiche le richieste formulate da Confcommercio. In particolare condividono la necessità di superare un sistema di tariffazione basato sulla superficie occupata ponendo l’attenzione sul fatto che la nuova normativa tornerà a suddividere il costo dei rifiuti e quello di altri servizi che non potevano essere compresi in un unico tributo.


Confcommercio Pistoia a seguito dell’incontro invierà alla Confederazione l’esito del confronto affinché le richieste emerse in ambito territoriale possano essere comprese anche nell’azione sindacale portata avanti da Confcommercio nazionale.

Fonte: Confcommercio
 
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