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MONTECATINI
Bonvicini: "La città è in emergenza, la crisi del commercio è legata a quella termale"

19/9/2026 - 16:10

«Siamo in uno stato di emergenza». È questo il punto di partenza dell’interrogazione presentata dal consigliere comunale Andrea Bonvicini, del gruppo “Montecatini Terme il futuro è nel nome”, sulla situazione del commercio cittadino. Nel documento rivolto al sindaco, Bonvicini parla di una «gravissima crisi del commercio» che starebbe colpendo in maniera sempre più evidente le attività, comprese quelle delle principali arterie cittadine.


«Non si tratta di guardare l’orticello di un consigliere comunale o di un singolo commerciante – sostiene Bonvicini – ma di un problema generale che riguarda tutta la città». Il riferimento è alle numerose attività che hanno chiuso negli ultimi anni, in particolare nelle strade del centro, mentre altre, secondo il consigliere, continuerebbero a operare senza avere certezze sulla propria tenuta futura.
Per Bonvicini, la crisi del commercio è strettamente collegata a quella del turismo e, soprattutto, al venir meno del tradizionale volano rappresentato dalle Terme. «Non è colpa di Internet, né delle guerre. Queste sono difficoltà che dobbiamo accettare come tutti gli altri territori. Ma dover subire anche la crisi termale è una responsabilità che riguarda chi oggi governa la città».


Il consigliere punta il dito in particolare sull'incertezza che circonda il futuro degli stabilimenti termali. «Redi e Tettuccio sono offerte inadeguate e il concordato termale non ha ancora una data certa. Le attività non possono resistere senza certezze». E aggiunge: «Con gli stabilimenti chiusi viene meno anche il motivo per trascorrere un fine settimana in città o per scegliere Montecatini per una vacanza termale».
Secondo Bonvicini, il risultato sarebbe una progressiva «desertificazione» della città. «Si sta spegnendo una luce che ha già portato alla scomparsa di oltre 40 attività, oltre alle decine di alberghi chiusi e venduti. Oggi qualcuno li acquista per quattro soldi, ma con quale prospettiva futura? Tre pullman in più in città?».


Il consigliere critica anche il modello turistico attuale, sostenendo che i flussi non siano sufficienti a sostenere l'intero sistema economico cittadino. «La città è un dormitorio e di giorno c'è il coprifuoco. Aprire la sera non porta niente, ma solo costi. Il turismo che arriva oggi, in molti casi, è di basso livello: persone che vengono per dormire e mangiano negli alberghi, facendo la spesa al supermercato».


Da qui la richiesta al Comune di intervenire con misure specifiche a sostegno delle attività commerciali. Bonvicini chiede di valutare regolamenti per tutelare le aree centrali e quelle di maggiore pregio, un piano generale del commercio, eventuali moratorie o sostegni fiscali e l'apertura di un tavolo di emergenza con le associazioni di categoria e la Regione Toscana.
«Qui non volano le tegole dai tetti, qui chiudono le attività», afferma il consigliere, chiedendo inoltre di intervenire sulla destinazione d'uso degli immobili che caratterizzano la storia della città e di sollecitare la Regione sulle possibilità previste dalla normativa regionale e dalla legislazione sul commercio.


Nel mirino di Bonvicini finisce anche la gestione della promozione turistica. «Basta sprecare soldi in eventi», sostiene, definendo la DMO «un inutile carrozzone». Secondo il consigliere, «manca la guida, manca il progetto, manca la preparazione per guidare il rilancio di questa città». La critica riguarda anche l'utilizzo delle risorse pubbliche: «Non mancano i soldi, ma quelli che ci sono vengono sprecati. Parliamo di 3-4 milioni di euro di denaro pubblico che, invece di essere investiti nel turismo, vengono destinati a eventi locali e periferici».


Bonvicini richiama infine i dati diffusi da Federterme sulle prospettive del turismo termale per settembre e ottobre, con 521mila arrivi attesi negli hotel termali a livello nazionale, una crescita stimata dello 0,5% e una permanenza media di quattro giorni. Numeri che, secondo il consigliere, dimostrerebbero l'esistenza di una domanda per questo tipo di turismo.
«Le città termali sono fortemente richieste dal mercato. Il problema è che noi non ci investiamo», sostiene Bonvicini, secondo il quale Montecatini dovrebbe tornare a puntare sulla propria identità termale per rilanciare non soltanto gli alberghi e gli stabilimenti, ma anche «il commercio delle strade principali, i negozi di vicinato e le medie strutture che sono l'immagine della città».


L'interrogazione si conclude con una serie di quesiti rivolti al sindaco, dalla tutela delle attività commerciali alla pianificazione delle destinazioni d'uso, fino ai rapporti con la Regione e alle strategie per il rilancio termale e turistico.

«Attendo la risposta ai quesiti richiesti», conclude Bonvicini.

 
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21/9/2026 - 8:03

AUTORE:
Commerciante montecatinese

Se le terme non attirano più, si dovrebbero trovare valide alternative che interessino il pubblico. Il tipo di terme che che andava di moda nella Belle Epoque di cui Montecatini era l'esempio per eccellenza non può più essere un argomento valido 100 anni dopo.
Le terme si sono evolute e forniscono servizi di immagine più che curativi che ormai senza sussistenza sanitaria e con le spese di una famiglia media in pochi riescono a permettersi.
Potrebbero essere presi in considerazione calendari con eventi socio culturali o sportivi avendo strutture in disuso ma pur sempre valide come il centro congressi, lo stadio e palazzetti dello sport recentemente recuperati.
Una valorizzazione delle bellezze del territorio fornendo servizi e collegamenti con i vari siti.
Ma in primis bisognerebbe riportare Montecatini a misura dei montecatinesi di oggi eliminando malavita e disagi giornalieri. Per le attività commerciali basterebbe restringere la possibilità di apertura a tutte le licenze, preferendo una tipologia che riporti valore alla cittadina.