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VALDINIEVOLE
Associazioni ecologiste: "Il Padule di Fucecchio rischia di tornare nelle mani dei cacciatori"

30/7/2026 - 12:20

Le associazioni ecologiste Italia Nostra, Il giardino dei fenicotteri Aps, Onda, Atto primo intervengono sul Padule di Fucecchio.

 

"Si prevedono tempi bui per il Padule di Fucecchio, la più grande palude interna italiana, di recente designata area Ramsar*, importante riconoscimento internazionale ottenuto a gennaio per la ricchezza di biodiversità che accoglie.


Nei mesi scorsi la Regione Toscana aveva deliberato una convenzione per la gestione dei beni immobili e dei terreni tra i comuni rivieraschi e il Consorzio di bonifica. Nella convenzione si faceva riferimento alla possibilità per i Comuni di istituire bandi per la gestione del centro visite della riserva naturale a Castelmartini, dell'osservatorio faunistico delle Morette e della Dogana del Capannone. Il Consorzio veniva indicato come esecutore delle opere idrauliche da eseguire in coordinamento con la Lipu (Lega italiana protezione uccelli), che già gestisce per conto della Regione la riserva naturale delle Morette e l'area Righetti, le uniche zone protette di tutto il Padule (che rappresentano solo il 10% di tutta la superficie, mentre nel restante 90% è consentita l'attività venatoria). Alla Lipu veniva inoltre riconosciuta la possibilità di usufruire delle strutture per gestire le riserve naturali.


Le associazioni ecologiste avevano accolto con favore la nuova convenzione che, dopo anni di immobilismo, aveva riconosciuto l'importanza della gestione su base strettamente scientifica e improntata alla salvaguardia delle peculiarità faunistiche e ambientali del Padule.


Purtroppo, dopo mesi di silenzio, è uscita la notizia sugli organi di stampa dell'approvazione di una nuova convenzione che andava a sostituire quella da poco deliberata. Sconcerto e delusione quando è emerso che la convenzione era stata completamente stravolta, su richiesta (pare) di alcuni comuni, pressati dai proprietari terrieri e associazioni venatorie che non vedevano di buon occhio il riferimento della Lipu all'interno della convenzione. Infatti, nell'ultima stesura, i riferimenti all'associazione ambientalista sono diminuiti e la Lipu è rimasta solo per la gestione della riserva naturale del Lago di Sibolla, dove già opera da anni con ottimi risultati, mentre sono scomparsi i riferimenti alla collaborazione con il consorzio di bonifica per i lavori da realizzare su basi scientifiche. Con il nuovo accordo i Comuni di zona, con una cabina di regia che probabilmente sarà concertata con le associazioni venatorie, decideranno il da farsi, indirizzando le proprie scelte in base a interessi locali e richieste da parte di chi si è adoperato per lo stravolgimento della convenzione precedente.


Evidentemente la linea della convenzione più scientifica e meno filovenatoria non piaceva. Evidentemente le associazioni pro-caccia non volevano rinunciare ai loro privilegi, anche se anacronistici e non rappresentanti della crescente sensibilità dei cittadini.


Evidentemente si è preferito favorire una categoria, rispetto alla tutela del bene più prezioso che è l’ambiente e la biodiversità e che -ricordiamolo- è patrimonio di tutti.


Il Padule è un ambiente delicato e scelte sbagliate improntate all'uso dell'ambiente naturale per attività come la caccia, che implicano anche la gestione della vegetazione in maniera intensiva, possono provocare danni irreparabili al resto della biodiversità.


Le associazioni di tutela ambientale chiedono quindi alla Regione di rivedere la scelta e di affidare le sorti di un'ambiente così importante per fini turistici, per sviluppo territoriale e per la rinaturalizzazione, (anche in vista dell’applicazione obbligatoria del Regolamento Europeo per il ripristino della Natura). Le associazioni ecologiste hanno il diritto e il dovere di partecipare su scelte che riguardano un ambiente così prezioso e fragile come il Padule.


Uno sbilanciamento massiccio da enti o associazioni che promuovono un'attività anacronistica e ormai invisa alla maggioranza della popolazione, come la caccia, richiede un ripensamento.


Non si può cedere alla teoria del più forte o al ricatto della violenza. Ricordiamoci che l'ambiente naturale è un bene di tutta la collettività, che ha il diritto di fruirne senza che interessi privati di una minoranza armata glielo impediscano".

 

* Il riconoscimento Ramsar è un riconoscimento che prende il nome dalla città in cui è stata stipulata questa convenzione nel 1971, per riconoscere a livello mondiale le zone umide che si contraddistinguono per il loro alto valore biologico ed ambientale. A gennaio di quest’anno è stato ufficialmente riconosciuto anche il Padule di Fucecchio. 

 
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31/7/2026 - 12:05

AUTORE:
Andrew

Ma che ti devo di....secondo me hai bisogno di studiare e d informarti...e di leggere invece di contare uno due e tre...il padule deve essere pulito il piu possibile e cercare di levare la cannella e la gaggia e far nascere erbe vere dove gli uccelli si nutrono e non fare crescere quelle cannellacce e gaggie che non ci mangiano neanche le nutrie....per la pulitura degli argini in padule c e un regolamento che fino al 1 agosto non si pulisce nulla.non si parla di argini a pescia o in centro a ponte buggianese...bisogna che tu ti informi prima di scrivere.forse sai meglio contare

30/7/2026 - 23:43

AUTORE:
Giulio

Lascia perdere non importa che tu racconti storie , il consorzio taglierebbe se non ci fossero quelli come te che vogliono proteggere uccellacci e animalacci che non sono mai stati in padule quando era vero padule.

30/7/2026 - 21:54

AUTORE:
bozzoletto

Ovvia vediamo se rispondo a tuttettre. A chi si lamenta che non può andare in bici sugli argini lo invito a chiedere al consorzio di bonifica perché non taglia la sommità dei canali dove sono presenti percorsi visto che il regolamento lo consente. A chi parla di animalacci meglio lasciare perdere non merita risposta. A chi parla che i cacciatori vogliono infestare il padule con piante infestanti lo invito a leggere bene il comunicato. Si parla di gestione della vegetazione in maniera intensiva. Vuol dire che i cacciatori vogliono tagliare troppo.Non è arabo è italiano.

30/7/2026 - 16:10

AUTORE:
Andrew

Aaaa....ora sono i cacciatori che vogliono infestare il padule con le piante infestanti....ma se sono gli unici che puliscono per non farle prolificare.a me risulta che siate voi che non volete pulire niente e difatto la cannella e la gaggia sono andati fuori controllo soprattutto nelle riserve che voi avete.. .scusate ma ognuno nel suo che siano proprietari o cacciatori ci puo quello che vuole o no?(chiaramente nelle regole e nelle laggi previste)e la lipu fa uguale in quello che ha......

30/7/2026 - 14:05

AUTORE:
Giulio

Il padule è di tutti l esclusiva non la deve avere nessuno soprattutto chi con certe idee lo disfa e lo fa' abitare da animalacci parassiti che distruggono tutto.
Rendetevi conto che il padule è arrivato ai tempi nostri senza di voi e c'è arrivato benissimo, poi negli ultimi decenni siete arrivati voi animalisti e ambientalisti e il padule si sta' collassando e sta' diventando un guazzabuglio pieno di animalacci voluti da voi e per proteggerli non fate tagliare più niente quindi pruni e sterpaglie anche lungo gli argini di torrenti e fossi e argini strada che sono percorsi da gente comune sia a piedi che in bicicletta, siccome a voi non và bene oltre alle prunaie non tagliate ci sono anche transenne per evitare il passaggio anche in bicicletta e evidentemente oltre a pagare regolarmente le tasse noi non possiamo andare dove vogliamo perché a voi non và bene e per farvi propaganda ci impedite di fare anche camminate e bicicletta te in padule.
Complimenti ,anche a chi vi ascolta .

30/7/2026 - 13:47

AUTORE:
Federico

E da privato cittadino abitante nel bacino del padule al titolo degli ambientalisti aggiungerei: “e speriamo che sia così, veramente e al più presto! Gente competente che cura il territorio e che lavora per mantenerlo pulito e non nell’incuria più totale. Se poi per due mesi all’anno sparano un po, visto anche le spese che sostengono, che la caccia non é una pratica illegale ma regolamentata e legittima e che non nuoce ma anzi contiene specie invasive, ben venga ! Inoltre, il padule é originariamente di privati cittadini. LIPU e altre associazioni non ci hanno dato niente se non problemi ed io da privato cittadino, non in possesso di nessun porto d’armi ma solo di bici e scarpe da ginnastica spero di tutto cuore che vengano allontanati dal nostro territorio al più presto questi fanatici