Giovedì 13 si è disputata la 22^ giornata stagionale di trotto, con tanti spunti interessanti.
La fase due degli Herons Montecatini si caratterizza anche per un nuovo capitano, dato che Nicola Natali è passato al ruolo di direttore sportivo.
È iniziato il conto alla rovescia per l’appuntamento più importante della stagione di trotto all’Ippodromo Snai Sesana di Montecatini Terme.
Il primo giorno è sempre un'emozione particolare.
L'Fc Pistoiese presenta questaq sua iniziativa.
Una performance a dir poco stratosferica quella firmata da Pavel Group al 23° Rally del Tirreno-Messina, quinto appuntamento della Coppa Rally di Zona 9, andato in scena lo scorso fine settimana in Sicilia.
Nonostante il caldo un discreto numero di podisti si è dato convegno nella frazione di Avaglio per l’edizione numero 3 del "Giro pesca", gara podistica valida anche come campionato toscano di corsa in montagna Uisp.
All’Ippodromo Snai Sesana di Montecatini Terme la seconda uscita di agosto regalava non solo le sette prove in pista valide per la 21^ giornata stagionale di trotto, ma anche i partenti delle due batterie del Gran Premio Città di Montecatini.
Lo Smart Hotel Bartolini di Montecatini Terme ospita, nel mese di agosto, la mostra personale di Laura Corre.
La nuova installazione site-specific dell’artista Mohsen Baghernejad Moghanjoogh.
Le minoranze di Abetone Cutigliano e San Marcello Piteglio Siamo Abetone Cutigliano e Prospettiva Futuro intervengono
“I sindaci Luca Marmo e Gabriele Bacci continuano a ignorare la volontà espressa dai rispettivi consigli comunali che si erano pronunciati in modo chiaro e unanime sulla necessità di chiedere alla Regione Toscana il riconoscimento dell’ospedale Pacini quale presidio ospedaliero situato in area particolarmente disagiata. Un riconoscimento indispensabile per restituire al territorio un vero pronto soccorso e rafforzare i servizi sanitari della montagna e per il quale erano state approvate all’unanimità due mozioni, nei mesi di febbraio e dicembre 2025.
Eppure, durante l’incontro del 7 luglio scorso presso l’assessorato regionale alla sanità, i sindaci della montagna pistoiese non hanno nemmeno posto la questione. A confermarlo è il resoconto diffuso dal presidente della consulta socio-sanitaria, Gabriele Bacci, nel quale si legge: “Nel corso della riunione è stata sottoposta all’attenzione dei sindaci un’ipotesi di miglioramento del sistema socio-sanitario sul territorio”.
Ma quali sarebbero questi “miglioramenti”? La riapertura della radiologia entro metà settembre 2026, quando avrebbe dovuto riaprire già a settembre 2025. L’installazione della Tac nella primavera del 2027, nonostante fosse stata annunciata già nel 2019. La promessa di ulteriori approfondimenti sul servizio di dialisi, che continua a registrare frequenti malfunzionamenti. A questo si aggiungono il sostegno alle associazioni e un generico progetto per un nuovo modello di assistenza sanitaria in montagna pistoiese, senza alcun impegno concreto sul futuro dell’ospedale.
Noi questo non lo chiamiamo “miglioramento” ma recupero tardivo e insufficiente di inadempienze e promesse disattese. La nostra domanda è: perché non avete portato all’attenzione dell’assessore regionale la richiesta, votata all’unanimità dai consigli comunali, di riconoscere il Pacini come ospedale in area particolarmente disagiata? Perché non avete rappresentato la volontà delle vostre comunità? Inoltre: che fine ha fatto il progetto pilota annunciato dall’assessore Monni in risposta alla sua mancata partecipazione alla manifestazione dello scorso aprile? Durante l’incontro non se n’è parlato? Esiste davvero? Oppure era soltanto l’ennesimo annuncio?
Nel frattempo il presidente Eugenio Giani continua a ridisegnare gli assetti delle aziende sanitarie spostando direttori e dirigenti come fossero pedine, senza una visione che metta al centro i bisogni dei territori. Si moltiplicano incarichi e strutture dirigenziali, ma quando si parla dell’ospedale di San Marcello la risposta è sempre la stessa: “non ci sono le risorse”.
Ma quante sono queste risorse? Perché anche sulla cifra realmente necessaria c’è molta confusione, talvolta si parla di 6 milioni di euro, altre volte di 12. Probabilmente non è mai stata effettuata una reale analisi dei costi e va comunque chiarito che non si tratta di finanziare un nuovo ospedale, ma di integrare i servizi mancanti di una struttura che esiste già. Per questo, a fronte di una spesa sanitaria regionale superiore agli 8 miliardi e 200 milioni di euro l’anno, appare evidente che il problema non è la mancanza di risorse, ma una precisa scelta di priorità e volontà politica.
Chiediamo fermamente ai sindaci di assumersi le proprie responsabilità. Se scelgono di non difendere le decisioni dei consigli comunali e le legittime richieste dei cittadini, abbiano almeno l’onestà di dirlo apertamente. Perché il silenzio equivale alla complicità nello smantellamento della sanità pubblica della montagna pistoiese".