Lumos Pistoia Basket 2000 ssd arl comunica di aver raggiunto un accordo con l’atleta Mario Machetti, che disputerà la stagione 2026/27 con la formazione Under19 Eccellenza biancorossa.
È partita con travolgente entusiasmo la campagna di adesione alla costituenda Fondazione Herons.
Il Montale si rinnova. Non solo la nuova proprietà, ma adesso arrivano anche il nuovo logo e le novità sul fronte dell'organigramma dirigenziale. L'obiettivo è chiaro: consolidare la presenza della società nel panorama calcistico dilettantistico e rafforzare il legame con il territorio.
Fabo Herons Montecatini saluta e ringrazia l'atleta Yannick Giombini, che era ancora legato contrattualmente al club.
Silvano Fedi sempre in piena azione nel fitto calendario podistico di questo periodo.
Tre parole che parlano dell’attaccamento di una piazza che non ha mai fatto mancare il proprio supporto ai colori biancorossi. Il claim “Mai ti lascerò” per la campagna abbonamenti della Lumos Pistoia Basket 2000 per la stagione 2026/27 nasce dai tifosi per i tifosi.
All’Ippodromo Snai Sesana di Montecatini Terme sabato sera di gala che metteva in scena il primo Gran Premio della stagione, la prova intitolata a Nello Bellei, uno dei driver che hanno fatto la storia dell’ippica italiana.
Lumos Pistoia Basket 2000 ssd arl comunica di aver definito l’ingaggio dell’atleta Caleb Orion Walker, che di fatto chiude definitivamente il roster che sarà allenato da coach Franco Ciani nella stagione 2026/27.
Sono pubblicati i primi due episodi del podcast Il sopra e il sotto. Un viaggio nell’archeologia che viviamo.
Giorgio Tesi Editrice ha deciso di dare un contributo concreto a Pistoia Capitale italiana del libro 2026.
Crest e associazione Zeno Colò fanno un resoconto della manifestazione organizzata il 4 luglio all'ospedale Pacini.
"Sabato 4 luglio abbiamo organizzato una manifestazione per difendere il diritto alla salute di chi vive in montagna. Eravamo oltre 60 persone, armate di fischietti, cartelli e striscioni. Anche questa volta siamo soddisfatti della partecipazione dei nostri concittadini, che hanno dimostrato quanto questo tema sia sentito dalla comunità.
Con questo comunicato intendiamo fare chiarezza su alcune affermazioni rilasciate dal presidente, affinché informazioni inesatte, se non smentite, non finiscano per essere considerate vere.
Il decreto Balduzzi, ai punti 9.2.1 e 9.2.2, stabilisce che nei presidi ospedalieri situati in aree montane e insulari può essere prevista la funzione di pronto soccorso anche in presenza di un bacino di utenza inferiore agli 80.000 abitanti.
Lo stesso decreto individua le caratteristiche necessarie per classificare un presidio come ospedale di area disagiata, che sono:
distanza di oltre 90 minuti da un Dea di I livello (Hub o Spoke) oppure oltre 60 minuti da un ospedale di base;
territorio montano o insulare;
caratteristiche geografiche e meteorologiche particolarmente difficili;
rete viaria complessa.
Da ciò derivano due precisazioni fondamentali.
Primo. Non è vero che per poter prevedere un ospedale sia necessario un bacino di riferimento di 80-90 mila abitanti. Il DM 70 è molto chiaro: per gli ospedali di area disagiata il decreto prevede una deroga ai criteri ordinari basata sulle caratteristiche del territorio e sulla distanza.
Secondo. Non è corretto affermare che la montagna pistoiese disti appena 35 minuti dall'ospedale San Jacopo. Quel tempo di percorrenza si riferisce esclusivamente al tragitto tra San Marcello e il Dea di I livello di Pistoia. Ai fini della classificazione di un ospedale di area disagiata, invece, la distanza deve essere calcolata (come fatto dalla Asl Sud Est) considerando il centro abitato più distante dei comuni afferenti al presidio. Nel nostro caso si tratta delle località di Val di Luce e Doganaccia, dalle quali il tempo di percorrenza verso il San Jacopo è di circa 85-90 minuti, in linea con i parametri previsti dalla normativa.
Una volta chiariti questi aspetti, riteniamo doveroso evidenziare un'altra questione. Se il riconoscimento dell'ospedale di area disagiata rappresenta un diritto previsto dalla normativa, non può essere negato esclusivamente per ragioni economiche. Inoltre, la cifra di 20 milioni di euro l'anno indicata per mantenere un ospedale di area disagiata all'interno di una struttura già esistente ci appare oggettivamente molto elevata e meriterebbe di essere motivata e documentata nel dettaglio.
Nella giornata del 7 luglio, gli amministratori della montagna si sono incontrati con i vertici della sanità regionale e dovrebbe essere stato loro illustrato il cosiddetto progetto pilota. Lo valuteremo quando ne conosceremo nel dettaglio i contenuti. Riteniamo però probabile che non rappresenti la risposta che chiediamo: temiamo, infatti, che si tratti dell'ennesima soluzione straordinaria e temporanea, incapace di garantire quella stabilità organizzativa e quella prospettiva di lungo periodo di cui il presidio Pacini ha bisogno, così come gli operatori che vi lavorano. Ora spetta agli amministratori dimostrare se intendono difendere il diritto dei cittadini della montagna a un ospedale stabile e pienamente riconosciuto oppure accontentarsi di una soluzione provvisoria.
La nostra battaglia continuerà con serietà, determinazione e nel rispetto dei fatti, perché il diritto alla salute dei cittadini della montagna non può essere ridimensionato né da interpretazioni inesatte della normativa né da valutazioni esclusivamente ecoinomiche. Dal Pacini non si scende!".