Valdinievole OGGI La Voce di Pistoia
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“”Secondo le prime ricostruzioni, non si tratta soltanto di un fatto dove protagonista è stata la violenza in sé, ma dove è stata impressionante la sproporzione della reazione e la velocità con .....
RALLY

È stato un test fondamentale, affrontato con l’obiettivo di preparare al meglio il prossimo impegno del Campionato italiano assoluto rally, archiviato con una vittoria assoluta di grande spessore.

HOCKEY

Trasferta lunga ma positiva per l’Hockey Pistoia Frajo, che torna dal Friuli Venezia Giulia con un pareggio per 2-2 al termine di una gara intensa, combattuta e a tratti spigolosa, a conferma dell’equilibrio che caratterizza il girone.

BASKET

Un urlo liberatorio alla LumoSquare, nell’ultima casalinga di regular season.

IPPICA

All’Ippodromo Snai Sesana è stata una domenica di trotto con un forte impegno sociale dato che tutte le prove in pista erano intitolate all’associazione montecatinese ‘365 giorni al femminile’ impegnata da oltre 20 anni nel contrasto alla violenza di genere.

BOCCE

Impresa centrata per la Montecatini Avis, che conquista con autorità l’accesso alla finalissima del “Final four” toscano del Campionato italiano di promozione, superando la resistenza della Bocciofila Migliarina al termine di un confronto intenso e combattuto.

BASKET

Settimana di ottimi riscontri dal campo e di sconfitte comunque istruttive per le giovanili del Pistoia Basket.

RALLY

Sono ufficialmente aperte dal 16 aprile le iscrizioni alla 43ª edizione del Rally degli abeti e Abetone.

PODISMO

Dopo il weekend di Pasqua, è ripresa in pieno l’attività del gruppo podistico della Silvano Fedi.

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La mostra è in programma dal 19 aprile 2026 al 10 gennaio 2027 nelle sale di Palazzo Achilli.

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Le fotografie di Sandro Nerucci, dal 18 aprile al 28 aprile, saranno esposte nei locali dell’ex-oratorio della Vergine Assunta.

Per non essere da meno
Faccio anch'io quello che posso,
ma .....
ANALOGICAMENTE
di Rachele Acciavatti

Luca Bartolini (in arte Philia) ha 24 anni e risiede a Pieve a Nievole.

IL SEGNO DEL MESE
di Sissy Raffaelli

Ariete (21 marzo-20 aprile)

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PUBBLIREDAZIONALE
Pistoiese, quanto è lontana quella stagione in Serie A

7/4/2026 - 11:14

A Pistoia il calcio ha avuto un momento in cui tutto sembrava possibile. Era la stagione 1980-81, l’unica volta della Pistoiese in Serie A: un passaggio breve, ma sufficiente per entrare nella memoria collettiva della città. Ancora oggi quel campionato rappresenta il punto più alto della storia arancione, un riferimento inevitabile ogni volta che si parla del futuro del club toscano.


L’entusiasmo di quella stagione resta ancora oggi un ricordo indelebile per i tifosi, e basta guardare come evolve il calcio moderno attraverso la selezione di siti scommesse fatta da Oddschecker Italia, per capire quanto sia cambiato il modo di vivere il pallone. Ripercorrere le tappe di quel successo ci porta a riflettere su cosa resta e cosa invece si è perduto o semplicemente evoluto.


Oggi la Pistoiese è prima nel proprio girone di Serie D, in piena lotta per il ritorno tra i professionisti. Ma tra la vetta del dilettantismo e la Serie A c’è un abisso. Ed è proprio questo scarto a rendere ancora più potente il ricordo.


La stagione 1980-81: una favola breve ma indimenticabile


La Pistoiese arrivò in Serie A al termine della stagione 1979-80, conquistando una promozione storica che portò una piccola realtà toscana a confrontarsi con le grandi del calcio italiano. Artefice di quella promozione fu il tecnico Enzo Riccomini, che in campo poteva schierare una squadra costruita più sull’organizzazione che sui nomi altisonanti.


Tra i protagonisti di quell’annata di Serie A, in cui la panchina fu affidata a Lido Vieri, si ricordano giocatori come Mario Frustalupi, regista esperto, e Paolo Benedetti, simbolo di una squadra che faceva della compattezza il proprio punto di forza, ma anche nomi come Marcello Lippi, Andrea Agostinelli, l'iconico Vito Chimenti. Non era una Pistoiese spettacolare, ma era una squadra vera, difficile da affrontare.


Il campionato fu complicato fin da subito: il livello era altissimo e il divario tecnico evidente. Eppure, il Comunale diventò un fortino emotivo, più che tattico. Ogni partita in casa era un evento, ogni punto conquistato una piccola impresa.


La retrocessione arrivò a fine stagione con l'ultimo posto nel campionato che allora contava 16 squadre, ma non cancellò nulla. Perché quella squadra aveva fatto qualcosa che, fino a quel momento, sembrava impensabile: portare Pistoia tra le grandi, inseguendo il sogno del presidente Marcello Melani (a cui oggi è intitolato lo stadio degli Arancioni) il quale al suo insediamento avvenuto nel 1974, dichiarò che in 5 anni, dalla Serie D, avrebbe portato la squadra in Serie A. Tutti gli diedero del "visionario" ma alla fine sbagliò la sua previsione di una sola stagione.


Dopo la Serie A: tra cadute e ricostruzioni


Da quel momento in poi, la storia della Pistoiese è stata segnata da una lunga discesa, interrotta solo a tratti da tentativi di risalita. Dopo la retrocessione, il club non riuscì più a stabilizzarsi ad alti livelli, alternando stagioni tra Serie B, Serie C e, negli anni più recenti, anche nei dilettanti.


Le difficoltà economiche e societarie hanno avuto un peso determinante. Cambi di proprietà, fallimenti sfiorati o evitati, rifondazioni: un percorso comune a molte realtà di provincia, ma che nel caso della Pistoiese ha accentuato il contrasto con quel passato glorioso.


Col passare degli anni, quella stagione in Serie A è diventata sempre più un simbolo. Non solo un ricordo, ma una sorta di identità: qualcosa che definisce cosa la Pistoiese è stata e, in parte, cosa vorrebbe tornare a essere.


Il presente: primi in Serie D, ma la strada è lunga


Guardando la classifica attuale del girone, la Pistoiese, oggi allenata da Cristiano Lucarelli e vincitrice della Coppa Italia di Serie D 2025-2026, è in testa con 63 punti, in piena corsa per la promozione in Serie C. Un dato che racconta una squadra competitiva, costruita per vincere e riportare entusiasmo in città.


Ma basta allargare lo sguardo per capire quanto sia complesso il percorso. Il salto tra Serie D e professionismo è già enorme, figurarsi quello verso la Serie A. Il calcio di oggi richiede strutture, investimenti, continuità: elementi che negli anni ’80 erano molto meno determinanti.


Eppure qualcosa si muove. Il club di proprietà dell'imprenditore genovese Sergio Iorio, Ceo di Italmatch Chemicals, sta cercando di ricostruire un’identità, di consolidare il rapporto con il territorio e di tornare, passo dopo passo, a un livello più consono alla propria storia.


Una distanza che è anche memoria


Quanto è lontana quella stagione in Serie A? Tantissimo, se si guarda alla categoria. Molto meno, se si guarda a ciò che rappresenta. Perché a Pistoia quella squadra non è mai davvero scomparsa. Vive nei racconti, nelle fotografie, nelle storie tramandate. Vive soprattutto nell’idea che, almeno una volta, una piccola città è riuscita a sedersi al tavolo delle grandi. E forse è proprio questo il punto: non tanto tornare subito in Serie A, quanto ritrovare quella sensazione. Quella convinzione che, anche partendo da lontano, certe imprese possono ancora essere scritte.

 
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