Valdinievole OGGI La Voce di Pistoia
  • Cerca:
  • 13:03 - 10/3/2026
  • [protetta]
  • [protetta]
  •  

Due mostri sacri della politica estrema, nel caso agli opposti estremi, il leghista Salvini, che alcuni tacciono anche di nostalgie fasciste, ed il dichiarato comunista Marco Rizzo antisistema e anti .....
PUBBLIREDAZIONALE

Come il Real Madrid ha gestito il ricambio generazionale a centrocampo, passando dai veterani ai nuovi talenti mondiali senza perdere competitività.

BASKET

Amarezza e rabbia nella domenica della Lumosquare per l’Estra Pistoia Basket 2000.

BASKET

Ecco la consueta panoramica sui risultati del settore giovanile di Pistoia Basket Junior.

RALLY

E’ stato di nuovo un pilota da fuori regione, a vincere il Rally Montecatini Terme e Valdinievole, la cui quarantunesima edizione si è svolta tra il pomeriggio di ieri e la giornata odierna, con 10 Prove Speciali a disposizione, incastonate in iun ampio raggio della Valdinievole e Montalbano.

BASKET

La T Tecnica Gema Montecatini e Fabo Herons Montecatini, in occasione di una giornata che si preannuncia storica per la città e per la pallacanestro dell’intera Valdinievole, "giocheranno" una partita colorata di rossoblù per tutti i montecatinesi e non solo per i propri sostenitori.

BASKET

E’ particolarmente negativo il debutto in panchina per il neo coach biancorosso Pete Strobl che, nel recupero della 27° giornata di Serie A2 Lnp 2025/26, incappa in una brutta sconfitta per 87-71.

BASKET

Match e incroci sempre più decisivi per quanto riguarda le varie formazioni del Pistoia Basket Junior.

BASKET

Estra Pistoia Basket 2000 Ssd arl comunica che il nuovo direttore sportivo del club sarà Domenico Pezzella che ricoprirà l’incarico fino al prossimo 30 giugno.

none_o

Raccontami un libro - Consigli di lettura di Valentina.

none_o

Sperimentazioni tra analogico e sovraimpressioni in biblioteca San Giorgio a Pistoia.

Per non essere da meno
Faccio anch'io quello che posso,
ma .....
IL SEGNO DEL MESE
di Sissy Raffaelli

Il segno del mese.

IL SEGNO DEL MESE
di Sissy Raffaelli

Il segno del mese

Cerco urgentemente bilocaleal adatto x animali ( balcone terrazza .....
Lotrèk (www. lotrek. it), Digital Agency che guida e supporta .....
PISTOIA
Al Manzoni la rilettura del capolavoro della drammaturgia mondiale "Riccardo III" di William Shakespeare

5/2/2026 - 11:27

Al teatro Manzoni di Pistoia, sabato 7 febbraio (ore 20.45) e domenica 8 febbraio ore (16), la stagione di prosa 2025/26, curata da Saverio Barsanti ospita una nuova, intensa rilettura di uno dei più grandi capolavori della drammaturgia mondiale: Riccardo III di William Shakespeare, diretto da Antonio Latella, nella bella, accurata traduzione di Federico Bellini. 

 

Lo spettacolo, prodotto dal Teatro Stabile dell’Umbria in collaborazione con Lac – Lugano arte e cultura, propone una visione contemporanea e profonda del personaggio shakespeariano, esplorando il male che si fa bellezza e insieme forza persuasiva. Nel ruolo del titolo, Vinicio Marchioni si confronta con una delle figure più titaniche della drammaturgia: un Riccardo ambiguo, seduttivo e spietato, uomo divorato dalla bramosia di potere. Attorno a lui, un cast di grande forza interpretativa: Silvia Ajelli, Anna Coppola, Flavio Capuzzo Dolcetta, Sebastian Luque Herrera, Luca Ingravalle, Giulia Mazzarino, Candida Nieri, Stefano Patti, Annibale Pavone e Andrea Sorrentino. Scene, costumi, musiche/suono e luci sono curati, rispettivamente, da Annelisa Zaccheria, Simona D’Amico, Franco Visioli e Simone De Angelis; dramaturg, Luisa Dalisi.


Dopo i successi di Chi ha paura di Virginia Woolf? e La locandiera, spettacoli entrambi passati con grande successo dal palco del Manzoni, Antonio Latella affronta Shakespeare firmando insieme a Federico Bellini l’adattamento del testo e dando vita a uno spettacolo in cui il male non è più deformità o bruttezza, ma si manifesta nella capacità di sedurre, di ammaliare e distruggere. Il regista affronta Riccardo III scegliendo come arma “il potere performativo della parola”, scava nell’oscurità del testo, in un giardino dell’Eden, di bellezza accecante, che diventa luogo di desiderio e inganno, di relazioni pericolose e poteri che si intrecciano. Riccardo, più che verso il trono, lotta contro il femminile, ed è proprio una donna a infliggergli la sconfitta definitiva.


Così Antonio Latella nelle note di regia: “Il male è. Non è una forma, non è uno zoppo. Non è un gobbo. Il male è vita. Il male è natura. Il male è divinità. Il nostro intento è quello di provare ad andare oltre l’esteriorità del male cercando di percepirne l’incanto. È chiaro che se il male stesso viene rappresentato attraverso un segno fisico il pubblico è portato ad accettarlo, vede la “mostruosità” e la giustifica. Anzi, prova empatia se non simpatia con e per il protagonista. Ma è ancora accettabile questo “alibi di deformità” nel ventunesimo secolo? Probabilmente il Bardo ne aveva bisogno per giustificare al pubblico, in qualche modo, tutte le malefatte del protagonista. Difatti utilizzò un corpo maschera, molto più vicino a un giullare di corte, al fool, la cui figura era spesso caricata di segni esteriori – come la gobba – che, nel tempo, hanno assunto significati ambivalenti: grotteschi ma anche propiziatori. Non è un caso che nella cultura popolare si corresse a toccare la gobba per buon auspicio. In alcuni Paesi, Riccardo III viene tolto dai cartelloni di programmazione teatrale perché potrebbe risultare offensivo per chi convive con una disabilità fisica; argomento delicato in questi tempi dove il politically correct, nel bene e nel male, rischia di diventare censura che muta l’originalità delle opere decontestualizzandole dal periodo storico a cui appartengono. A noi interessa la forza della parola, la seduzione della parola, e, perché no, la scorrettezza della parola. Il serpente incantò Eva con le parole, o, in ogni caso, bisognerebbe pensare che il serpente fu abile in quanto riuscì a far staccare la mela dall’albero ad Eva ma fu Adamo a morderla. Quindi, chi dei due peccò? Il male che mi interessa è nella bellezza, non nella disarmonia. Il male è il giardino dell’Eden. Una bellezza accecante, una bellezza che pretende un ritorno al figurativo. Una bellezza opulenta e ingannatrice, fatta di relazioni pericolose, di giochi di seduzione continui. E, in questo, Riccardo III è il maggiore dei maestri. La sua battaglia non è per la corona, non è per l’ascesa al trono, ma è per la sottomissione del femminile, quando è proprio il femminile che gli darà scacco matto; difatti sarà la Regina madre a portare a termine una tremenda maledizione. La traduzione di Federico Bellini mi permette inizialmente di giocare con tempi e andamenti ritmici quasi da commedia, direi wildiana, in una pennellata che rimanda all’Inghilterra Vittoriana. Abbiamo cercato di creare un adattamento dove, pur nella rinuncia ad alcune parti del testo originale, abbiamo provato a rispettare l’interezza della vicenda e la sua trasversalità di significato. Ci siamo presi il lusso, studiando i personaggi del testo, di ampliarne uno già esistente, chiamandolo Custode, apparentemente un servitore del male e di Riccardo III, che, con l’andare della narrazione, si scoprirà essere in realtà al servizio della bellezza del luogo; un custode che vuole garantire la sopravvivenza del giardino dell’Eden e per questo è pronto a tutto, quel tutto che nel testo si sintetizza con la parola “Amen”. nfine e non da ultima, la scelta degli attori: un cast importante, ponderato in modo maniacale, un cast che possa essere forte per talento e dare a ogni personaggio letterario qualcosa di fortemente artistico, un cast che possa ammaliare gli spettatori mettendo al primo posto del loro lavoro il potere performativo della parola che il Bardo ci consegna e ci lascia in eredità. Sappiamo tutti che la parola può mettere a tacere ogni tipo di guerra, ma nonostante la storia ce lo ricordi continuamente, continuiamo a dimenticarlo e credo, con mio dolore, volutamente: forse perché siamo stati creati per essere stonatura all’interno della perfezione armonica della prima nota, il do, o almeno così mi piace pensare. A tutti i miei collaboratori artistici ho chiesto di dare bellezza al male e non bruttezza, perché chi tradì il paradiso fu l’Angelo più bello.”

Fonte: Teatri di Pistoia
 
+  INSERISCI IL TUO COMMENTO
Nome:

Minimo 3 - Massimo 50 caratteri
EMail:

Minimo 0 - Massimo 50 caratteri
Titolo:

Minimo 3 - Massimo 50 caratteri
Testo:

Minimo 5 - Massimo 10000 caratteri

codice di sicurezza Cambia immagine

Inserisci qui il codice di sicurezza
riportato sopra: