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PISTOIA
Vicofaro, Mauro Matteucci: "Situazione normalizzata? No, Gaza a Pistoia"

3/7/2025 - 11:51

Mauro Matteucci ci invia questa sua riflessione sulla vicenda Vicofaro.

 

"Lo sgombero del Centro di accoglienza di Vicofaro attuato in questi giorni con l’ampio dispiegamento delle forze dell’ordine – alcune fatte venire perfino da Taranto - segna una ferita incancellabile nella coscienza di tutti coloro che hanno dato il loro impegno o hanno seguito con attenzione e solidarietà un’esperienza quasi unica nella generosa anomalia. E’ stato orribile vedere nei giorni scorsi gli agenti in assetto di antisommossa! Ma contro chi? Contro un sacerdote che si è voluto umiliare e contro alcuni “fragili”, che solo lui aveva accolto, dopo che erano stati rifiutati dalle associazioni, oggi improvvisamente “volenterose”. 
 
Tutta l’operazione è stata pianificata e attuata in seguito a inconfessabili accordi tra il potere politico e quello religioso. Ormai alla politica come gestione della pòlis in quanto bene comune, si è sostituita l'arrogante propaganda elettorale di una destra indecente, che liscia il pelo all'opinione pubblica spingendola a una gravissima regressione culturale, etica e umana, mentre sembra dominare  - a Pistoia e non solo - la società dell’odio e dell’inimicizia verso i più deboli. 


D’altra parte il comportamento del vescovo di Pistoia è stato ben lontano dal considerare la Chiesa come “l’ospedale da campo” di papa Francesco, il cui monito evangelico era stato invece seguito da don Massimo Biancalani per aprire le chiese di Vicofaro e di Ramini ai migranti, che spesso erano costretti a vivere in strada. E’ sorprendente che, mentre per più di nove anni “non c’era posto per loro”, in poche settimane la diocesi abbia trovato numerose strutture - peraltro in suo possesso – per il ricollocamento dei migranti di Vicofaro: forse le centinaia di migliaia di euro promessi dal Vaticano per tutta l’operazione, hanno risvegliato la memoria?
 
 Pur con la  sincera speranza che i giovani africani possano trovare nelle strutture condizioni di pieno rispetto dei loro diritti, si deve costatare con amarezza che i poveri e lo stesso Cristo sono stati cacciati dalla chiesa di Vicofaro, con le porte pannellate e continuamente sorvegliata per giorni e giorni da decine di poliziotti.


Come ha sottolineato più volte don Biancalani, Vicofaro, nella sua complessità e con le inevitabili criticità, è stata una risposta profetica a un mondo che costruisce muri invece di ponti. E’ stata una cura alle ferite, un rifugio per chi è lasciato ai margini, un’anticipazione del Vangelo vissuto con gli ultimi.


Vicofaro ha cercato di mettere in pratica con le poche risorse a disposizione – fornite da privati e da associazioni, mai dalle istituzioni - di andare incontro all’umano nel bisogno, spesso anche sofferente. Così abbiamo avuto la fortuna o la grazia di incontrare in questi anni migliaia di persone. Molti dei giovani oggi lavorano, si sono”sistemati”, fanno parte della nostra comunità che supera i confini tradizionali della parrocchia. In questa straordinaria esperienza umana – ma anche pastorale – nell’impegno generoso di servizio agli ultimi si sono superate le obsolete distinzioni tra credenti e laici.
 
Una sostenitrice con parole commoventi ha scritto indignata nei giorni passati che Vicofaro muore insieme ai facili slanci di umanità di tanti che finiscono al massimo con una lacrimuccia di circostanza quando sono ripescati cadaveri nel Mediterraneo o si legge di bombe che macellano bambini. Con il loro impegno nei vari servizi, dalla segreteria per i documenti, all’assistenza medica e psichiatrica, all’insegnamento della lingua italiana, con il fornire alloggio e cibo, don Massimo e i volontari hanno voluto rifiutare la crescente disumanizzazione in atto nella società, cercando sempre di realizzare uno scambio di umanità condivisa nell’incontro con la persona  migrante che non è un “invisibile”, ma ha un volto, un nome, una storia, un progetto di vita. Come dice il sindaco di Riace Mimmo Lucano, certe battaglie non si finiscono mai di combattere, perché, di fonte a un progetto di uguaglianza, dignità e riscatto degli ultimi,  i Poteri cercheranno in ogni modo di non farlo realizzare.


Come cristiano, come cittadino impegnato nell’accoglienza, rifiuto con fermezza questo sfregio di umanità e alla criminalizzazione di esseri umani, contrappongo le nobilissime parole di un uomo di Dio, coerente con il Vangelo, padre Raffaele Nogaro, vescovo emerito di Caserta: Non possiamo rimanere indifferenti di fronte a una realtà abominevole: l’Italia chiude i porti e dispone i campi di sterminio in Libia e in Albania. Non possiamo né tacere, né restare indifferenti, né diventare complici di questa antiumanità, di questa lacerazione brutale della vita umana.   Mauro Matteucci , collaboratore del Centro di accoglienza di Vicofaro – Centro “don Lorenzo Milani” di Pistoia.


Mauro Matteucci ha insegnato per quaranta anni nello Stato – nella media inferiore e superiore - scegliendo sempre scuole di frontiera in coerenza con l’esperienza di don Lorenzo Milani, l’incontro con il quale ha segnato le sue scelte di vita e professionali.  Da quasi 30 anni lavora  come volontario nell’insegnamento organizzando con il Centro “don Lorenzo Milani” corsi di lingua italiana ai migranti.

 
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14/7/2025 - 13:41

AUTORE:
Giulio

Bravo cittadino giusto quello che scrivi direi che la legge và rispettata da tutti vale anche per i rappresentanti della Magistratura.

13/7/2025 - 23:22

AUTORE:
Cittadino

Non solo sei ideologico hai anche interessi da difendere i pregiudizi ideologici non ci sono , la verità è che ci sono delle leggi e tutti le dobbiamo rispettare anche chi non è cittadino Italiano senza rimpiattarsi dietro l umanità. Il pragmatismo non serve e è fuori luogo bisogna solo rispettare le leggi.

12/7/2025 - 16:51

AUTORE:
Mauro

Non sono ideologico, ma pragmatico. Conosco come pochi la realtà di Vicofaro.Penso invece che molte risposte siano mosse da pregiudizi ideologici. Sono tuttora in contatto con molti dei miei studenti africani e ringraziano commossi per quanto hanno ricevuto da noi. L'umanità sempre al primo posto!

11/7/2025 - 11:02

AUTORE:
Gabriele

Infatti quando c'è un'ordinanza di sgombero di un centro accoglienza abusivo, si dovrebbe ottemperarla subito, non dopo anni e con l'uso della Polizia!

10/7/2025 - 16:18

AUTORE:
Bibo

Queste ipocrisie non giustificano il non rispetto delle leggi della Repubblica che devono valere e devono essere rispettate da tutti senza interpretazioni politiche discutibili e di comodo per avere un consenso elettorale...

9/7/2025 - 18:59

AUTORE:
Anna50

Ma che razza di paragone fa? A Gaza muoiono di fame e sotto le bombe, sono praticamente prigionieri in un ghetto, a Vicofaro mangiano e vanno dove vogliono con uno smartphone in mano. Ma riflette prima di scrivere?

9/7/2025 - 9:48

AUTORE:
Luciano

Sig. Matteucci paragonare la situazione di Vicofaro a quella di Gaza, mi fà ribollire il sangue, si vergogni .
Don Biancalati si attenga alle indicazione del suo Vescovo, se vuole fare come gli pare lo vada a fare da un'altra parte.

8/7/2025 - 14:07

AUTORE:
Gabriele

Prima di tutto paragonare Gaza a Pistoia è l'ennesima castroneria di pessimo gusto, fatta solo per sensazionalismo.

Nessuno ha voluto umiliare il prete, reo peraltro di aver ignorato volutamente le varie ordinanze emesse a tutela della sicurezza e dell’ordine pubblico e tuttora dichiaratamente orientato alla disobbedienza anche al suo vescovo, al contrario lo stesso si è reso nuovamente reo di protagonismo inveendo contro le forze dell’ordine impegnate nel loro lavoro.

Se i rimanenti ospiti avessero ottemperato come gli altri non ce ne sarebbe stato bisogno ma, evidentemente, le soluzioni proposte non erano, a loro avviso, sufficientemente comode…

La chiesa può essere rifugio ed accoglienza temporanea per urgenze umanitarie ma non ostello per clandestini illegalmente giunti nel nostro paese. Non è questo il suo scopo, non ne ha facoltà e nemmeno idonee strutture.

Se le associazioni che rammentate si sono risvegliate solo dopo la promessa (che spero venga mantenuta come quella del famoso tesoriere di Roma per il pagamento delle bollette del centro sociale) di alcune centinaia di migliaia di euro, forse dovrebbe farsi qualche domanda sul valore etico di tali associazioni e sui loro fini.
Rammento che volontario è colui che, gratuitamente, mette la propria opera a disposizione di altri.
Se ti pagano, sei un impiegato. Se non ti pagano ma altri ci lucrano, sei un pirla.

Spostare poi l’attenzione su destra o sinistra è solo un modo di intorbidire le acque, la politica è irrilevante a fronte di proteste legittimamente sollevate dai residenti, cui nessuno ha giustamente chiesto a quale partito rivolgano le loro simpatie.
Semmai sottolineo come solo la destra, becera e indecente, si sia fatta portavoce di tali proteste, mentre la sinistra le ha tacitate in nome dell’accoglienza e dell’inclusione.
Ma qualcuno ha chiesto preventivamente ai residenti se e quanto fossero disponibili a tali istanze? Ovviamente no, sono decisioni che il popolo non può prendere autonomamente ma solo dopo opportuno indottrinamento.
Quando poi anche l’indottrinamento non funziona, la colpa è del popolo ignorante!
Se vuoi fare come ti pare, lo fai a casa tua, non degli altri…

Infine, i diritti dei poveri africani da cosa nascono? Si presentano senza documenti, opportunamente gettati a mare prima dello sbarco per non essere identificabili, senza arte né parte e senza motivazioni valide, dal momento che non si sa da dove partono quindi nemmeno da cosa fuggono.
Quando un uomo fugge dalla guerra o dalla fame si porta dietro moglie e figli, non li abbandona come nulla fosse, mentre da noi approdano quasi esclusivamente torme di giovani vigorosi ed in salute, al massimo provati da alcuni giorni di traversata.

Purtroppo questo ha creato una rete di strutture, ben retribuite, impegnate più ad istruire tali giovani nella richiesta dei loro cosiddetti diritti che nell’assistenza reale ai loro bisogni immediati, ben guardandosi dall’insegnare loro anche i doveri cui ottemperare per una corretta integrazione, al contrario sostenendoli anche quando pretendono di mantenere le loro leggi e usanze in aperto contrasto con le nostre.

A mio avviso e per mia educazione, se vado in casa d’altri accetto le sue regole, non impongo le mie.
Si chiama rispetto.

7/7/2025 - 16:28

AUTORE:
Mr. Gingels

Dott. Mauro Matteucci, mi permetto di farle questa domanda: secondo Lei, gli ex ospiti della parrocchia di Vicofaro, stanno meglio ora, nelle nuove destinazioni, seguiti da personale specializzato, in condizioni igieniche e sanitarie ben controllate, o nella situazione in cui si trovavano a Vicofaro?

La ringrazio anticipatamente, nel caso volesse fornirmi una cortese risposta.

Buona giornata.