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CALCIO

Il regalo di Natale del Gs Avanguardia 1953 del mitico Renzo Corsini è la festa del “calcio integrato”.

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Chiusura di novembre ad altissimi livelli per le atlete della Ferrucci Libertas, protagoniste di ottime uscite sia nella ginnastica artistica sia nella ritmica.

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Al centro per le famiglie Amina Nuget, è in programma l'apertura della mostra "Memorie a un'esposizione".

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PESCIA
Nasce il comitato referendario unitario: "Uniti per 5 sì ai referendum di giugno"

18/4/2025 - 15:18

Il 10 aprile si è costituito anche a Pescia il Comitato per i 5 sì ai referendum dell'8 e 9 giugno, con la partecipazione delle forze politiche di sinistra e progressiste favorevoli ai referendum: Partito Democratico, Rifondazione Comunista, Sinistra Italiana/Avs, Sinistra Civica Ecologista, Risorgimento Socialista e il gruppo politico pesciatino Insieme si può.

 

Fanno parte del comitato in primo luogo la Cgil, promotrice dei referendum, e realtà associative come Anpi e Arci: tuttavia il comitato è aperto al contributo di qualsiasi gruppo o associazione del territorio che voglia condividere questo impegno per i diritti e la democrazia.

 

Il comitato locale nasce per promuovere una campagna condivisa su temi fondamentali: diritti del lavoro e cittadinanza. I cinque quesiti referendari pongono al centro questioni di giustizia sociale e civile come il contrasto alla precarietà, il rafforzamento delle tutele contro i licenziamenti illegittimi, la sicurezza sul lavoro e la riduzione dei tempi per il riconoscimento della cittadinanza per gli immigrati.

 

"Vogliamo parlare a tutte e tutti – dichiarano i promotori – perché questi referendum non appartengono solo a una parte politica, ma riguardano la vita quotidiana delle persone: il diritto a un lavoro sicuro, stabile e tutelato, e il diritto a sentirsi cittadini a pieno titolo. Per questo intendiamo organizzare assemblee pubbliche, banchetti, iniziative nei luoghi di lavoro, nelle scuole, nelle piazze e durante gli eventi locali, con un obiettivo chiaro: informare, coinvolgere e mobilitare anche chi oggi si sente distante dalla politica, ma che ha tutto da guadagnare da una partecipazione consapevole".

 

"La nascita del comitato rappresenta anche la rinnovata volontà delle forze politiche di sinistra e progressiste cittadine di fare fronte comune, in modo unitario, per l’attuazione di politiche e azioni concrete per i cittadini, al di fuori dei vuoti slogan di chi invece ignora – o minimizza – temi fondamentali come il lavoro e la cittadinanza. Il comitato di Pescia si coordinerà con le realtà della Valdinievole, con i comitati territoriali e con la Cgil nazionale, per contribuire con determinazione alla riuscita della campagna referendaria. L’8 e 9 giugno sarà possibile cambiare davvero: partecipare è il primo passo. Votate 5 sì per difendere diritti fondamentali e costruire una società più giusta".

 
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19/4/2025 - 12:32

AUTORE:
Gabriele

Sempre i soliti giochetti, mescolare le carte in modo da far votare anche quello che non c’entra niente ma fa comodo ai promotori…

I punti in discussione sono:

1. «Contratto di lavoro a tutele crescenti - Disciplina dei licenziamenti illegittimi: Abrogazione»

2. «Piccole imprese - Licenziamenti e relativa indennità: Abrogazione parziale»

3. «Abrogazione parziale di norme in materia di apposizione di termine al contratto di lavoro subordinato, durata massima e condizioni per proroghe e rinnovi»

4. «Esclusione della responsabilità solidale del committente, dell'appaltatore e del subappaltatore per infortuni subiti dal lavoratore dipendente di impresa appaltatrice o subappaltatrice, come conseguenza dei rischi specifici propri dell'attività delle imprese appaltatrici o subappaltatrici: Abrogazione»

5. «Cittadinanza italiana: Dimezzamento da 10 a 5 anni dei tempi di residenza legale in Italia dello straniero maggiorenne extracomunitario per la richiesta di concessione della cittadinanza italiana».

I primo quattro punti mi sembrano condivisibili, aspetto di leggere meglio come dovrebbero essere regolati in seguito, unico appunto è che i primi due punti sono relativi all’abrogazione dell’articolo 18, cavallo di battaglia del fu governo Renzi, all’epoca mai osteggiato dalla sinistra, anzi…

Dispiace per il professor Biagi, ovviamente, ma le conseguenze di tale presa di posizione hanno portato disastri nel mondo del lavoro poco o niente calcolati all’epoca, con l’avallo dei sindacati e della sinistra tutta, quegli stessi che adesso, forse ravveduti o più probabilmente a soli fini politici, vorrebbe ripristinare.

Mi ricorda lo sciopero conto i contratti a 5 euro l’ora, promosso dal sindacato firmatario… Una buffonata!

Quello che non ha niente a che vedere con il resto è il punto 5, cioè la riduzione dei tempi per il riconoscimento della cittadinanza per gli immigrati: è chiaramente l’intruso messo apposta in mezzo agli altri in modo che venga approvato senza troppo pensarci, nella speranza che sia molto più semplice mettere sempre si che leggersi i vari quesiti, senza porsi il problema di cosa potrebbe comportare in termini reali.

Serve solo ad alimentare la speranza (meglio illusione) di acquisire nuovi votanti che, nei desiderata, dovrebbero poi votare a sinistra per riconoscenza…

ILLUSI, una volta che abbiano la possibilità, la maggioranza dei nuovi “cittadini” penserebbe (come già sta facendo, vedi Monfalcone) a crearsi il proprio partito politico, aderente ai loro dettami più religiosi che civili, per soppiantare le nostre regole di vivere civile!

Abbiamo impiegato più di duemila anni per cominciare ad eliminare la nefasta influenza della nostra religione dalle nostre regole di vita, passando attraverso periodi bui (basta pensare all’inquisizione, a Galileo, alla caccia alle streghe…) per conquistare un progresso scientifico, ed ora vorrebbero riportarci nel medioevo?

No grazie, l’islamismo dei nostri pagatori di pensione e “le regole di vita che un giorno saranno le nostre” le lasciamo volentieri alle nostre femministe pro-pal od a qualche “onorevola” sempre pronta ad inginocchiarsi in onore ai nostri ospiti (magari meno per i nostri cittadini) salvo poi pagare in nero la badante straniera o non pagarla affatto!

Invece di dimezzare i tempi, integriamo le norme con verifiche sulla reale integrazione del soggetto richiedente e sulla sua reale volontà ad aderire alle NOSTRE regole di vita, eliminando inoltre la possibilità per tutti quelli che non hanno conservato una fedina penale immacolata nel tempo: di delinquenti ne abbiamo già indigeni, serve davvero importarne altri?