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Inaugurato il giardino Alzheimer de “Il filo della memoria”

10/2/2025 - 23:46

In città c’è un nuovo giardino Alzheimer, inaugurato oggi e aperto a tutti, posto all’interno del piccolo parco pubblico “Jorio Vivarelli”. Lo ha realizzato la Fondazione Turati, che lo ha pensato come parte integrante del Centro diurno per persone anziane“Il filo della memoria”, recentemente avviato, e che ha ultimato nei giorni scorsi la piantumazione. Collocata appunto nello spazio verde comunale antistante la struttura di via Melani 1, l’opera ha infatti la particolarità di essere accessibile anche alla cittadinanza ed è stata realizzata grazie al sostegno, finalizzato proprio al giardino, concesso dalla Fondazione Caript nell’ambito del bando Socialmente 2024. Al taglio del nastro, questa mattina, c’erano Anna Maria Celesti, vicesindaco e presidente della Società della Salute Pistoiese, Luca Gori, presidente della Fondazione Caript, la direttrice della SdS pistoiese Silvia Mantero e Giancarlo Magni, presidente della Fondazione Turati.


La realizzazione comprende un percorso allestito con piante profumate, aromatiche e dalla fioritura prolungata, selezionate perché capaci di stimolare e di riattivare le capacità residue delle persone con demenza, nonché di favorire in chi lo attraversa il rilassamento e il benessere. Tale creazione accompagna “Il filo della memoria”, centro diurno autorizzato per 20 posti che basa la propria attività sulle terapie non farmacologiche, progettato e interamente realizzato con attenzioni e arredi speciali, mirati alla stimolazione sensoriale e cognitiva, secondo orientamenti molto diffusi nel Nord Europa. Questo approccio, che utilizza anche scenari di vita riconoscibili e ambienti specifici (come quello creato ad esempio per la terapia del treno), punta a offrire un luogo protetto e sicuro, utile a mantenere le funzioni residue della persona anziana, preservando la sua qualità di vita e quella dei familiari.


«Il giardino Alzheimer è un vero e proprio luogo di cura – sottolinea il vicesindaco e presidente della Società della Salute Anna Maria Celesti -. Si tratta di uno spazio a verde terapeutico, un ambiente naturale progettato per favorire il benessere psicofisico dei malati di Alzheimer, con effetti positivi sulle funzioni cognitive, sui disturbi comportamentali e sull’umore e pensato per offrire stimoli per rallentare il decadimento e favorire la socializzazione. Il giardino si trova all’interno di uno spazio a verde pubblico aperto a tutti, dove chi soffre di malattie legate al deterioramento cognitivo è pienamente inserito in una zona centrale della città. La realizzazione del giardino si inserisce in un più ampio progetto rivolto ai malati di Alzheimer come il vicino centro diurno “Il filo della memoria”».


«Migliorare la qualità della vita dei più fragili delle nostre comunità – dichiara Luca Gori, presidente di Fondazione Caript – è l’obiettivo che ci proponiamo sostenendo progetti che riguardano la salute delle persone e, più in generale, il tema dell’inclusione sociale. Nel giardino Alzheimer questi aspetti sono coniugati in uno spazio, abbellito da piante e fiori, che tutti potranno frequentare, trovandovi anche occasioni di incontro. È il segno di un nuovo rapporto con la malattia, all’insegna dell’apertura e dell’inclusione, della condivisione di esperienze e di percorsi di vita. Crediamo che questo abbia un forte significato culturale e civile».


«È con particolare soddisfazione che oggi inauguriamo questo giardino Alzheimer – diceGiancarlo Magni, presidente Fondazione Turati - che completa il Centro diurno “Il filo della memoria”. Entrambi, e insieme, costituiscono una modalità di risposta non farmacologica al trattamento dell’Alzheimer e rappresentano una significativa realizzazione nel contrasto alla malattia. La soddisfazione poi è aumentata dal fatto che tutto è stato fatto con due aziende di eccellenza, nei rispettivi campi, della provincia di Pistoia: la Generali Arredamenti per quanto riguarda l’allestimento del centro e Mati 1909 per questo giardino.


Questa doppia realizzazione si è potuta concretizzare grazie alla collaborazione tra Fondazione Turati, Società della Salute, amministrazione comunale e Fondazione Caript. È la dimostrazione che collaborando e lavorando insieme, su obiettivi condivisi, si possono raggiungere risultati importanti. Ed è questa modalità di lavoro che, a nostro giudizio, ci può permettere di superare anche le tante difficoltà del sistema sanitario, complessivamente inteso. Si tratta in estrema sintesi di dare pratica attuazione al Codice e alla normativa, già esistente, del Terzo settore, superando, da parte delle amministrazioni pubbliche, la fase di una semplice condivisione verbale».

Fonte: Fondazione Turati
 
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