Una storia contraddistinta da ostacoli e momenti molto complicati, ma anche da gioie e dolci ricordi.
Fabo Herons Montecatini comunica di aver raggiunto l’accordo per la risoluzione consensuale dell’accordo con l'atleta Lucas Chaves.
Un decennale vissuto con grande passione, quello del Memorial Massimi che ha portato avanti il Criterium podistico toscano.
L'ultimo appuntamento della Coppa Rally di Zona 6, è andato ai pistoiesi Emanuele Danesi e Jacopo innocenti, con la Skoda Fabia RS by Bianchi.
Alla luce del buon responso della campagna abbonamenti, il Club Pistoia Basket 2000 ssd arl ha deciso di prorogare la Fase 2 fino a sabato 26 settembre.
All’Ippodromo Snai Sesana la riunione di trotto di venerdì 11, per la seconda uscita del calendario di settembre, era un preserale con sette prove tra cui, come clou del programma, il Premio Diamond Way, una condizionata sui 2.040 metri per cavalli di 3 anni.
Presentazione doppia presso la Sala Hospitality della LumoSquare.
Con la giornata del 10 settembre, il 47° Rally Città di Pistoia entra nel vivo. Partono infatti le iscrizioni, un ventaglio temporale che arriverà fino al 5 ottobre.
"La Mascotte della scopa": in mostra a Larciano la creatività degli studenti dell'Istituto F. Ferrucci.
Consigli di lettura, di Ilaria Cecchi
La sezione Anpoi Valoris Poli interviene dopo una recente intervista del sindaco Tomasi.
"In una recente intervista il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia e sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi si è spinto in un parallelismo inquietante parlando della Costituzione Italiana, basata – a suo dire – in maniera paritetica sui valori dell’antifascismo e dell’anticomunismo. Questa dichiarazione, resa en passant nell’ambito di una intervista sull’attualità politica regionale, non solo è fuori da qualsiasi evidenza storica ma si piega a un utilizzo furbesco e arbitrario della memoria, che chiede a noi come associazione un inevitabile pronunciamento.
Cosa sono stati e cosa non sono stati il fascismo e il comunismo in Italia, lo ricordiamo ancora una volta e in estrema sintesi.
Il fascismo è stato, in una forte spinta identitaria, il suo “capo” Benito Mussolini. È attraverso di lui che il regime si è macchiato dei peggiori crimini contro l’umanità sopprimendo ogni forma di libertà individuale e collettiva, perseguitando gli oppositori politici fino alla morte, trascinando il Paese in guerra, avviando la popolazione – attraverso le leggi razziali del ’38 – alle deportazioni nei campi di sterminio, rendendosi complice dei nazisti nelle più efferate stragi di civili inermi. Il fascismo, dunque, non fu dalla parte della libertà, non dalla parte dell’uguaglianza, non della fraternità e solidarietà, semplicemente perché esso fu dall’altra parte della storia.
Per quanto riguarda il comunismo, non tocca a noi come Anpi difendere la storia di un partito politico. Sta a noi invece la difesa di una “comunità” che pagò uno dei più alti tributi di sangue attraverso le sue brigate partigiane alla lotta per la Liberazione, a noi la difesa di alcune verità storiche come quella che vide i comunisti (con i loro uomini e le loro donne) collaborare alla stesura della Carta Costituzionale.
Questi sono i fatti oggettivi, incontrovertibili. Omissioni o riletture di questa storia rappresentano un oltraggio alla storia della Resistenza e alla memoria dei suoi morti.
Per quanto, inoltre, sia apprezzabile l’autodefinizione di Tomasi quale “antifascista” e come persona “garante”, “rassicurante” e “libera”, ci permetta di dire che a noi interessa altro: interessa la sua figura pubblica e quindi le politiche di cui si fa interprete.
Su questo affermiamo la nostra netta distanza come sezione Anpi da alcune decisioni prese dall’attuale governo, decisioni che rischiano di rompere la tenuta democratica del paese e che minano in profondità i valori fondanti della Costituzione Italiana.
Ci chiediamo – e chiediamo a Tomasi in qualità di esponente di spicco della maggioranza governativa – quale attenzione alle fragilità giovanili sta alla base del decreto cosiddetto “Caivano”, a quale senso di umanità si ispirano le disposizioni del decreto “Cutro” sull’immigrazione, a quale forma di giustizia sociale si aspira mettendo in campo l’“autonomia differenziata”, quale difesa da potenziali forme di autoritarismo è sottesa nell’idea del “premierato”. E infine cosa è se non l’affermazione di uno Stato persecutore, discriminatorio e liberticida il recente ddl sicurezza.
Lo chiediamo solo per dare un senso di coerenza a ciò ch’egli dice di essere: un antifascista”.