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BASKET

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Segno del mese.

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PROVINCIA
Il Consorzio di Bonifica Basso Valdarno è “cardioprotetto”: DAE attivi in tutte le sedi

30/9/2023 - 13:27

Quattro dispositivi salvavita a disposizione del proprio personale e della collettività. Li ha installati il Consorzio di Bonifica 4 Basso Valdarno, con l’obbiettivo di dare ancora maggiore attenzione agli aspetti legati alla sicurezza nei luoghi di lavoro dei propri dipendenti e fornire un presidio salvavita sul territorio. L’ente ha infatti ha deciso di dotare ciascuna delle proprie sedi di Pisa, Ponte a Egola (Pi), Ponte Buggianese (Pt) e La Vettola (Pi), di un apparecchio Dae, con lo scopo di favorire l’intervento di personale non sanitario nel momento in cui si verifica un’emergenza.

 

I dispositivi, georeferenziati, contribuiranno ad aumentare il livello di cardioprotezione del territorio toscano, scopo primario del progetto “iCuore” con il quale la Regione Toscana risponde alla necessità di rafforzare la cultura di rianimazione cardiopolmonare di base, diffondere la defibrillazione precoce, erogare qualità formativa omogenea e promuovere la diffusione capillare dei defibrillatori sul territorio. «L’arresto cardiaco può capitare a chiunque – spiega il presidente del Consorzio di Bonifica 4 Basso Valdarno, Maurizio Ventavoli – e intervenire tempestivamente può davvero fare la differenza. Per questo abbiamo voluto dotarci di questo strumento, utile per la sicurezza del nostro personale ma anche della collettività».

 

L’acronimo Dae sta per “defibrillatore (semi)automatico esterno”. Si tratta di un dispositivo di dimensioni contenute che effettua la defibrillazione delle pareti muscolari del cuore. Eroga, se necessario e possibile, una scarica elettrica che resetta il muscolo cardiaco e ne interrompe l’aritmia. In Italia si sta gradualmente diffondendo la presenza e la cultura del Dae, tuttavia la legislazione italiana non prevede per le aziende l’obbligatorietà di dotarsene. Eppure si tratta di un presidio fondamentale se si considera che circa il 5% degli arresti cardiaci si verifica sui luoghi di lavoro.

 

La presenza di un defibrillatore in azienda permette di alzare la probabilità di sopravvivenza di chi è colpito da arresto cardiaco dal 5% a oltre il 50%. Anche perché il defibrillatore semiautomatico è facile da usare: a seconda dei modelli presenta solo uno o due tasti, molti meno di un qualsiasi elettrodomestico. Ma può fare davvero la differenza e salvare una vita. In caso di arresto cardiaco, le chance di sopravvivere si riducono del 10% al trascorrere di ogni minuto e solo attraverso le corrette manovre di rianimazione cardio polmonare e l’utilizzo di un defibrillatore si riesce ad aumentare, realmente, addirittura triplicare le possibilità di sopravvivenza.


Nella foto: il presidente del Consorzio 4 Basso Valdarno, Maurizio Ventavoli con i geometri Massimo Di Piazza e Lorenzo Tosi

Quattro dispositivi salvavita a disposizione del proprio personale e della collettività. Li ha installati il Consorzio di Bonifica 4 Basso Valdarno, con l’obbiettivo di dare ancora maggiore attenzione agli aspetti legati alla sicurezza nei luoghi di lavoro dei propri dipendenti e fornire un presidio salvavita sul territorio. L’ente ha infatti ha deciso di dotare ciascuna delle proprie sedi di Pisa, Ponte a Egola (Pi), Ponte Buggianese (Pt) e La Vettola (Pi), di un apparecchio Dae, con lo scopo di favorire l’intervento di personale non sanitario nel momento in cui si verifica un’emergenza. I dispositivi, georeferenziati, contribuiranno ad aumentare il livello di cardioprotezione del territorio toscano, scopo primario del progetto “iCuore” con il quale la Regione Toscana risponde alla necessità di rafforzare la cultura di rianimazione cardiopolmonare di base, diffondere la defibrillazione precoce, erogare qualità formativa omogenea e promuovere la diffusione capillare dei defibrillatori sul territorio. «L’arresto cardiaco può capitare a chiunque – spiega il presidente del Consorzio di Bonifica 4 Basso Valdarno, Maurizio Ventavoli – e intervenire tempestivamente può davvero fare la differenza. Per questo abbiamo voluto dotarci di questo strumento, utile per la sicurezza del nostro personale ma anche della collettività». L’acronimo Dae sta per “defibrillatore (semi)automatico esterno”. Si tratta di un dispositivo di dimensioni contenute che effettua la defibrillazione delle pareti muscolari del cuore. Eroga, se necessario e possibile, una scarica elettrica che resetta il muscolo cardiaco e ne interrompe l’aritmia. In Italia si sta gradualmente diffondendo la presenza e la cultura del Dae, tuttavia la legislazione italiana non prevede per le aziende l’obbligatorietà di dotarsene. Eppure si tratta di un presidio fondamentale se si considera che circa il 5% degli arresti cardiaci si verifica sui luoghi di lavoro. La presenza di un defibrillatore in azienda permette di alzare la probabilità di sopravvivenza di chi è colpito da arresto cardiaco dal 5% a oltre il 50%. Anche perché il defibrillatore semiautomatico è facile da usare: a seconda dei modelli presenta solo uno o due tasti, molti meno di un qualsiasi elettrodomestico. Ma può fare davvero la differenza e salvare una vita. In caso di arresto cardiaco, le chance di sopravvivere si riducono del 10% al trascorrere di ogni minuto e solo attraverso le corrette manovre di rianimazione cardio polmonare e l’utilizzo di un defibrillatore si riesce ad aumentare, realmente, addirittura triplicare le possibilità di sopravvivenza.Nella foto: il presidente del Consorzio 4 Basso Valdarno, Maurizio Ventavoli con i geometri Massimo Di Piazza e Lorenzo Tosi

 
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