Presso gli impianti di Torre Fiorentina a Siena è andata in scena la prima delle cinque prove regionali valide per le ammissioni ai campionati Italiani individuali e a squadre del 2026.
Mercoledì 18 febbraio alle 17,30 lo Stadio Marcello Melani sarà teatro di una partita storica per la Pistoiese, un appuntamento di straordinaria importanza per l’intera città.
Quindici minuti da grande squadra fino a metà del secondo quarto non bastano all’Estra Pistoia Basket per cogliere la seconda vittoria consecutiva alla Lumosquare.
L’ultimo weekend di gare disputate ha fornito indicazioni importanti per quanto concerne il Pistoia Basket Junior.
Già da due settimane alla Lumosquare, e dopo aver debuttato ufficialmente in campionato nella vittoria di domenica scorsa dell’Estra Pistoia contro Forlì, per la guardia biancorossa Karvel Anderson è il momento di presentarsi.
Nell’ultimo weekend la Silvano Fedi si è concentrata su gare toscane.
I magnifici 7. Sette come i primati mondiali messi assieme dalla fantastica staffetta italiana guidata da Remo Marchioni, presidente nonché atleta di grande spessore, dell’Atletica Pistoia.
Era il favorito e ha mantenuto la promessa Samuele Oskar Cassi (Atletica Calenzano) che si aggiudica la ventesima edizione della ‘’Maratonina dè 6 Ponti’’ organizzata dalla Podistica Aglianese sulla distanza di km 21.097.
L’artista pistoiese Sergio Giannini torna a occupare le vetrine e gli spazi espositivi interni della struttura.
La mostra contribuisce a mantenere viva la memoria di una pagina complessa della storia italiana del secondo dopoguerra.
Giovedì 27 aprile, alle 16, nella sala Gatteschi della biblioteca Forteguerriana, Stefano Bartolini terrà una conferenza su La mezzadria del Novecento pistoiese: dalle lotte per la riforma all’urbanizzazione della Piana, per il ciclo “La Forteguerriana racconta Pistoia”
Nel corso del XX secolo l’universo mezzadrile, per anni statico e tranquillo, entra in crisi. La modernizzazione economica e sociale lasciava ai margini le famiglie coloniche, mentre lo sviluppo capitalista dell’agricoltura metteva sotto pressione un sistema tarato su una società di ancien régime. L’arrivo nelle campagne di nuove idee, come il socialismo e la dottrina sociale della Chiesa, unite al ribaltamento delle posizioni di potere e benessere, spinsero i mezzadri ad attivarsi. Questi, fin dagli inizi del Novecento, iniziarono a mettere in discussione il patto di mezzadria, puntando a riformarlo nei suoi caratteri più feudali, promuovendo la proprietà della terra e lo sviluppo delle piccole imprese contadine. Fu, però, una delle tante “riforme” mancate dell’Italia. Dopo la seconda guerra mondiale, l’industrializzazione, accompagnata dalla progressiva urbanizzazione della Piana, iniziò a erodere le attività e le aspettative future dei mezzadri: la vita nelle case coloniche era scomoda e priva di comfort; i giovani erano attratti dalle nuove forme di socialità contadina e le donne non volevano sposare i mezzadri. Inizia così un esodo che, fra gli anni Cinquanta e Sessanta, avrebbe trasformato radicalmente il volto della società e il paesaggio della Piana.
Stefano Bartolini è direttore della Fondazione Valore Lavoro della rivista Farestoria. Società e storia pubblica e curatore del Centro di documentazione dell’archivio storico della Cgil Toscana. Svolge attività di ricerca in storia sociale e del lavoro a livello locale e nazionale. Tra le sue pubblicazioni: La mezzadria nel Novecento. Storia del movimento mezzadrile tra lavoro e organizzazione (2015); Un altro 1969: i territori in conflitto in Italia (2020) e Laboral. Storia orale, lavoro e public history (2022).