Il venerdì di trotto all’ippodromo Snai Sesana riservato ai gentlemen e in sostegno all’associazione Giuliasmile.
Lumos Pistoia Basket 2000 ssd arl comunica di aver raggiunto un accordo con l’atleta Mario Machetti, che disputerà la stagione 2026/27 con la formazione Under19 Eccellenza biancorossa.
È partita con travolgente entusiasmo la campagna di adesione alla costituenda Fondazione Herons.
Il Montale si rinnova. Non solo la nuova proprietà, ma adesso arrivano anche il nuovo logo e le novità sul fronte dell'organigramma dirigenziale. L'obiettivo è chiaro: consolidare la presenza della società nel panorama calcistico dilettantistico e rafforzare il legame con il territorio.
Fabo Herons Montecatini saluta e ringrazia l'atleta Yannick Giombini, che era ancora legato contrattualmente al club.
Silvano Fedi sempre in piena azione nel fitto calendario podistico di questo periodo.
Tre parole che parlano dell’attaccamento di una piazza che non ha mai fatto mancare il proprio supporto ai colori biancorossi. Il claim “Mai ti lascerò” per la campagna abbonamenti della Lumos Pistoia Basket 2000 per la stagione 2026/27 nasce dai tifosi per i tifosi.
All’Ippodromo Snai Sesana di Montecatini Terme sabato sera di gala che metteva in scena il primo Gran Premio della stagione, la prova intitolata a Nello Bellei, uno dei driver che hanno fatto la storia dell’ippica italiana.
I mesi estivi si confermano ricchi di appuntamenti per il Parco di Pinocchio e lo Storico Giardino Garzoni di Collodi.
Sono pubblicati i primi due episodi del podcast Il sopra e il sotto. Un viaggio nell’archeologia che viviamo.
Mercoledì 1 febbraio prendono il via le lezioni introduttive alla XIV edizione dei Dialoghi di Pistoia: sul palco del teatro Bolognini salirà, alle 11, l’antropologo Adriano Favole, per approfondire il tema di quest’anno, Umani e non umani. Noi siamo natura.
La lezione sarà visibile anche in streaming dalle 11.15 sui canali Facebook e YouTube del festival.
L’incontro, aperto alle scuole e al pubblico su prenotazione alla mail dialoghi@comune.pistoia.it, propone una riflessione quanto mai attuale sull’ambiente – non un ammalato da curare, ma il prodotto di un tessuto di relazioni capaci di curarci – sulle responsabilità dell’essere umano verso gli altri abitanti del pianeta e sulle battaglie che ci attendono nel prossimo futuro. In seguito alla crisi climatica ed energetica la distinzione tra natura e cultura è stata messa in discussione da studiosi di varie discipline: si sta diffondendo oggi una visione “relazionale” del mondo vivente. Non si tratta di rinnegare le peculiarità dell’essere umano – la sua grande capacità di immaginare il futuro, il linguaggio, il pensiero – ma di riconoscere la sua interdipendenza con gli altri esseri, viventi o inorganici, che abitano la Terra.
«Se la storia non fosse soltanto un prodotto umano, ma un intreccio inestricabile di relazioni tra umani e non umani?» si interroga Favole «E se l’ideologia del dominio e dello sfruttamento della natura fosse una eccezione, rispetto a un ampio spettro di società e culture che hanno cercato di far convivere umani e non umani?».
Favole propone di rileggere molte pagine di storia e di etnografia a partire da una teoria dell’intreccio tra umani e non umani, tra cultura e incultura, tra domestico e selvatico. Quelli che un tempo venivano definiti spregiativamente “popoli della natura” hanno molto da insegnarci al proposito: le loro cosmologie spesso non dividono il mondo in cultura – intesa come capacità di azione, intelligenza, riflessione, umanità – e natura – istinto, divenire cieco, animalità. Preferiscono di gran lunga l’approfondimento delle interconnessioni tra umano e non umano. La storia delle società di caccia e raccolta, d’altra parte, mette in crisi il “mito” su cui si fonda gran parte della storia dell’Occidente: la rivoluzione agricola. L’agricoltura non si impose di colpo per le sue caratteristiche di “economia superiore”: per lunghissimo tempo gli esseri umani hanno cercato di far convivere l’agricoltura e l’allevamento con la caccia e la pesca, nel rispetto delle forze di rigenerazione della vita.
Conclude Favole: «È tempo di riscrivere la storia e la preistoria, è tempo di mettere in discussione le economie di predazione e distruzione. Non siamo soli in questo compito e non ci mancano i modelli alternativi a un modo di produzione – quello dell’Occidente – che ha portato all’attuale crisi ambientale e climatica».
«Con questo incontro – dice Lorenzo Zogheri, presidente della Fondazione Caript – prende il via il percorso che ci porterà alle giornate dei Dialoghi di Pistoia di maggio, che la Fondazione realizza insieme al Comune di Pistoia. E questo avviene nel migliore dei modi, con il coinvolgimento dei giovani e delle scuole. In 14 anni i Dialoghi hanno organizzato più di trenta appuntamenti che hanno coinvolto 32mila ragazzi, presenti a Pistoia e in tutta Italia attraverso lo streaming. Argomenti come l’ambiente o il cambiamento climatico richiedono un confronto con i giovani e questi incontri vanno proprio in questa direzione».
Grande è infatti l’attenzione che, da sempre, i Dialoghi riservano ai ragazzi e alle scuole. Sono già partiti incontri con i docenti delle scuole di Pistoia per organizzare la partecipazione degli studenti come volontari al festival, nelle tre giornate del 26, 27 e 28 maggio. Per spiegare meglio ai ragazzi non solo i compiti, ma anche lo spirito e la bellezza dell’esperienza, quest’anno il gruppo dei volontari storici dei Dialoghi è disponibile, su richiesta degli istituti scolastici, a incontrare direttamente studenti e studentesse nelle scuole, in quello che vuole essere un rito di passaggio tra chi ha partecipato a tante edizioni del festival e chi per la prima volta si avvicina a questa avventura.
Il secondo incontro si svolgerà venerdì 24 marzo alle ore 11, al teatro Bolognini, con l’antropologo Andrea Staid.
Adriano Favole è professore ordinario di Antropologia culturale presso il Dipartimento di Culture, Politica e Società dell’Università di Torino dove insegna Antropologia culturale, Antropologia della comunicazione e Cultura e potere. Ha fondato e dirige il Laboratorio “Arcipelago Europa”. È stato visiting professor presso le Università della Nuova Caledonia e di La Rèunion. Ha viaggiato e compiuto ricerche a Futuna (Polinesia occidentale), in Nuova Caledonia, a Vanuatu, in Australia, a La Réunion e in Guyana Francese. I suoi ambiti di ricerca principali sono l’antropologia politica, l’antropologia del corpo e l’antropologia del patrimonio.
È autore di: La palma del potere (Il Segnalibro, 2000); Isole nella corrente (La ricerca folklorica, Grafo, 2007); Resti di umanità. Vita sociale del corpo dopo la morte (2003), Oceania. Isole di creatività culturale (2010), La bussola dell’antropologo (2015) per Laterza; Vie di fuga. Otto passi per uscire dalla propria cultura (2018), ll mondo che avrete. Virus, antropocene, rivoluzione (con M. Aime e F. Remotti, 2020) per Utet; L’Europa d’oltremare (Raffaello Cortina, 2020).