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VALDINIEVOLE
Padule di Fucecchio, Federcaccia: "Tutela non si può interpretare solo con restrizioni e divieti alle nostre attività"

1/12/2022 - 11:20

Federcaccia interviene sul Padule di Fucecchio.

 

"Lo scorso ottobre la guardia di finanza ha scoperto e sequestrato oltre 500 piante di canapa indiana coltivate in un terreno all’interno del Padule di Fucecchio, dove per mesi sono state accudite e cresciute come in un comune orto.


Oltre alle scontate e meritate congratulazioni alle forze dell’ordine per aver represso un reato, l’episodio ci spinge a fare alcune riflessioni. Il Padule di Fucecchio è una delle più importanti zone umide europee e come tale giustamente deve essere tutelato e salvaguardato. Una tutela e una salvaguardia che nei fatti, da conoscitori e frequentatori dell’area, ci pare venga interpretata dai più esclusivamente come restrizione e divieto di esercitare le attività tradizionali, caccia in primis. Ottenuto questo risultato tutto il resto sembra poter passare in secondo piano.


Ci chiediamo in effetti che tipo di controllo viene esercitato sul Padule, come sono stati spesi tutti i fondi finalizzati per l’istituzione e il mantenimento delle riserve naturali e dove sono e cosa fanno gli organi di controllo che lo dovrebbero verificare. E ancora: con che criterio logico viene ripetutamente, a volte con insistenza, chiesto da alcuni l’allargamento delle riserve naturali se a quanto pare chi è tenuto a farlo non è in grado di controllare e ancor più gestire quelle già esistenti?


Ormai più di 4 anni fa, era il 12 ottobre del 2018, in alcune zone del Padule di Fucecchio fu effettuato un sopralluogo da parte di una delegazione della Consulta per il Padule, con la partecipazione dell’allora assessore e dei dirigenti dell’ufficio ambiente della Regione, alcuni sindaci dei comuni rivieraschi, rappresentanti delle associazioni venatorie, proprietari e altri enti.
Evidente emerse in quella occasione lo stato di abbandono e degrado dell’area, e furono messe in evidenza la criticità di approvvigionamento idrico nelle riserve e la mancata gestione, con in particolare gli aspetti legati all’invasione quasi del tutto incontrastata di fauna e flora (in particolare la terribile nappola italiana), alloctone e invasive, con la conseguente alterazione e distruzione del delicato equilibrio dell’ecosistema e della biodiversità del Padule.


Purtroppo, come era facile prevedere e come avevamo già allora immaginato, le cose nella zona del Padule e soprattutto nelle aree protette sono peggiorate, tanto che dopo 4 anni proprio in una di queste aree, la Monaca, invece di trovare un ambiente ben tenuto con sfalci regolari, acqua nella giusta misura ed erbe palustri autoctone, la guardia di finanza ha trovato appunto una piantagione di marijuana nascosta dalla fitta vegetazione di piante invasive.


Non ci sembra provocatorio né tendenzioso affermare che le cose così non vanno, non possono e non devono continuare.


Fra l’altro, con i lavori di rinaturalizzazione del Padule eseguiti dal Consorzio 4 Basso Valdarno (alcune di queste opere consigliate anche dalla Federcaccia) si sono avuti significativi miglioramenti ambientali e strutturali. Ma la disponibilità e buona volontà dell’ente non possono sostituirsi alle mancanze delle istituzioni regionali. Una zona così sensibile – che ricordiamo essere anche un bacino alluvionale da cui dipende la sicurezza idrogeologica di tutta la Valdinievole – necessita di una gestione programmata dei lavori di manutenzione straordinaria e ordinaria (sfalci, puliture e ricavature fossi, canali, ecc.); di un approvvigionamento e gestione idrica di tutto il cratere palustre, in special modo le riserve naturali, 365 giorni l’anno; di un controllo serio di fauna e flora alloctona.


Tutte cose che come associazione venatoria insieme a tanti altri cittadini denunciamo da anni, segnalando in tutte le sedi e occasioni di confronto istituzionale oltre che attraverso gli organi di informazione, lo stato di degrado e abbandono in cui versano invece soprattutto le aree protette.


Chiediamo per l’ennesima volta alla Regione di affrontare le criticità che da sempre evidenziamo e trovare soluzioni valide e concrete, invitando ufficialmente il presidente Eugenio Giani e l’assessore regionale all’Ambiente Monia Monni a verificare con i loro occhi che quanto stiamo dicendo corrisponde alla realtà dei fatti. Noi, come sempre, siamo pronti a qualsiasi confronto".

Fonte: Federcaccia
 
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3/12/2022 - 1:05

AUTORE:
Gianfranco

Giusto cari amici cacciatori, parlateci della consulta. A cosa serviva e cosa ha prodotto? Vi opponete all'allargamento della riserva e avete le vostre ragioni. Ma se oggi la riserva versa in uno stato pietoso è perché ne è stata smantellata la gestione precedente, sapete da chi e con quale scopo? Pensate sia normale che un'area di tale importanza sia protetta solo per il 10% della sua superficie, o di questo non vi interessate perché parlarne smaschererebbe il vostro finto ambientalismo? Non è che forse l'attuale assenza di gestione della riserva è solo una scusa? I fondi per la gestione sapete benissimo che vanno ai comuni in conseguenza del famoso "spezzatino" voluto dall'ex assessore Fratoni. Informatevi su come vengono spesi, interesserebbe anche a me saperlo. Infine apprezzo la vostra preoccupazione per le specie alloctone, ma il loro controllo, laddove possibile, non richiede fucilate ma competenze scientifiche, cioè proprio quelle che ora mancano nella gestione del Padule.

2/12/2022 - 13:08

AUTORE:
Urano

Certamente affidare ai cacciatori la gestione del padule ?
Un idea formidabile ?
Dracula presidente dell' AVIS .
La gestione del territorio affidata ad una categoria di utenti è veramente simpatica .
Da sempre i cacciatori si sono considerati i " padroni" di queste aree ed hanno sempre mal sopportano che qualcuno potesse sopravanzarli .
Vadano a sparare ai piccioni che invadono le città , ai gabbiani e non rompano facendosi passare per ecologisti.

1/12/2022 - 18:48

AUTORE:
Roberto

Per favorire la tutela e la salvaguardia del padule ,si dovrebbe dare la gestione del padule ai cacciatori e fuori tutti gli ambientalisti , tanto non hanno combinato niente fino ad oggi.
Saluti

1/12/2022 - 12:27

AUTORE:
Mariolino

Sembra proprio che senza fucilatori ecologisti , il padule vada in malora .

Non è la prima volta che i cacciatori rivendicano il ruolo di benemeriti controllori del territorio .
Evviva .