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Valdinievole OGGI
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Dignene bibbi!
Questi poveretti che confidono nei carabinieri e nelle forze dell'ordine. Che sciocchi che sono!
In te devono confidare, grande bibbi nostro salvatore !!
TU SOLO , tu unico essere .....
IPPICA

La modalità per accedere all'ippodromo Snai Sesana nella serata di sabato 15 agosto, in occasione del Gran Premio Città di Montecatini, dovrà avvenire mediante una richiesta di prenotazione.

CALCIO

Tutto pronto in casa Montecatinimurialdo per la stagione 2020/21.

CALCIO

Altri acquisti di grande qualità in casa Bioacqua Av Le Case. arrivato  dalla Meridien il forte centrocampista Alessandro Piscitelli, classe 1987. Alessandro vanta con esperienze al Cecina 2000, Monsummano e, appunto Meridien in 1^ Categoria porterà classe ed esperienza nel centrocampo della Bioacqua.

IPPICA

All’Ippodromo Snai Sesana di Montecatini Terme è iniziata la settimana più calda della stagione del trotto nazionale.

IPPICA

Grande attesa per la notturna di sabato 15 agosto all’Ippodromo Snai Sesana di Montecatini Terme con la 68^ edizione del Gran Premio Città di Montecatini.

BASKET

Il Pistoia Basket 2000 è lieto di comunicare che Giorgio Tesi Group sarà il nuovo title sponsor della prima squadra, che parteciperà al prossimo campionato di Serie A2.

IPPICA

L’Ippodromo Snai Sesana di Montecatini Terme entra nella fase più importante della stagione.

IPPICA

All'Ippodromo Snai Sesana di Montecatini Terme sarà un agosto speciale e diverso dalle precedenti edizioni.

none_o

La recensione di questa settimana della libreria Mondadori di Montecatini è dedicata a un libro di Erin Morgenstern.

none_o

Il libro racconta l’esperienza di Vicofaro.

C’è una casa in riva al mare,
è la casa dell’amore,
che .....
FILATELIA
di Giancarlo Fioretti

Tutto cominciò con il manuale "La scienza in cucina e l'arte del mangiar bene".

VALDINIEVOLE STORICA
di Giancarlo Fioretti

Scorza ebbe strettissimi legami con la Valdinievole e con Montecatini in particolare.

Smarrita chiavetta usb marca Lexar bianca con tappo arancione. .....
cerco qualsiasi mansione x impegno mia giornata sono dinamico .....
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In risposta a: Sempre più soli. del 9/4/2015 - 12:56
Purtroppo soli...che vergogna!
AUTORE: Filomena
email: [protetta]

14/4/2015 - 18:39

Roberto,una sola parola:che vergogna!..Però caso strano guarda come ci tengono in considerazione quando c'è da pagare qualcosa (finchè saremo vivi grazie anche a questa strada) !!!Una domanda però mi sorge spontanea:chi abita in Via Nova(qualche pezzo "grosso"!?!) che nel giro di brevissimo tempo han messo dossi??!!
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AUTORE: Lelio Cassettari
email: [protetta]

14/4/2015 - 15:08

In merito all’articolo apparso oggi e titolato “Il fatto del giorno. Sspacciatore entra in un bar e quando viene messo alla porta del gestore tenta di accoltellarlo”, viene istintivo manifestare alcune considerazioni.
Poco tempo fa (12 marzo u.s.) è stato emanato dal Consiglio dei Ministri un decreto legislativo che prevede la non punibilità per tenuità del fatto. Praticamente è stata introdotta una nuova causa di non punibilità sia per i reati sanzionati fino a cinque anni di reclusione, sia per quelli puniti con pena pecuniaria.
In questi casi entra in funzione, nei confronti del responsabile del reato, l’archiviazione del procedimento per tenuità del fatto. In ogni ipotesi, a essere escluse sono le condotte che, come conseguenze non volute, hanno provocato la morte o le lesioni gravissime di una persona.
La nuova causa di giustificazione per tenuità del fatto non si applica ai delinquenti abituali, professionali o per tendenza, e a chi ha commesso più reati della stessa indole, a chi commette un reato consistente in condotte plurime, abituali e reiterate; inoltre, quando l’autore ha agito per motivi abietti o futili, oppure con crudeltà, anche nei confronti di animali, o, ancora, ha adoperato sevizie; quando l’autore ha approfittato delle condizioni della vittima impossibilitata o incapace di difendersi (vedi reati posti ai danni di minori o anziani).
La persona offesa potrà opporsi nel merito alla richiesta di archiviazione avanzata dal Pm.
Ora, tutto ciò premesso, si apprende che il tizio in argomento, che fra l’altro è già pregiudicato per reati specifici in materia di stupefacenti per i quali era già sottoposto alla misura dell’obbligo di dimora, è stato tratto in arresto e sottoposto alla misura degli arresti domiciliari in un albergo del luogo dove da tempo è domiciliato
Ma vi pare che adesso, dopo l’ennesimo arresto e il gentile riaccompagna mento i albergo, egli si dedichi a “vita da eremita e nel rispetto dei codici?”. Il reato in argomento è punito con la reclusione da tre mesi a tre anni (ipotesi nella fattispecie per reato doloso)
La famosa certezza della pena, ovvero la sanzione applicata al caso concreto, oramai è solo pura e semplice teoria. ... se non esiste è tedioso un aumento edittale di pena.
Le regole, a qualsiasi disciplina si riferiscano, sono fatte per essere osservate e rispettate. Analogamente, se un reato è realmente tale, se il fatto concreto corrisponde alla norma penale, se sussiste, se è previsto dalla legge come reato e, soprattutto, se per la commissione dello stesso è prevista una pena, essa deve essere comminata, naturalmente dopo un “giusto processo”previsto anche dalla Carta Costituzionale.
Pensiamo a nuove pene alternative, se serpeggia la convinzione che quelle attuali e numerose non siano sufficienti, certamente volte alla ri-socializzazione dell’autore del reato, ma che “la certezza della pena” vi sia, quando il soggetto è giudicato colpevole, se non altro per rispetto a chi le leggi le rispetta e per chi si adopera per farla rispettare …
Indulto, condono e amnistia, emanati per propaganda politica e per svuotare i carceri sovraffollati sono istituti giuridici in contrasto col principio della certezza del diritto e della certezza della pena.
Detto in altri termini, se una norma penale esiste, essa deve essere rispettata;, a fronte di una sua violazione deve seguire, dopo un giusto procedimento giudiziario effettuato nel rispetto della persona e del contraddittorio, l'applicazione della sanzione che la norma stessa ha stabilito per la sua violazione, qualunque essa sia, pena principale o sanzione sostitutiva.
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In risposta a: Via Ponte di Monsummano, una strada dimenticata. del 12/2/2015 - 13:38
Sempre più soli.
AUTORE: Roberto Ruggeri
email: [protetta]

9/4/2015 - 12:56

Dopo aver inviato a tutti gli uffici di Comune, Provincia e Prefettura una lettera di segnalazione del problema, il Prefetto in persona l'ha inoltrata per competenza diretta e in via ufficiale agli uffici preposti del Comune, che dopo un po' risponde al Prefetto e a me con due comunicazioni "ufficiali" con le quali, in sintesi, scaricano barile e si lavano le mani riguardo la questione.

Questa è stata la mia risposta:

Gentili Signori,
ringraziandoVi per la risposta di cui agli allegati, voglio darVi brevemente la mia personale, per quanto anche inequivocabilmente obiettiva, riassuntiva interpretazione di quanto in essi riportato:

"Siamo perfettamente al corrente del problema, ma i cittadini tutti della Valdinievole hanno la piena facoltà di percorrere la Strada Provinciale in oggetto alla velocità che più loro aggrada, in barba al codice della strada, al senso del civico rispetto verso i cittadini e le istituzioni, a discapito della vostra stessa sicurezza, che giustamente viene dopo il rispetto di norme prolisse e contraddittorie le quali lasciano piena libertà all'automobilista di compiere ogni sorta di reato stradale. La invitiamo dunque a restare chiuso in casa e non disturbare in alcun modo il transito degli autoveicoli e dei mezzi pesanti nello svolgimento del loro servizio, soprattutto se viaggianti a velocità superiori a 90 km/h. La ringraziamo per averci segnalato la questione, ci impegneremo perché non cambi una virgola allo stato attuale dei fatti."

Voglio porgerVi i miei più cordiali saluti, nel caso non potessi più aver modo di contattarVi, dovessi a breve essere schiacciato da un Tir mentre scarico la spesa, pur continuando a sperare che non succeda qualcosa di veramente grave a nessuno e che qualche anima responsabile, colta da improvviso senso civico, consideri l'eventualità di fare qualcosa per cambiare una situazione che non nuoce soltanto a noi quali cittadini, ma anche alla Vostra immagine di istituzioni investite del potere e del dovere di tutelare e far rispettare la legge e il bene comune, a meno che non sia di Vostro gradimento essere costantemente presi sotto gamba da migliaia di automobilisti incoscienti e completamente irrispettosi della legge, oltre che di ogni norma del buon comportamento, sicuramente ai danni della credibilità di codesta Amministrazione.

Cordialmente, Roberto Ruggeri
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In risposta a: del
Attenzione
AUTORE: Un lettore
email: -

7/4/2015 - 19:57

Ho trovato su internet, in alcuni siti di lingua inglese, collegati a varie parti del mondo, alcune notizie riguardanti una nuova sostanza in circolazione. In particolare si tratterebbe di una sostanza ad alto contenuto di metalli disciolti, proveniente dai paesi dell'est, simile al polonio, e che provocherebbe tutta una serie di danni fisici con il passare del tempo.
A differenza del polonio che uccide nel giro di 3-4 giorni questo nuovo veleno - secondo quanto viene scritto - provocherebbe la morte nell'arco di 10 - 15 anni. Se somministrato a persone giovani fino a 25 anni di età l'effetto sarebbe molto più grave rispetto alla somminisitrazione agli adulti. I sintomi principali sono: lacrimazione all'occhio sinistro dopo i pasti o durante la giornata e in caso di concentrazione molto intensa, poi isolameno sociale, e chiusura rispetto a tutte le relazioni umane. Altro sintono, una specie di di psoriasi molto particolare che appare a chiazze grandi sulla pelle.
Solo dopo un periodo di 10-15 anni in cui il veleno è stato somministrato in modo discontinuo apparirebbero i sintomi più gravi dovuti al danneggiamento del sistema nervoso periferico e centrale, al danneggiamento del midollo spinale, del cervello e cambiamenti nella fluidità del sangue.
Altri sintomi sarebbero: prurito in varie parti del corpo, comparsa di lividi sulla pelle, perdita dei capelli nella parte centrale e superiore sinistra della testa, debolezza delle gengive, e sangue misto a saliva durante gli sforzi fisici, aumento delle ore di sonno notturne, si dorme fino a 10-12 ore, stanchezza cronica e attacchi di riso incontrallato, forti stati d'ansia anche dopo l'assunzione di modiche quantità di alcol. Impossibilità di fissare un punto fermo con continuità.
La morte sopraggiungerebbe dopo una quindicina di anni. La somministrazione di questa sostanza dovrebbe avvenire per via orale, disciolta nelle bevande, o per endovena. La morte dovrebbe avvenire per arresto cardiaco a causa dell'incapacità di condurre gli umpulsi del sistema nervoso, oppure per emorragia cerebrale, ictus o embolo.
Se il veleno viene somministrato in età più avanzata gli effeti sono più leggeri e si ha perdita di capelli, lacrimazion dall'occhio sinistro e a volte anche un ictus.
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AUTORE: Furio Morucci
email: [protetta]

6/4/2015 - 16:01

La società negli ultimi anni purtroppo ha “prodotto” sempre più povertà; le persone che si avvicinano alla pensione, e gli stessi già pensionati, all’improvviso non valgono più niente, si ritrovano “parcheggiate” nel vuoto assoluto…questo ha causato loro uno schiacciamento inaspettato verso il basso sociale creando disagio diretto ed indiretto…e per indiretto mi riferisco anche alle loro famiglie.

Nel contempo sono nate lodevoli iniziative sociali private volte ad aiuto diretto verso appunto chi da “normale” si è ritrovato “socialmente disagiato”; sono nati ristoranti che offrono cibo, sono nate persone che invitano a collaborazioni straordinarie temporanee per arrotondare…piccole (grandi) cose, utili giustamente all’uomo a protezione della dignità di vita…però purtroppo inevitabilmente “fuori regola”.

Noi italiani siamo un popolo operativo a prima chiamata…cioè…a necessità ci “spendiamo” subito in favore del più debole; l’unica nostra pecca, però, è che non riusciamo a completare appieno l’azione.
Nel nostro modo di fare, perché facciamo, ci dimentichiamo talvolta che esistono delle regole…vero è che talvolta le stesse regole diventano tegole e frenano le iniziative emotive utili…ma le regole ci sono e fino a che non diventano “snelle e veloci”, si devono applicare così come sono.

Un ristoratore che “offre” cibo che una volta cotto farebbe ahimè una brutta fine…la pattumiera…ed è una vergogna…deve per il bene di chi riceve il bellissimo gesto d’aiuto, ed anche per se stesso, informarsi per creare una “filiera sociale” utile ai più deboli, e legale nel rispetto delle stesse regole.
Esiste una norma da applicare…soprattutto riguardo la donazione di cibo… cioè quella della cessione gratuita di derrate alimentari non più commerciabili, ad Onlus; ai sensi dell’art. 6, comma 15 legge 133/99”.

La Onlus a sua volta dovrà rilasciare una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, con la quale attesti i requisiti richiesti dall’art. 10, (numero 12) del DPR 633/72 e s.m.i. (cioè di essere ONLUS).

Detto ciò…operare in favore di chi non ha…deve comunque essere fatto nella regola stessa per non incorrere in sanzioni che applicate ad un gesto caritatevole diventano alla nostra evidenza, anche immorali; ma visto che si tratta molto spesso di un pasto donato e non con valori superiori a 10.000 euro…basta un semplice documento di trasporto con la dicitura: “prodotti non più commercializzabili per … (MOTIVAZIONE DELLA NON COMMERCIABILITA’) … ceduti gratuitamente a ONLUS ai sensi dell’art. 6, comma 15 legge 133/99”.

Anche riguardo l’impegno sociale per piccoli lavoretti, cercate personalmente le ONLUS…loro stesse provvederanno ad inserire nel contesto lavorativo proposto, le persone che necessitano di un sostentamento e di un coinvolgimento sociale, volto talvolta ad annullare un inevitabile isolamento dell’individuo.

In questo fiume di parole colgo l’occasione per presentare l’Associazione per i Diritti degli Anziani – ADA – che con le sue 125 sedi in Italia giornalmente si occupa delle necessità degli anziani.

L’ADA è a disposizione di tutte quelle persone che vogliono dare una mano ai meno fortunati…andate a visitare il sito www.adanazionale.it e cercate la sede più vicina a voi, contribuirete così ad aiutare e proteggere gli anziani…inoltre, se vi sentite moralmente vicini, comunicate sulla vostra dichiarazione dei redditi il codice per il 5 per mille 03958751004, farete in modo che l’ADA prosegua il suo cammino a fianco degli anziani, consentendole di realizzare sempre più progetti in loro favore.

Aiutare il prossimo è anche aiutare noi stessi…e farlo in maniera certa e corretta…è ancora più importante.
Non abbiate timore ad esporvi, siate da esempio anche per altri, vi sentirete certamente meglio.

Furio Morucci
Presidente Associazione per i diritti degli anziani per la provincia di Pistoia. www.adasedepistoia.it
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In risposta a: Al Signor Roberto, e non solo (2) del 4/4/2015 - 9:25
il dito nella piaga
AUTORE: roberto
email: [protetta]

5/4/2015 - 20:35

L'ordinanze a livello locale ci sono, ma purtroppo svaniscono nel nulla e rimangono nel cassetto. Nessuno le mette in esecuzione e nessuno fa controlli, credo che dovrebbe spettare alla polizia municipale, ma aime': dove sono i vigili' a voi la risposta. Forse necessita un vero cambiamento in queste strutture, oramai arcaiche di mentalita', non vicine al cittadino, ma troppo legate alle scartoffie
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In risposta a: Non ci sono solo sentieri! del 1/4/2015 - 20:41
Al Signor Roberto, e non solo (2)
AUTORE: CAI pescia e Valdinievole
email: [protetta]

4/4/2015 - 9:25

Grazie, Signor Roberto, per il Suo apprezzamento. Come ha potuto leggere nel nostro testo, anche noi deprechiamo l'abbandono dei terreni su i quali,
citiamo le nostre parole, "... l'infoltimento della flora selvatica
riportandola a tempi arcaici. Però, mentre su quest'ultimo aspetto non
possiamo fare niente, ..". Infatti la gestione dei terreni, privati e
pubblici, attiene ai vari proprietari ed al massimo le autorità pubbliche
possono emanare ordinanze perché i proprietari facciano pulizia. Sta a
noi Cittadini fare pressione sul potere pubblico a che sia posta maggior
attenzione alla cura dei terreni e della flora e l'assicuriamo che il CAI
non predica soltanto ma, nei limiti del fattibile, fa pressione ed anche
collabora con i vari Comuni ed altre Autorità per ottenere quanto da Lei, da
noi, dal vasto pubblico é auspicato. Prova ne sia l'intervento della Presidenza Generale
del CAI presso l'allora sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei
Ministri, on. Del Rio, che ha trovato piena corrispondenza da parte del
governo nel documento della sintesi di azione governativa.
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In risposta a: Al Signor Roberto, e non solo del 27/3/2015 - 11:39
Non ci sono solo sentieri!
AUTORE: roberto
email: [protetta]

1/4/2015 - 20:41

Quello che fa il Cai è lodevole, nessuno lo nega, ma oltre ai sentieri intorno ci sono tante altri terreni che sono nello stato di abbandono piu' profondo, certamente il Cai non lo puo' negare: Oltre ai terreni ci sono ruscelli che d'inverno irrompono perche' non ripuliti e che contribuiscono a far straripare i grandi portatori di acqua. A questo i cittadini sono inermi
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In risposta a: tutti comuni sono nelle solite condizioni del 25/3/2015 - 19:31
Al Signor Roberto, e non solo
AUTORE: Club Alpino Italiana
email: [protetta]

27/3/2015 - 11:39

L'articolo del signor Roberto offre lo spunto per illustrare un'attività del
CAI (Club Alpini Italiano) almeno nella sua compagine Valdinievolina.

Da tempo nostri soci si sono offerti volontari e portano avanti opere di
pulizia dei sentieri che percorrono le nostre colline, i nostri monti. Ad
esempio il sentiero che da Calamari sale a Vellano e fino Macchino; quello
che da Croce a Veglia sale a Lucchio; il percorso che congiunge Aramo, nelle
sue due diramazioni, al Mulino Monti; quelli che congiungono il ponte di
Sorana con Sorana e il ponte di Castelvecchio con l'omonimo paese, oltre ad
altri.
Certo che i tempi correnti con l'abbandono della pastorizia, delle culture
su terreni impervi, a volte purtroppo anche quelle su parcelle del tutto
accessibili, hanno causato l'infoltimento della flora selvatica riportandola
a tempi arcaici. Però, mentre su quest'ultimo aspetto non possiamo fare
niente, assicuriamo tutti gli amanti della Natura, tutti coloro che a piedi
o mountainbike desiderano percorrere in su e giù le nostre colline che
l'attività del CAI è sensibile, e molto, anche a questo.
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In risposta a: Responsabilità in solido del 18/3/2015 - 14:39
tutti comuni sono nelle solite condizioni
AUTORE: ROBERTO
email: [protetta]

25/3/2015 - 19:31

SE VENITE NELLE COLLINE PESCIATINE, LO STATO DI ABBANDONO è NOTEVOLE, TANTO CHE NESSUNO PUO' IMMERGERSI NELLE SELVE, FORSE NEMMENO I CINGHIALI.
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In risposta a: del
Scarpinata a Montecatini Alto
AUTORE: Roberto Ferroni
email: -

20/3/2015 - 14:40

Egregio Signor Sindaco,

Non sono montecatinese, per la verità neppure valdinievolino, ma vivo in un
paese della valle da circa 18 anni e quindi consapevole del valore turistico
che la Sua Città ricopre, per se stessa e per l'intera zona.

Ebbene, ieri con un gruppetto di amici ci siamo fatti una scarpinata dalla
base della funivia a Montecatini alto. Funicolare; ci volle un ano per
costruirla, sono due anni che è in manutenzione/riparazione e, pur non
essendo del ramo, direi che la progettata riapertura nel mese di aprile
potrà anche essere, tutto dipende in quale anno.

Ma il vero scempio è la strada che dalla piazzetta di partenza arriva a M.A.
Fondo disastrato, invasa dalla flora selvatica, buche e canali scavati dalle
piogge così che anche solo camminare, almeno per chi non è uso ai sentieri
delle nostre colline, diventa un rischio. Per non parlare della frana,
apparentemente di vecchia data, che,
quasi in cima, ha ostruito il camminamento. Al ritorno siamo scesi per
l'acciottolata che finisce nei pressi della Casina Rossa, ed anche qui
completa desolazione, quasi fosse la strada dantesca di ingresso
all'inferno.

La conclusione è ovvia, cosa penseranno e diranno i turisti che cercano
nell'oasi decantata dal Maestro Verdi, visitata suo tempo da magnati e
regnanti, centro d'eccellenza conosciuto nel mondo ? Tralascio la polemica
della pluriennale diatriba sulle Terme, la loro gestione, il loro
"salvataggio". Certo che contornandole di simili percorsi avventura da Isola
dei Famigerati il risultato non è pessimo, è deprimente. Non ho fatto alcuna
foto, certo che chiederà maggiori evidenze all'Assessore responsabile; solo
la prego di non annichilirsi quando le vedrà.

Cordialmente

Roberto Ferroni
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In risposta a: Contribuente o mutuato calamità naturali del 14/3/2015 - 11:13
Responsabilità in solido
AUTORE: Alessandro
email: [protetta]

18/3/2015 - 14:39

Se fossimo un paese 'normale' ai proprietari di piantumazioni o di terreni tenuti in carttivo stato dovrebbe arrivare una ordinanza diretta e contingibilmente anche urgente per effetuarne lo spiantamento, la potatura o la ripulitura (nel caso dei terreni), purtroppo per immobilismo, normanativo, e proprio dei funzionari che dovrebbero essere deputati a questo imporante capitolo che potrebbe causare notevoli inconvenienti (quando non ci scappa il morto), siamo affidati alla volontà del cosiddetto Ns. Signore.
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AUTORE: Montecatinese
email: -

14/3/2015 - 11:13

Domando a qualcuno ferrato in materia se l'albero o gli alberi,di proprietà privata, caduti sul suolo pubblico(strade) siano o meno a carico del pantalone contribuente montecatinese sia nel taglio che nell'asportazione dal luogo di caduta.
L'interpretazione dovrebbe una sola e cioè ,oltre alle spese sostenute ,il proprietario potrebbe essere denunciato dal comune per scarsa manutenzione della sua vegetazione,o sbaglio?
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AUTORE: Lelio Cassettari
email: [protetta]

13/3/2015 - 17:04

Il sistema sanzionatorio, disciplinato dal diritto penale, sta passando un momento di crisi, dovuta proprio alla mancanza di effettività della pena. Se certezza della pena significa “previsione per un determinato reato di una sanzione che sarà inflitta a chi ha commesso quel reato e che egli la eseguirà in quantità e qualità stabiliti dal giudice”, non si può dire che nel sistema sanzionatorio attuale ci sia certezza.

Tanta incertezza è dovuta anche al giusto principio che le pene, secondo il dettato costituzionale, devono tendere alla rieducazione del condannato. Ed è’ proprio al fine di perseguire la finalità rieducativa che il sistema sanzionatorio, soprattutto nella fase esecutiva, è così flessibile

Lo scostamento tra pena in astratto e pena inflitta è dovuto sia all’esistenza dell’istituto della sospensione condizionale della pena, sia alla valutazione discrezionale che il giudice darà alle circostanze del reato, sia alla scelta del rito processuale.

Emerge la tendenza del giudice di cognizione di infliggere, attraverso un utilizzo smodato della concessione delle cd. attenuanti generiche, una pena vicina al minimo edittale: fanno eccezione a questa prassi i casi che catturano l’interesse dell’opinione pubblica ed il desiderio di punizione della società. Comunque la magistratura deve irrogare la pena nei parametri dettati dal Codice, dalla giurisprudenza, dalla più esatta possibile interpretazione delle varie norme.

La mancanza di corrispondenza tra pena inflitta e pena eseguita è invece dovuta al fatto che il nostro ordinamento consente che la magistratura di sorveglianza modifichi il regime esecutivo a seconda dei progressi socializzativi del soggetto: un condannato ad una pena detentiva potrà quindi scontare una parte residua di pena sotto forma di una misura alternativa, quale affidamento in prova al servizio sociale, detenzione domiciliare, semilibertà.

Riepilogando, la commisurazione della pena inflitta per un determinato reato può variare molto da caso a caso e da soggetto a soggetto, poiché il giudice gode di un ampio potere discrezionale nel determinare la misura e la tipologia di pena da infliggere nel caso concreto. Inoltre, per l’esecuzione della sanzione, gli organi della magistratura di sorveglianza hanno sia il potere di mutare il tipo di sanzione, sia il potere di diminuirne la durata, con la conseguenza che la pena eseguita si rivela più breve di quella inflitta dal giudice.

In aggiunta, il codice di procedura penale del 1989 ha introdotto la possibilità che l’imputato sia giudicato secondo riti alternativi al giudizio ordinario, i quali sono diretti ad evitare il dibattimento (applicazione della pena su richiesta delle parti, giudizio abbreviato ed procedimento per decreto), oppure escludono l’udienza preliminare anticipando il dibattimento stesso, vale a dire il giudizio direttissimo ed il giudizio immediato. I riti nei quali vi è rinuncia al dibattimento comportano una riduzione di pena.

Tutto ciò premesso, e ribadito il concetto di rieducazione/risocializzazione del condannato che la sanzione deve supportare, viene da chiedersi PERCHÉ poi devono essere ANCHE promossi indulti e “decreti svuota-carceri” vari, quali provvedimenti per far diminuire la popolazione carceraria, in considerazione del sovraffollamento degli istituti di pena e della cronica carenza di organico della Polizia penitenziaria. Oramai siamo arrivati alla fase di un indulto continuo, con una situazione che manifesta l'assoluta inutilità della risposta dello Stato e la vanificazione degli sforzi della magistratura e delle Forze di polizia.

Sembra il solito sistema all’italiana per risolvere gli effetti provocati dalle cause suddette, senza però riuscire ad eliminare le cause stesse! Non sarebbe più efficace e “politicamente corretto” pensare a nuove ed opportune misure alternative, ovvero, se il problema è dovuto a carenze strutturali e logistiche più che a falle nella disciplina legislativa, ampliare i carceri esistenti o costruirne di nuovi? Naturalmente occorre che ci siano le strutture adeguate all’interno del carcere, che mettano i condannati in condizioni civili e che diano loro la possibilità di lavorare, anche al solo fine di mantenersi.

Tutto ciò anche per rispetto a tutti gli onesti cittadini che osservano e rispettano le leggi e la pubblica autorità, oltre che per un segno tangibile di onestà e serietà politica ed istituzionale, perché appare innegabile che quello che viene generalmente percepito dal singolo cittadino è semplicemente che la pena minacciata il più delle volte non diviene effettiva, tanto che chi è condannato alla pena detentiva gode nei fatti di assoluta libertà.

La funzione della pena è quella di riparare, risarcire, risistemare. La pena non deve essere eccezionale, ma deve (dovrebbe) essere quella prevista dai codici e, soprattutto, deve (dovrebbe) essere tempestiva: tutto il processo deve (dovrebbe) essere celere.

Lelio Cassettari
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In risposta a: Autorizzati del 19/2/2015 - 20:46
Autorizzati
AUTORE: Luciana
email: [protetta]

7/3/2015 - 8:37

Credo di essere in ritardo , rispetto agli interventi qui pubblicati. Comunque , avevo parlato con Rucco e la Comamdante vigili una settimana prima del voto amministrativo.Venuti ambedue fisicamente qui al Gallo , risultato :promesse ovviamente non mantenute , ma non son nata ieri. Dal Sindaco , ignora (come sempre) anzi, testuali parole :non è ancora successo nulla !quindi si aspetta il morto. Ho chiesto un appuntamento , di nuovo , ma non è successo nulla .Allora ho contattato Berti dei 5stelle , troverà la delibera , spero ,e poi agirò. Se mi volete contattare , rispondete a questo intervento. Ci sono anche altri autorizzati speciali in via del Gallo , dove ci sono residenti che possono transitare in via del Gallo e altri no (anche se residenti da 40 anni). La questione è anche di principio , nonché di sicurezza .Le tasse le paghiamo come tutti (o quasi tutti)quindi abbiamo diritti.
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In risposta a: del
Situazioni volute
AUTORE: Giovanni Torre
email: -

5/3/2015 - 10:02

Con il forte vento di ieri sera un grosso albero al confine tra via Piemonte e la lottizzazione PEP di via Friuli ha invaso pericolosamente la sede stradale.
Fino qui tutto regolare ma non torna che in 35 anni quelle che erano semplicemente siepi diventino alberi per non avere mai ricevuto alcuna manutenzione, tra breve avremo il bis con i pini italici di circa 30 metri posti sempre in via Piemonte in una villetta disabitata e quindi con vegetazione non curata.
Questi,in caso di caduta,faranno seri danni alle case sottostanti,tutti sono al corrente della situazione ma nessuno si prende cura di provvedere in tal senso, tanto saranno tutti assicurati,comune e privato.
----------------  RISPONDI





In risposta a: rom del 25/2/2015 - 0:02
il timbro
AUTORE: livio
email: -

3/3/2015 - 0:32

Semplice miei cari c'hanno rimbambito con il fantabuonismo radical chic!
E chi dice qualcosa di diverso da questi intellettuali è timbrato come "razzista". Quindi subite e non rompete più di tanto...se no vi timbrano, e sarete populisti razzisti, ignoranti e volgari. Con ciò zitti e state a 90 gradi!
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In risposta a: rom del 25/2/2015 - 0:02
problema centrale
AUTORE: andrea f.
email: -

25/2/2015 - 15:20

Concordo con Lei , il nostro grosso problema , il fattore cruciale attorno al quale ruota la nostra sicurezza , sono i campi rom ! Certo però anche tutte quelle persone abbronzate che sbarcano a Lampedusa ,anche quelle possono crearci dei problemi ! Che dire poi di Romeni è Albanesi , tutti ladri e vagabondi ! Forse sarebbe il caso di istituire un nuovo reato , il reato di Nonitalianità . Arrestiamo e condanniamo i non italiani ! Allora tutto andrebbe a meraviglia , potremmo lasciare le porte di casa aperte , niente più furti , niente prostitute , nessun omicidio , nessun mafioso ! Potremmo anche trasformare le carceri in centri commerciali , tanto non servirebbero più ! Mi scusi , dimenticavo , bisognerebbe anche romperle le relazioni diplomatiche con l'Olanda , prima che ci mandino altre orde di barbari ad ordinare in Piazza di Spagna !
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In risposta a: La legittima difesa durante la rapina del 24/2/2015 - 17:41
rom
AUTORE: vanessa
email: -

25/2/2015 - 0:02

Vorrei aggiungere che i campi Rom e la loro manutenzione sono pagati da noi cittadini, spesso con fondi sottratti all'erogazione di servizi riguardanti scuole, centri di assistenza, aiuti agli anziani, verde pubblico ecc.
Ho lavorato anni fa in un ente di Prato che si occupava dei campi Rom, con la giunta dell'allora sindaco Martini, poi presidente della regione toscana e ora senatore, furono spesi molti soldi per realizzare un campo Rom nei pressi di una zona residenziale (viale della repubblica, viale montegrappa, mezzana).Le assistenti sociali lavorarono molto senza successo per inserire soprattutto i bambini nelle scuole e nella comunità. L'unico risultato fu una continua razzia di oggetti e furti nelle case della città di Prato. Le assistenti sociali si recavano nel campo per controllarne lo stato e si ritrovarono la struttura distrutta, i bagni divelti, la spazzatura ovunque. Tutto questo non fu mai menzionato sui giornali, si doveva fingere che tutto era sotto controllo. Ecco il punto cruciale, lo stato italiano non è in grado di controllare le popolazioni slave che vengono ad aggredirci nel nostro territorio. Un signore anziano, rapinato del borsello da una piccola zingara, le dette una spinta involontaria per difendersi, la ragazza cadde, il complice prese la borsa ma il signore fu condannato. E cosa dobbiamo fare noi inermi cittadini rispettosi della legge? Ho assistito alla tramissione televisiva in cui la propietaria della gioielleria diceva che le forze dell'ordine erano arrivate dopo 57 minuti e se non ci fosse stato il benzinaio eroe forse sarebbero morti tutti, ma tutti in studio insorgevano dicevano che non era vero.Tutti fanno a gara per difendere le minoranza etniche, ma chi difende noi e i nostri figli?
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AUTORE: Lelio Cassettari
email: [protetta]

24/2/2015 - 17:41

Le legittima difesa durante la rapina

Con riferimento alla vicenda ampliamente pubblicizzata sui giornali, che riguarda la rapina ad una gioielleria di Nanto ed al benzinaio che, dopo le fuciliate esplose in aria ha risposto al fuoco che banditi avevano indirizzato verso di lui, vale la pena fare due brevi considerazioni.

Dopo numerosi articoli apparsi nell’immediatezza dell’evento, oggi si legge quanto segue: “Ponte di Nanto (Vicenza), 24 febbraio 2015 - L’enorme cartello esposto sulla vetrina della gioielleria ha il significato di una bandiera bianca di resa: ‘Chiusura definitiva per rapine’. llo hanno consigliato le autorità al proprietario. Troppo pericoloso riaprire, hanno detto, racconta con un filo di voce il benzinaio che lo scorso 4 febbraio ha ucciso con cinque colpi di fucile un rapinatore armato di kalashnikov, che con alcuni complici aveva dato l’assalto proprio a quella gioielleria, attigua al suo distributore di benzina. Ma l’amarezza è tanta. Se lo Stato arriva a suggerire a una persona che fa onestamente il proprio lavoro di chiudere la sua attività perché non riesce a garantirgli adeguata protezione, vuol dire che la dà vinta ai delinquenti. Ieri sera la paura è aumentata: mentre il gioielliere partecipava a una trasmissione televisiva, qualcuno ha suonato alla sua porta e ha lasciato sullo zerbino una lettera con due proiettili per arma corta. Il benzinaio è indagato per eccesso colposo di legittima difesa dopo la morte del 41enne rom, al quale ha sparato col suo fucile. Per la gente comune è un eroe, anche se lui rifiuta tale etichetta. È stata aperta una sottoscrizione per pagargli le spese legali che dovrà sostenere. Senza volerlo il benzinaio è assurto a simbolo di una comunità vessata dalla criminalità, da una violenza quotidiana sempre più radicata e capillare”.

Premesso che l’iter giuridico sulla vicenda seguirà il suo corso legale e l’autorità giudiziaria stabilirà se sussista o meno l’eccesso di legittima difesa, senza voler sostenere la “giustizia fai da te”, oppure la nostra “americanizzazione” e bramosia di aggressività/vendetta di “pistoleri” verso colui che delinque e minaccia ingiustamente, oppure, ancor peggio, che vuol rapinare od usare violenza, ritengo che si possa affermare che il benzinaio ha agito senza oltrepassare i limiti di legge e nel rispetto delle norme.

Uno dei rapinatori era in procinto di sparargli con un kalashmikov: lui ha risposto al fuoco per legittima difesa, indipendentemente che abbia mirato alle gambe od altrove.

L’avviso di garanzia è un “atto dovuto”, secondo le norme del nostro codice di procedura penale.

Il codice penale sancisce che “non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale di una offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa”.

La scriminante in questione vige per confermare il principio di autotutela privata, consentita dall’ordinamento, nei casi in cui, in presenza di un’aggressione contro beni individuali, l’intervento pubblico non possa essere tempestivo e dunque efficace.

Da notare che soggetto passivo dell’offesa può essere non solo l’autore della reazione difensiva, ma anche un terzo, ed in questo caso ricorre la figura del soccorso difensivo; perché sussista la legittima difesa non occorre che la situazione aggressiva si sia interamente realizzata, ma basta l’elevata probabilità della realizzazione dell’evento lesivo.

In aggiunta, con la legge 59/2006 è stato previsto che nei casi di violazione di domicilio (che nella fattispecie comprende anche attività commerciali, professionali e imprenditoriali) sussiste il rapporto di proporzione previsto per la legittima difesa stessa, se taluno legittimamente presente in uno dei luoghi indicati usa un’arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo al fine di difendere la propria o l’altrui incolumità, oppure i beni propri o altrui quando non vi è desistenza e vi è pericolo di aggressione.

Nel caso in questione, pare che l’offesa ingiusta prevista dalla norma ci sia tutta: il soggetto caduto stava compiendo una rapina! E sembra anche che la difesa fosse proporzionata all’offesa: il benzinaio è stato preso bersagliato con raffiche di mitra! Ancora, sussiste pure la necessità di difendere un pericolo: mi sembra che si tale la rappresentazione dei banditi armati che stanno perpetrando una rapina a beni altrui e ti sparano addosso!!

Ricordiamo, infine, che in questo particolare momento storico il cittadino è esasperato dai continui reati predatori e si sente minacciato da chi non ha niente da perdere e delinque impunemente, anche grazie alle varie parti politiche che hanno approvato ben quattro indulti, decreti svuotacarceri e sconti di pena vari a chi era già stato condannato con sentenza passata in giudicato.

Altro e diverso capitolo è quello rappresentato dall’ uso legittimo delle armi o di un altro mezzo di coazione fisica, previsto dal pubblico ufficiale che ne abbia, per legge, la disponibilità e vi sia costretto dalla necessità di respingere una violenza o di vincere una resistenza all'Autorità e comunque di impedire la consumazione dei delitti particolarmente gravi (strage, disastro aviatorio e/o ferroviario, omicidio volontario, rapina a mano armata, e sequestro di persona, ecc.), ma questa è un’altra storia.

Lelio Cassettari
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In risposta a: chi può? del 22/2/2015 - 12:38
Isola relax
AUTORE: Giovanni torre
email: -

23/2/2015 - 8:59

Giri la domanda, prima di passarci, a chi di dovere,io non ho parlato di taxi ma di autoveicoli privati che ci transitano comunque per risparmiare 10 centesimi di carburante mettendo a rischio la propria e l'altrui vita anche assicurativamente pagheranno di tasca propria per questo tipo di divieto.
A naso credo che gli autorizzati siano le categorie dei pompieri,forze dell'ordine,ambulanze,nettezza urbana e forse residenti che hanno richiesto e ottenuto questa "isola relax"a due passi dalla Firenze-Mare.
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In risposta a: Dimenticati del 13/2/2015 - 17:27
QUESTA VOLTA VINCIAMO NOI!
AUTORE: Roberto
email: [protetta]

22/2/2015 - 18:37

Ciao Filo, mi fa piacere (e comunque ne ero sicuro) che non siamo soli nel condurre questa piccola battaglia, noi ci stiamo già muovendo e personalmente rappresento già una decine di persone il cui interesse è quello di non lasciare che anche questa volta la questione venga ignorata, intendo infatti "tormentare" chi di dovere al fine di ottenere la giustizia che ci meritiamo, anche perché, onestamente, quel limite di 60 km/h mi sembra quasi una presa in giro! In proposito ho già scritto una email collettiva ad una ventina di uffici di Provincia, Prefettura, Comune e Polizia Municipale allegandovi una lettera ufficiale di richiesta, e oggi ho finito di montare un breve video che in soli tre minuti penso riesca a riassumere la situazione in modo efficace! (http://youtu.be/SfVxlmildPM) Se siete con noi, siete i benvenuti, uniti sicuramente abbiamo più possibilità! Anzi, se volete vi aspettiamo per un caffè! :)
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In risposta a: Autorizzati del 19/2/2015 - 20:46
chi può?
AUTORE: autista
email: -

22/2/2015 - 12:38

ma chi sarebbero questi autorizzati?io con il taxi ci passo spesso direz.rotonda-via del gallo,noi ci rientriamo in quelli autorizzati?
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In risposta a: una lotteria del 18/2/2015 - 19:09
Autorizzati
AUTORE: Giovanni Torre
email: -

19/2/2015 - 20:46

Caro Sig.Andrea io che abito da quelle parti le posso assicurare ,foto alla mano,che tanti ma tanti autoveicoli transitano impuniti contro mano (senso unico)nel tratto rotonda camporcioni-via del gallo apert solo agli AUTORIZZATI,mi piacerebbe conoscere quanti sarebbero questi privilegiati!
Per ora,viva Dio, non è successo niente ma chi vivrà vedrà.
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In risposta a: del
una lotteria
AUTORE: andrea f.
email: -

18/2/2015 - 19:09

Avete mai provato ad avventurarvi a piedi lungo Via del Gallo e poi dover attraversare la rotonda di Via Camporcioni ? Una lotteria ! Non esiste un passaggio pedonale , le auto abbondano la rotonda a velocità elevate ed il flusso di traffico è costante .Un pedone deve stare allerta , dotarsi di scarpe veloci e tentare il " guado " fra una macchina è l'altra . Possibile che nessun Amministratore abbia mai notato la cosa ? Aspettiamo la disgrazia per poi esercitare l'italico sport dello scaricabarile ?
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