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Valdinievole OGGI
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Partiamo dalla rivista La difesa della razza nata a seguito delle leggi sulla difesa della razza del 1938.
Il fondatore e direttore era l ideologo Telesio Interlandi.

Giorgio Almirante , delfino .....
CALCIO

Pubblichiamo l'organigramma ufficiale 2021/2022 del Montecatinimurialdo e un'intervista al direttore generale biancoceleste Sauro Gigli.

PODISMO

Sabato prossimo  si disputerà la prima  manifestazione denominata <<International Golden Cup Nord Walking>>. Domenica sempre al Ciclodromo Martini si disputerà il <<G.P. Run>>.

BASKET

Montecatini Terme Valdinievole Basket è lieta di annunciare che, visto l'interesse dimostrato sin qui, è stato deciso il prolungamento della campagna abbonamenti per la stagione di Serie C Gold 2021-22.

CALCIO A 5

È iniziato, finalmente, il campionato di Serie C2 regionale, dopo quasi due anni di stop della categoria a causa del Covid, ed è iniziato con un pareggio per 3-3 contro i 29 Martiri di Figline, una delle tante società pratesi presente nel Girone B dei biancorossi.

BASKET

La Gioielleria Mancini soffre a Castelfranco ma riporta a casa i due punti che, complice gli stop di Valdicornia e Fides Livorno, valgono il primato in classifica in solitario dopo solo tre giornate.

BASKET

Synergy Valdarno – Herons Basket Montecatini 59-72
(18-15, 34-44, 45-60)

RALLY

É esaltante, il resoconto redatto da Jolly Racing Team a conclusione del Trofeo Maremma.

BASKET

Terza vittoria consecutiva per la Gema Montecatini che non ha difficoltà contro il Cus Pisa.

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Consigli di lettura di Maria Valentina Luccioli.

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Consigli di lettura di Ilaria Cecchi.

Erano pochi, erano violenti,
gridavano “boia chi molla”, .....
VALDINIEVOLE STORICA
di Giancarlo Fioretti

Viene considerato uno degli esponenti più significativi della Scuola Pistoiese.

VALDINIEVOLE STORICA
di Giancarlo Fioretti

La parabola umana e artistica di Leda Rafanelli abbraccia tutto il Novecento.

cerco bilocale affitto 300 o 350 euro zona Pescia, grazie arredato. .....
cerco casa in affitto euro 300 350 al mese
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AUTORE: Giancarlo Fioretti
email: [protetta]

7/3/2021 - 14:42

Nella sua opera La Politica il filosofo greco Aristotele sosteneva che l' uomo è un animale sociale. Sono passati circa ventiquattro secoli da questa affermazione, ma l' uomo non ha perso questa sua caratteristica alla socialità, malgrado guerre, massacri e....pandemie.
Per questo stupisce ( e non poco ) la mossa del sindaco di Montecatini Terme Luca Baroncini che, in questa domenica di zona rossa, ha deciso di ....non decidere. Con un comunicato-stampa ( peraltro non diffuso in materia uniforme..), il primo cittadino ha annunciato che la Pineta resterà aperta e fruibile a tutti, auspicando un comportamento 'civile e rispettoso' da parte di chi vi si recherà a passare qualche ora di svago.
Ora, esperienza ci insegna ( ed anche Aristotele..) che l' essere umano tende naturalmente ad aggregarsi. E, per questo, siamo pronti a scommettere che oggi gli assembramenti in Pineta non mancheranno. Di giovani e meno giovani.
E siamo altresì pronti a scommettere che, già da domani, gli ultras delle chiusure ( i nostalgici del Conte bis, per intenderci..) saranno in prima fila, beceri come non mai, a chiedere il pugno di ferro. Un pugno che, per forza di cose, andrebbe a colpire un'economia prossima al collasso in una città, come la nostra, reduce da anni ed anni di vacche magre.
Stupisce, altresì, la giustificazione addotta da Baroncini per vestire i panni del novello Ponzio Pilato: la cronica carenza di organico rispetto al numero degli abitanti.
Ora, faccio garbatamente notare che, i programmi elettorali della Destra prevedevano un sostanziale aumento del numero degli agenti della Polizia Municipale.
Che poi, puntualmente, non si è verificato.
Faccio inoltre notare che i programmi elettorali della Destra prevedevano un controllo capillare del territorio.
Ecco, proprio ieri, sia al parcheggio San Marco ( quello vicino alla Asl ) che a quello Marconi ( poco sopra..) stazionavano degli energici giovanotti africani che, con 'insistenza' chiedevano agli automobilisti un 'contributo' per la sosta.
Il punto, quindi, non è la chiusura o meno della Pineta.
Il punto è che Baroncini non perde occasione per non-decidere, per astenersi da ogni scelta, a costo di far perdere alla città opportunità importanti.
Il punto è che Baroncini pensa ancora di poter governare cavalcando l'onda del pensiero unico che lo ha portato ad asfaltare un PD che, nelle ultime amministrative, avrebbe perso in ogni caso.
Il punto è che Baroncini pensa che gli elettori continueranno a perdonargli le molte promesse elettorali non mantenute. Mentre, in un paese democratico, gli elettori hanno memoria d' elefante.
La mancata chiusura della Pineta è insomma un segno di debolezza ed un sintomo di ingenuità politica.
Un candore che il sindaco di una città come Montecatini non può assolutamente permettersi.
Giancarlo Fioretti
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In risposta a: I seminatori d'odio del 6/3/2021 - 17:26
Terrazzini
AUTORE: giuseppe.garibaldi@hotmail.com
email: -

7/3/2021 - 9:37

Gentile signor Fioretti , leggo con attenzione il suo pezzo e lo trovo sinceramente disgustoso .

Per prima cosa lei parla di proiettili , mentre la stampa ha riportato trattarsi di bossoli .

Detto questo , il parallelismo con gli anni di piombo e l'uccisione del commissario Calabresi , lo definirei delirante.

Il suo parallelismo è come se la seconda guerra mondiale potesse paragonarsi alla
Batracomiomachia leopardiana che tutti i liceali hanno dovuto pronunciare come scioglilingua.

Concludo con un giudizio su lei e su Renzi , quale si potrebbe pronunciare fra amici del bar :

Siete tutti e due di fuori come i terrazzini.

Naturalmente non mi associo a detti giudizi , anche perché , come Flaiano avrebbe detto ." la cosa è grave ma non seria."
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In risposta a: Sintetico e veritiero del 4/3/2021 - 17:22
Povero Palazzeschi censurato
AUTORE: bastian contrario
email: -

7/3/2021 - 9:25

peccato

E' sparito il mio Palazzeschi che forse è l'unica cosa seria di questo blog.

Peccato che un po' di cultura resti indietro rispetto alle esternazioni del fiorino .

Ce ne faremo una ragione
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In risposta a: I seminatori d'odio del 6/3/2021 - 17:26
Signor Fioretti , la prego
AUTORE: vincenzo
email: -

7/3/2021 - 9:21

Leggo l'incipit del suo intervento . SIAMO ALLE SOLITE
Non ho cuore né tempo di leggere il resto , perché francamente Ella mi diverte ma mi annoia . Quando vedo un suo pezzo vengo preso da un attacco di narcolessia acuta.

Se Ella avesse la voglia di perdere cinque minuti per visitare qualsiasi tiro a segno ufficiale , di quelli che volle con una legge ad hoc il Senatore Giuseppe Garibaldi , di bossoli ne farebbe un paniere .

Qualsiasi imbecille dispone poi dell'euro per affrancare la busta .

Per l'indirizzo non ci son problemi .

Ed Ella , signor Fiorini , nella Sua insensata incensazione del nostro ambasciatore Renzo alla corte di un presunto squartatore di giornalisti , ella paragona l'episodio all'uccisione del Commissario Calabresi .

La faccia finita .

Il Renzi è quanto di peggio ha partorito il sistema politico italiano .

Il suo iter politico è stato pervaso da un Ego fuori misura e costellato da errori macroscopici .

Il suo Renzo , totalmente diverso da quello manzoniano , è uno sfasciacarrozze a tempo pieno che rincorre con astio tutto e tutti .

Qualcuno , di quelli cattivissimi , è arrivato a ipotizzare che l'euro della spedizione sia un buon investimento e in line con la politica del Nostro .

Non vero , ma plausibile ?

Si dia pace , signor Fiorini , il Renzi ha fatto danno , ma non raccoglierà nessun utile .
Gente di questo tipo non serve a niente ed a nessuno .
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In risposta a: del
I seminatori d'odio
AUTORE: Giancarlo Fioretti
email: -

6/3/2021 - 17:26

La notizia dei due proiettili di pistola recapitati a Matteo Renzi direttamente a Palazzo Madama, sede del Senato, è di quelle che fanno riflettere. Più che altro per l' inquietante analogia con una simile campagna di odio che, cinquant'anni or sono, colpì un altro difensore delle Istituzioni: il Commissario Luigi Calabresi.
La somiglianza fra queste due oscene macchinazioni sta in chi ha provveduto ad orchestrale: la stampa.
A creare intorno al Commissario Calabresi un clima di sospetto prima e di odio poi fu il quotidiano Lotta Continua, allora molto diffuso fra gli ambienti della Sinistra alternativa.
Oggi, ad aver avvolto l'azione politica di Matteo Renzi in un alone di autentico disprezzo, è stato Il Fatto Quotidiano.
Guarda caso, organo di quella sinistra forcaiola e non propositiva che affonda parte delle sue radici nel clima di odio tipico degli anni Settanta.
Evidentemente, sono cambiati gli orchestrali ma la musica è sempre la stessa.
In Italia insomma chi si adopera per la Giustizia ( come Calabresi ) o chi lotta per le Riforme ( come Matteo Renzi), viene etichettato da certa Sinistra come un 'nemico del Popolo'. E come tale va trattato...
I nostri Anni di Piombo sono purtroppo prodighi di riformisti e difensori dello Stato uccisi barbaramente da questo o quel gruppo terroristico.
E sono purtroppo prodighi anche di giornalisti che non hanno saputo o voluto opporsi a questa spirale di odio.
In un Paese civile, i seggi elettorali sono le palestre della Democrazia e le matite copiative ( quelle che servono per votare..) sono le uniche armi ammesse.
Chi proprio non sopporta le idee del senatore Renzi, non deve far altro che indirizzare il suo consenso altrove.
Punto e basta.
Chi vuol criticarlo a mezzo stampa, lo faccia. Ma non ingeneri un clima di odio che, purtroppo, l'Italia ha già conosciuto.
Giancarlo Fioretti
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In risposta a: Sintetico e veritiero del 4/3/2021 - 17:22
arridagli !
AUTORE: vincenzo
email: -

6/3/2021 - 11:01

Il signor Fioretti , renziano di ferro , sembra godere di una considerazione sconfinata presso questo blog .

Per lui , la ricerca di rivalatazione del "Bollito" Renzi , in forma diretta o indiretta è una missione .

Se solo il foglio parrocchiale in un paese della remota Africa nera , parla del grande Renzi , per il Fioretti è Natale e Pasqua .

Non una parola da parte del signor Fioretti , del Renzi bollito conferenziere a pagamento presso un presunto squartatore di giornalisti .

Dobbiamo credere alle parole che si leggono di esaltazione da parte del Nostro autoescluso e pluridimissiionario dalla politica (ma quando) circa il trattamento dei lavoratori , definito INVIDIABILE in un paese che dei giornalisti , delle donne ed altro sembrerebbe fare strame ?

E il signor Fioretti polemizza con un paio di cattedratici , che profferiscono contumelie insulse nel confronti delle donne .

Parlando poi di rispetto per le donne , politiche o massaie , da parte di noi maschietti , vale il Vangelo della moglie infedele, con le attenzioni alle pietre ..

I Fioretti vorrebbero riflettere e magari anche farla finita , tanto il renzismmo ha già distrutto tutto quello che poteva essere distrutto senza speranza di un mondo nuovo se non alleandosi con gli assassini .
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In risposta a: Cattivi maestri del 4/3/2021 - 14:47
Sintetico e veritiero
AUTORE: MARCO R.
email: -

4/3/2021 - 17:22

Che dire questo articolo è scritto molto bene, racconta la verità.
Vogliamo altri articoli così.
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In risposta a: del
Cattivi maestri
AUTORE: Giancarlo Fioretti
email: -

4/3/2021 - 14:47

" Una volta le donne in difficoltà finivano col prostituirsi. Oggi fanno scelte ancora più umilianti: diventano renziane ".
Questa vomitata d'odio, questo concentrato di stupidità, questa prova di aver consegnato il cervello all'ammasso viene da un docente italiano, il professor Massimo Minelli, docente, beato lui, all' Università di Jena, in Germania.
Beato lui, poiché ricopre un posto di prestigio in un ateneo tedesco dalle grandi tradizioni. E beati noi ( ci consenta, prof....) per non averlo più fra i piedi. Sì, e lo dico di cuore, di certi personaggi l' Italia non ha veramente bisogno. Soprattutto in un periodo difficile e particolare come questo, con la povertà assoluta arrivata a livelli record e la tanto agognata normalità ancora lontanissima da raggiungere.
Auguro quindi al Professor Minelli di radicarsi definitivamente nella terra di Goethe. Evidentemente, a quelle latitudini, le donne 'in difficoltà' fanno scelte a lui più gradite, andando davvero a popolare i bordelli di Amburgo.
Dove, peraltro, il mestiere più antico del mondo è legale.
Per non sentirsi solo, e per poter scambiare qualche interessante chiacchera con un suo pari-cervello, auguro al professor Minelli che anche il suo collega Giovanni Gozzini, dell' Università di Siena, faccia una scelta analoga, scegliendo di trapiantarsi per i prossimi 150 anni nell' amena e ridente cittadina di Jena ( il nome, dice tutto..).
Il professor Gozzini, giova ricordarlo, è quel docente universitario che, giorni fa, ha definito Giorgia Meloni una " pescivendola, una scrofa ed una vacca".
Certe offese, stupide e gratuite, sono sempre aberranti. Soprattutto se le destinatarie sono due donne, come la senatrice Teresa Bellanova e l' onorevole Giorgia Meloni.
Sono offese ancora più terrificanti ( ed imperdonabili) se vengono da due docenti universitari chiamati a formare le generazioni future.
Denotano, peraltro, il grande conformismo del mondo culturale italiano, sempre pronto a puntellare lo status quo e sempre acido verso chi non si allinea. Verso chi dice no.
Matteo Renzi e Giorgia Meloni appartengono a due Partiti con diversa storia ed ideologia.
Entrambi sono però accomunati dall' essere dei ' battitori liberi' della politica italiana. Renzi nel campo Riformista, Giorgia Meloni in quello sovranista.
Per questo certi ....professori gli si scagliano contro.
Loro sì che vorrebbero una società 'allineata e coperta'. Come i più grandi dittatori del Novecento.
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In risposta a: La privacy e il passaporto del 3/3/2021 - 17:10
Risparmiaci
AUTORE: carlo dadone
email: -

3/3/2021 - 19:27

La Russia ? La prima riga è un programma-

Dovrei espatriare in un paese che al momento chiede tampone prima della partenza e quindici giorni in un locale a discrezione della polizia all'arrivo (con relative spese) , ma che in alternativa chiederebbe la sicurezza .


La sicurezza potrebbe essere solo garantita da un atto certo di immunizzazione.

Questo per taluni costituisce limite alla libertà .


Io dico che questa gentaglia vuole avere il diritto di uccidermi in nome della libertà.

Chi non capisce questo è "inadeguato" al momento .

Gli epiteti che occorrerebbero nei loro confronti li lascio nella mmia tastiera ed alla fantasia di chi legge .
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In risposta a: del
La privacy e il passaporto
AUTORE: Giancarlo Fioretti
email: -

3/3/2021 - 17:10

In Russia, dicevano gli anticomunisti più accesi, non eri tu che guardavi la TV, ma la TV che guardava te.
Un refrain espresso, in grandi linee, anche da George Orwell che, nel suo celebre romanzo "1984", parla di una Società la cui volontà è manipolata fortemente da una sorta di Grande Fratello che sovraintendente all'informazione.
Del resto, il titolo del celebre format televisivo viene proprio da lì, e sta ad indicare come tutto, ma proprio tutto, venga alla fin fine catapultato nella piazza virtuale della TV.
Già da alcuni anni la Privacy degli individui viene messa a dura prova dai Social network, dalla televisione, dagli Smartphone. Mai però ci saremmo aspettati che, potenzialmente, anche il Servizio Sanitario Nazionale si fosse trasformato in divulgatore colpevole di notizie riservate.
Sì perché, se il progetto andrà in porto, tutti quanti saremo costretti ad esibire una sorta di 'passaporto vaccinale' per viaggiare, andare a cinema o a teatro o...altrove.
Questo per porre fine alla catena dei contagi, secondo alcuni. Per schedare i cittadini e dividerli in 'buoni e cattivi', secondo altri.
Le grandi stragi in Ruanda, negli anni Novanta, furono favorite dalla pessima idea che ebbero i belgi ( i colonizzatori di quell'area) di scrivere sul passaporto di ognuno la (pseudo) etnia di appartenenza: hutu o tutsi.
Esistono poi, nello scorrere della Storia, altri casi in cui gli aguzzini di turno si sono avvalsi di registri ben curati, in cui zelanti funzionari avevano impresso la fede religiosa degli individui.
Non diciamo certo che un registro nazionale dei vaccinati produrrebbe risultati analoghi. Ci mancherebbe.
Ma se il Garante della Privacy ha drizzato le antenne, un motivo dovrà pur esserci.
Questa pandemia dovrà rappresentare una parentesi, destinata speriamo al dimenticatoio.
La cosa più grave di tutte, sarebbe se lasciasse delle eredità del genere.
Tipo quella di dividere i cittadini in due gruppi. In nome di un 'politicamente corretto' che, alla lunga, può risultare stucchevole.
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In risposta a: Così Sanremo non è Sanremo del 2/3/2021 - 14:42
Vola colombo .....
AUTORE: federigo tozzi
email: -

3/3/2021 - 12:12

il signor Fioretti dovrebbe darsi una calmata . Il complottismo è una fobia.

"""""Oppure, dobbiamo pensare che non tutti gradiscono un ritorno alla normalità, per non perdere quella fetta di potere conquistata in questo periodo emergenziale?""""""


I tempi sono quelli che sono e discutere su sanremo si e no è un esercizio vuoto di significato .

Un pezzo in cui ricordavo come il signor Fioretti , prima o poi , ci avrebbe resi edotti delle nuove tecniche di accoppiamento riproduttivo delle zanzare tigre . non lo vedo . Mi sarò sbagliato .
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In risposta a: I dubbi di un giovane sulla micro-zona rossa del 28/2/2021 - 9:28
A volte si potrebbe anche indovinare
AUTORE: donatello
email: -

3/3/2021 - 11:41

lei , caro signore , mi è costato tre caffè . Tanto per restare sveglio leggendo il suo romanzo .

Ma cosa voleva dire ? Non l'ho capito . Chiedo a qualcuno di speigarmelo .
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In risposta a: del
Così Sanremo non è Sanremo
AUTORE: Giancarlo Fioretti
email: -

2/3/2021 - 14:42

Ho 52 anni e ho seguito ininterrottamente il Festival di Sanremo da quando avevo 10 anni, nel lontano 1978.
Ricordo perfettamente quell' edizione, presentata da Maria Giovanna Elmi, l'annunciatrice-fatina che tanto piaceva ai papà. Sul palco, in funzione di valletto, c' era anche un giovane comico genovese che avrebbe, anni dopo, fatto parlare sin troppo di sé: Beppe Grillo.
Per la cronaca, furono i Matia Bazar a spuntarla con "E dirsi ciao". Sul podio anche un' esordiente Anna Oxa ( allora sedicenne), che con il suo look punk dette alla manifestazione quel tocco decadente che da tempo mancava. La sua " Un' emozione da poco" fotografava un' epoca ancora incerta.
Terzo, uno strepitoso Rino Gaetano con "Gianna", un brano che ancora scatena i giovani sulle piste da ballo. Covid permettendo...
Già, il Covid...
Sì perché questo virus-ammazzamondo è il vero convitato di pietra della manifestazione canora del 2021.
Altro che Ibrahimovic con la sua aria da smargiasso! Altro che Laura Pausini, l' allora giovane romagnola che al fiuto da talent-scout di Pippo Baudo deve tutto.
Anche il recente riconoscimento al Golden Globe.
Quest' anno, seduto in prima fila, non ci sarà il Presidente di turno della Rai oppure il Mega Direttore del Primo Canale. Seduto in prima fila, ci sarà sua Maestà il Virus, con accanto a fargli degna corona, tutti coloro che, alla fin fine, sono stati un po' i 'miracolati' di questa pandemia.
Mi riferisco innanzitutto ai Ministri del Governo Draghi che, anche nel Governo Conte bis, occupavano lo stesso posto.
Uno di questi, è il Ministro della Cultura Dario Franceschini che, con aria acida, sentenziò a suo tempo che "il Teatro Ariston deve restare chiuso come tutti gli altri teatri italiani".
Salvo poi autorizzare ( con le dovute cautele) le riaperture di cinema e teatri nientepopodimeno che....fra una settimana.
Il ministro non poteva certo immaginarsi che Draghi avrebbe dato una botta di vita alla Politica italiana. Pensando più alla luce in fondo al tunnel, che al buio del momento.
Ma, anche senza aver atteso Draghi, non sarebbe stato opportuno rinviare il Festival a maggio, magari a giugno, quando con le vaccinazioni potremmo riassaporare la tanto agognata normalità.
Oppure, dobbiamo pensare che non tutti gradiscono un ritorno alla normalità, per non perdere quella fetta di potere conquistata in questo periodo emergenziale?
"A pensare male si fa peccato. Ma ci si indovina sempre".
Così parlò Giulio Andreotti. Anche lui come me fans di Sanremo.
Non tanto per le canzoni. Quanto per la fotografia che il Festival consente di scattare sulla società italiana del momento. E, se l' immagine della società italiana in questo preciso istante è questa, preferisco saltare un giro.
Arrivederci Sanremo.
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In risposta a: Pistoia, Bronx, Italia... del 1/3/2021 - 14:35
Guardate sui social
AUTORE: donatello
email: -

2/3/2021 - 9:50

Al famosissimo tempio della cultura Pistoiese , un paio d'ann or sono , ricordo di un genitore che schiaffeggiò un insegnante nel cortile della scuola .

Altro che sociologi e devianze .

Il Bronx non è rappresentato da una compagnia di ragazzotti che alla fine di una zuffa e qualche parolaccia procurano un labbro gonfio . Certe cose sono sempre accadute da che mondo è mondo .

Ora li carichiamo di mille significati compreso quello razziale .

Pensiamo al mondo della scuola e di noi genitori ed al mondo che stiamo creando . Basterebbe una ricognizione sui social ...........
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In risposta a: Pistoia, Bronx, Italia... del 1/3/2021 - 14:35
Silenzio , prego
AUTORE: vincenzo
email: -

1/3/2021 - 18:29

Leggere i suoi pezzi è perdere tempo .
Che cuocia nel suo brodo .
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In risposta a: del
Pistoia, Bronx, Italia...
AUTORE: Giancarlo Fioretti
email: -

1/3/2021 - 14:35

Garantire la Pubblica Sicurezza non è, in prima battuta, uno dei compiti delle amministrazioni locali. Per svolgere questo compito, il legislatore ha preposto le Forze di Polizia, coordinate dalle varie Prefetture. A queste si aggiungono i Carabinieri, che dipendono dal ministero della difesa, e la Guardia di Finanza, emanazione del ministero dell'economia. A questa pletora di organismi, si aggiungono le varie Polizie Municipali. Dotate peraltro degli stessi poteri investigativi e di intelligence delle altre Forze.
Ora, tuttavia, far credere che la sicurezza locale dipenda da un maggior spiegamento di Polizia municipale è, quanto meno, cosa ardita.
Come cosa ardita è fare credere agli elettori che il problema della Sicurezza sia di totale competenza dei sindaci.
Eppure, Tommasi a Pistoia e Baroncini a Montecatini hanno vinto le rispettive prove amministrative agitando questo mantra.
Ed è la situazione di Pistoia quella che, attualmente, rischia di sfuggire di mano.
Tommasi vinse evocando misure restrittive, controlli a tappeto ed amenità del genere. E cosa ha fatto durante il suo mandato riguardo proprio alla Sicurezza?
Poco o niente. Come i suoi predecessori, per carità....
Ma almeno questi non sono andati a giro a stressare la gente chiedendo voti per una promessa che sapevano in partenza di non poter mantenere.
Ieri, dalle parti di Piazza Mazzini ( o piazza San Francesco, fate voi..) un gruppo di giovinastri di origine straniera ha aggredito alcuni loro coetanei per futili motivi. Negli ultimi mesi, bande di teppisti e provocatori, sempre di origine straniera, si sono resi protagonisti di altre bravate del genere nelle centralissime vie dello shopping.
Nessuno è intervenuto.
Non dico al momento. Capisco che non è facile. Nessuno però è intervenuto alla fonte, cercando di capire i motivi di questo malessere giovanile, il degrado dei quartieri di periferia nonché le dinamiche di tossicodipendenza e/o disgregazione familiare che possono esserci a monte di certi comportamenti.
Tommasi ha una sola chance per potersi riproporre ai suoi elettori con 'la schiena dritta': fare realmente ciò che ha promesso in campagna elettorale.
Ma a fatti. Non a parole.
Inoltre, consigliamo noi, si faccia assistere da un buon team di sociologi, antropologi e mediatori culturali.
Problemi come la devianza minorile si affrontano con le giuste competenze.
Non con gli slogan elettorali.
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In risposta a: L'Arabia e gli ipocriti del 28/2/2021 - 21:30
Al Renziano di acciao inox
AUTORE: vincenzo
email: -

1/3/2021 - 9:37

Signor Fioretti , per cortesia , ci spieghi la ragione perché (notare l'accento acuto) un BOLLITO cui Ella non perde occasione di baciare la sacra pantofola , dovrebbe godere della comune stima ?

Il buon Renzi , sfasciacarrozze, ha fallito politicamente . Poi Ella , signor Fioretti , potrebbe spiegarci come dopo aver comprato una bellissima casa in un punto di Firenze estremamente elitario ,probabilmente per pagare i ratei del mutuo (forse ?) sia diventato il novello piccione viaggiatore che Ella , buon Fioretti , afferma essere divenuto l'ambasciatore designato dal governo .

La questione appare a noi poveretti , come bifronte .

L'omaggio ad un governo innovatore (vero) e implicato nel ridurre a reperti per un teatro anatomico (vero ?), uno dei tanti detrattori del sistema ci lascia perplessi .

C'era proprio bisogno di un Renzi stracotto per rappresentarci ?????

Per i problemi famigliari del bollito , che spiegherebbero anche certi atteggiamenti , niente si dice , ma ......

A Firenze qualcuno dice : " per me gl'ha perso i' capo"
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In risposta a: del
L'Arabia e gli ipocriti
AUTORE: Giancarlo Fioretti
email: [protetta]

28/2/2021 - 21:30

Con un messaggio sui Social network, corredato dall' immancabile selfie, il senatore Matteo Renzi ha annunciato che darà incarico ai suoi legali per citare in giudizio Marco Travaglio, direttore del Fatto Quotidiano.
Motivo del contendere, i giudizi, ritenuti da Renzi lesivi della sua immagine e della sua onorabilità, riguardo alla partecipazione al meeting " Future Investment Iniziative ", tenutosi a Riyadh a fine gennaio, sotto la supervisione del Principe ereditario saudita Mohammed Bin Salman.
L' evento era incentrato sullo sviluppo economico, tecnologico e commerciale dell' Arabia Saudita e dell' intera area mediorientale.
Definito come la 'Davos del deserto', il meeting ha visto la partecipazione dei nomi più illustri della Politica e dell' Economia mondiale.
Per l' Italia, il governo saudita scelse liberamente di invitare il senatore Matteo Renzi.
E di questo, il direttore Travaglio se ne faccia una ragione. Renzi, a livello internazionale, gode di una considerazione di gran lunga superiore a quella di qualsiasi leader politico italiano. La sua esperienza governativa, viene vista all' estero come l' ultima autentica stagione Riformista vissuta dal nostro Paese. Abbattuta, aggiungiamo noi, più dal 'fuoco amico' più che dalle armi politiche degli avversari.
Il convegno di Riyadh era incentrato sul desiderio del Regno Saudita di avviarsi sulla via delle Riforme e delle Modernizzazioni.
E chi meglio di Renzi poteva rappresentare il nostro Paese? Forse qualche leader dei Cinque Stelle, tanto cari al direttore Travaglio, che predicano da sempre la 'Decrescita Felice'?
O forse il Ministro Speranza che, detto per inciso, deve ringraziare la pandemia per aver dato un senso alla sua carriera politica?
L' elenco potrebbe continuare ma, per decenza, preferiamo fermarci qui.
Chi invece ha avuto l' indecenza di non fermarsi qui e di gridare allo scandalo, sono stati ampi settori della ex maggioranza governativa che, sfruttando la misteriosa sparizione del giornalista saudita Jhamal Khassoggi, avvenuta circa due anni fa' presso il consolato saudita di Istanbul, hanno iniziato a pontificare sulla essenza democratica dell' Arabia Saudita.
E, soprattutto, sulla presunta complicità del Principe ereditario Mohammed Bin Salman nel tragico episodio che ha visto come protagonista Khassoggi. L' attuale numero due del Regime saudita, giova ricordarlo, non è assolutamente un santo. È tuttavia un uomo politico pragmatico, impegnato nella modernizzazione del suo Paese. Il suo sostanziale assenso ha dato il 'la' ai recenti Patti di Abramo, che hanno permesso ad Israele e ad alcuni Paesi arabi di riconoscersi reciprocamente, gettando il seme per una Pace duratura in Medio Oriente. Bin Salman è anche considerato un 'aperturista' riguardo ai diritti delle donne. In un Paese come il suo ove, non dimentichiamolo, le donne non possono neppure guidare.
Ora, appurare la verità in simili contesti non è certo facile. E, consentitemi, il recente rapporto della Cia che in pratica dipinge il Principe Mohammed come un sanguinario, sa tanto di intervento a gamba tesa verso un futuro interlocutore che, evidentemente, appare alla nuova Amministrazione Biden-Harris come poco gradito.
Ora, sbandierare un rapporto della Cia come se fosse peraltro Verità assoluta...non rende nemmeno onore a chi lo fa.
Quando si parla di politica estera, occorre prudenza e moderazione. Ce lo ha insegnato Giulio Andreotti, non un fesso qualsiasi. E, soprattutto, quando si parla di una Nazione come l' Arabia Saudita, grazie al cui petrolio tutti ( compreso il Direttore Travaglio) possono girare la chiave dell'automobile, di prudenza e di moderazione ne occorre una doppia dose.
Renzi, quindi, procederà con la sua querela e, per gli avvocati del Fatto Quotidiano il lavoro non mancherà di certo.
Consoliamoci col fatto che, fino agli anni Venti del Novecento, certe offese si regolavano a fil di spada.
Felice Cavallotti, del resto, morì cosi...
Giancarlo Fioretti
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In risposta a: ESSERE SINDACATO OGGI SIGNIFICA ANCHE QUESTO del 27/2/2021 - 22:29
per chi legge e arriva in fondo
AUTORE: vincenzo
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28/2/2021 - 18:19

Da ragazzo giocavo spesso con un ragazzo che aveva un anno meno di me . Le mamme si conoscevano da prima che nascessimo .
Un ragazzo come tanti , niente di particolare . Poi crescemmo , lentamente , come nelle famiglie borghesi che non sguazzavano nell'oro ma potevano decidere senza affanni .
Il padre Comunista e discriminato nel lavoro ma nella sua famiglia non mancava l'essenziale .

La politica non mi interessava , ero più interessato all'altra metà del cielo .

Il mio amico allora incrocio' la Giovane Italia , la nuresry dei futuri fascisti travestiti da democratici della congrega di Almirante & c.

Il mio amico , scarsissimo al liceo , fu paracadutato lontano per raggiungere il diploma (il partito si era mosso) .

Per lui , cariche giovanili e tanti discorsi per me lunari ma che tendevano a coinvolgermi politicamente.

Continuo' ad insistere cercando di far proseliti al barrino dove capitavamo tutti a giocare a calciobalilla .

Poi le prime amministrative dove il nostro venne eletto nei postfascisti .Discorsi tipo "gli operai? una banda di delinquenti" I sindacati .... etc.

Levai non solo il saluto al mio amico , ma nel frattempo gli promisi una scarica di botte se solo mi avesse rivolto la parola.

Nel frattempo dopo il comune venne Roma e poi l'Europa .

Perché racconto questo ? Perché leggendo il signor Fioretti , l'ho sbagliato per il mio amico , il cui figlio è ancora nella politica regionale a starnazzare propagandando il nuovo corporativismo .


Il signor Fioretti , appartiene alla categoria del mio amico cui dissi che se mi avesse rivolto la parola ...

In buona sostanza , certa gente va esclusa dal nostro orizzonte .
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AUTORE: Jacopo Arcioni
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28/2/2021 - 9:28

Pistoia, 25 febbraio, ore 19 circa. Il sindaco Alessandro Tomasi comunica via post Facebook,
l’imminente passaggio della provincia Pistoiese in zona rossa, entrante in vigore due giorni
dopo, sabato 27 febbraio. Le modalità sono leggermente diverse rispetto a quelle già
sperimentate sotto Natale: si prova la cosiddetta “micro-zona”, attuata già un mese fa in Umbria,
a Perugia, dimostratasi una strategia fallimentare, con conseguente passaggio in zona rossa
dell’intera regione poche settimane dopo. Il sindaco si giustifica dicendo che i provvedimenti presi
a livello dei singoli territori sono pressoché inefficaci, e con mossa pilatesca rimanda la
responsabilità ad un entità demiurgica superiore, decisore delle sorti di una provincia estranea. Il
sindaco continua riportando gli inequivocabili dati ASL: la situazione è drammatica, non ci sono
dubbi, le terapie intensive sono stracolme di pazienti e portate al collasso. C’è però da
interrogarsi sulle cause che ci hanno condotto a questa situazione. È la cattiva sorte che ha
individuato in Pistoia, il punto in cui far scoppiare un preoccupante focolaio o sono stati una serie
di comportamenti e scelte amministrative che hanno messo la città in ginocchio nel giro di un
mese? Sicuramente i meno superstiziosi tenderanno ad optare per la seconda.
Non è infatti strano notare, ormai da qualche mese, pattuglie delle forze dell’ordine aggirarsi per
le strade di tutta la provincia. Qualche casuale posto di blocco a intimidire i viaggiatori, che per i
più svariati motivi si spostano per la città, sembra essere la strategia più efficace individuata dai
nostri amministratori. Tutte le forze sono state dispiegate per realizzare questa fitta rete di
pattugliamento, che non di rado va a colpire coppie di persone che passeggiano per le campagne
fuori città, ignare persino di commettere un infrazione. Questa ragnatela, tessuta abilmente
secondo (si spera) un abile strategia di contenimento, si dimostra però, agli occhi dei cittadini,
fallimentare nel punto più vulnerabile della città: il centro cittadino. È ormai da più di un mese che
le bacheche Facebook e le chat whatsapp, così come le strade del centro, sono popolate di foto
di assembramenti, che ritraggono gruppi di non-solo ragazzi (ne parliamo dopo) intenti a
consumare bevute e fumare, ovviamente senza mascherina, accalcati in strade strette, simili a
branchi di pinguini nella stagione degli amori sulle coste dell’Antartide.
Capiamo, non senza ironia, che sia inverno e che il calore umano sia un ottimo rimedio contro il
congelamento e contro la depressione (in cui siamo stati condotti dopo un anno di restrizioni) ma
non capiamo come mai un problema tanto evidente quanto grave non sia giunto all’attenzione del
sindaco e che, in tale proposito, non siano stati presi provvedimenti per arginarlo. Ci chiediamo
come la polizia e la giunta comunale possano ritenere più efficace un controllo blando in piccole
strade di periferia, piuttosto che una verifica più mirata nei vulnera della città.
La Sala è da sempre il cuore del centro, punto focale della tanto odiata “movida” di notte e piazza
di mercato di giorno, dove i cittadini, così come i ragazzi attirati da tutta la regione, vengono
accolti da proposte accattivanti e locali alla moda, rappresentando un fiore all’occhiello
dell’intrattenimento toscano. La peculiarità della sala, suo punto di forza e allo stesso tempo
difetto (specialmente in questa situazione), è la sua architettura, tipica peraltro di tutta la città:
strade strette portano a piazzette altrettanto raccolte, racchiuse in uno scrigno di antiche mura,
che permettono ai visitatori di immergersi in un ambiente medievale che fa invidia a altre più
blasonate città italiane.
Se poi le suddette strade e piazzette vengono invase da un calca di persone in cerca di svago nei
pomeriggi sia feriali che festivi, risulta evidente che ci si trovi davanti ad una criticissima
situazione.
È peraltro impossibile far ricondurre l’eccessivo aumento dei contagi a quel particolare evento, ma
siamo sicuri, ormai indottrinati a dovere dai medici e tecnici del nostro paese che ridurre la
distanza di sicurezza e non tenere la mascherina può solo favorire lo sviluppo del virus. Le
situazioni anomale in questi giorni sono state anche altre, ad esempio il weekend “giallo” di
qualche settimana fa, dove gran parte delle famiglie si sono spostate sulla montagna pistoiese in
cerca di un po’ di neve dove far giocare i figli, trascorrendo un pomeriggio spensierato dopo il
periodo di clausura. Questo esodo, unito “all’imprevedibilità del genere umano” (come dice mio
padre), ha creato una situazione di confusione generale, tra macchine parcheggiate in mezzo alla
strada e famiglie che giocavano in pochi metri quadri di neve strappati faticosamente alla famiglia
accanto, creando episodi simili a quelli che si verificano sulle spiagge più affollate di Italia.
Tendo a ribadire “famiglie” perché durante gli alti e bassi della pandemia si è sempre individuato il
capro espiatorio nei giovani, oppressi da una forza politica incapace di rappresentarli e bloccati
nella morsa dell’opinione pubblica. I giovani, considerati secondo una derivazione manzoniana
“untori”, sono sempre stati additati come spargitori incoscienti del virus e incapaci di
comprendere la gravità dei fatti. Sono qui a scrivere questo articolo, non solo per sfogo verso una
sempre più insopportabile serie di scelte sbagliate, attuate talvolta da un organo, talvolta da un
altro, ma piuttosto come un “giovane” che vuole traslare il discriminante dall’età di una persona
alla coscienza e al buon senso di questa. Innanzitutto, al di là di slanci ironici, vorremmo sapere
qual’è la soglia che segna il confine tra gioventù e età adulta, visto che nella maggioranza dei casi
in via dei Fabbri (e non solo lì) si trovano persone ben aldilà dei trent’anni, e che per ostinata
incoscienza passano da un locale all’altro consumando aperitivi, e quando non si beve o si
mangia, si fuma. Infine sarebbe adeguato capire che i ragazzi responsabili e coscienziosi
esistono, e quelli che non rispettano le norme sono meno di quanto si pensi.
È sicuramente più comodo individuare il colpevole della propagazione in una classe ben definita
per parametri di età, ma voglio ricordare che i giovani, oltre ad essere stati i più propositivi verso
l’adozione di un vaccino, sono, insieme ai titolari delle attività sacrificate durante questo periodo,
coloro che più subiscono gli effetti dei decreti. L’esempio più eclatante è sicuramente la microzona rossa che stiamo per affrontare: i “grandi” continuano a lavorare, potendo passare oltre che
di comune in comune, di provincia in provincia, e le attività che costellano la loro routine sono
comunque permesse. Ai ragazzi, invece, è stata tolta la scuola e l’università, lo sport, per non
parlare di ogni altra attività più o meno ludica che poteva essere svolta pre-covid. Costretti a
restare tra le mura domestiche, se non per fare una breve passeggiata (nei dintorni della propria
abitazione), i giovani sono alla fine marchiati come imprudenti e, in quanto tali, rinchiusi come
soggetti pericolosi e isolati.
Chiediamo pertanto maggiore sensibilità verso la nostra condizione di soggetti senza voce, in
balia di scelte difficilmente condivisibili, e che non venga fatto un processo a posteriori dove,
ricercando le cause del dilagarsi della pandemia, si individui superficialmente il colpevole nella
figura del ragazzo. Chiediamo infine che il sindaco o altro amministratore responsabile, insieme
alla giunta comunale, riveda il piano di controllo e si convinca a istituire posti di polizia, che
controllino laddove le persone tendono a concentrarsi nei momenti di punta. Probabilmente
questo è una soluzione più adatta rispetto ai tradizionali controlli a campione per le strade fatte
dalle pattuglie e riteniamo che, attraverso controlli più mirati e capillari si potrebbe invertite la
terribile tendenza di affollare incoscientemente le strade e le piazze della città.
Ringrazio i lettori per l’attenzione
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In risposta a: Essere sindacato, non sembrarlo del 27/2/2021 - 17:35
ESSERE SINDACATO OGGI SIGNIFICA ANCHE QUESTO
AUTORE: Giuliano Profili
email: -

27/2/2021 - 22:29

Leggendo l’opinione del Sig. Fioretti, il suo giudizio del sindacato in Italia, ha mio modesto giudizio,appare evidente, il tentativo di voler cambiare gli eventi storici, del movimento sindacale unitario dal dopo guerra ad oggi, non riconoscere il ruolo avuto da questo soggetto sociale, in difesa dei lavoratori, del terrorismo, della democrazia, e più in generale per gli interessi del paese.
Con la narrazione del firmatario dell’opinione, appare chiaro il tentativo, di confondere uomini come, Di Vittorio, Lama, Carniti, Marini, Storti, Vanni, Benvenuto, e tutti quanti si sono succeduti, alla guida delle varie componenti, solo, come uomini, al servizio di partiti politici, anzi che, ha quelli dei lavoratori, causando danni al paese, ed all’economia.
Gli esempi che porta, ci vogliono far dimenticare cosa sono stati ,nei luoghi di lavoro, nella società, gli anni in cui i lavoratori erano rappresentati dalle corporazioni fasciste, quelli, erano gli anni del sindacalismo di regime, quando Rossoni, Corridoni, Grandi, dirigevano le corporazioni, al servizio del capitale, contro ogni forma di democrazia sindacale. Bisognerebbe ricordare, ha qualche smemorato, che In quegli anni, per lavorare, occorreva essere iscritti al Fascio, essere al servizio del potere, credere, obbedire e combattere.
Questo non può essere rimosso dalla memoria di nessuno.
Ciò che lei racconta del clima all’Hitachi di Pistoia, voglio ricordarle che i delegati, coloro che vanno a fare trattative, sono democraticamente eletti dai lavoratori, quindi solo a loro rispondono dei propri atti, quanto alle discriminazioni, se sono vere mi unisco alla sua denuncia, prendendo le distanze da simili comportamenti, durante la mia esperienza lavorativa, con impegno sindacale, non mi è mai capitato.
Ma ha mio parere, fino a quando non si farà una legge sulla rappresentanza, casi analoghi saranno all’ordine del giorno, solo cosi anche l’UGL potrà, sedersi al tavolo con la rappresentanza che gli spetta, in proporzione agli iscritti.
Non posso sorvolare, sul contributo dato dal sindacato in generale, alla difesa della democrazia, contro il terrorismo, Guido Rossa delegato sindacale C.G.I.L ha pagato con la vita, non so come mai Lei, sempre attento, scrupoloso,democratico, non abbia menzionato il ruolo avuto in questi anni, dai rappresentanti dei lavoratori, ridurre il giudizio sul sindacato unitario, su un episodio locale non mi pare buona cosa.
Se non basta questo episodio, per meglio informare i lettori, oltre Lei Sig. Fioretti, provo con altri, potrei iniziare sul tributo pagato in vari episodi, sempre in difesa della democrazia, Portella della Ginestra, Governo Tambroni anni 60, morti di Genova, Reggio Emilia,Avola, Battipaglia, mi rendo conto, che oggi è difficile capire questi fatti, ma se non si parte dalla memoria storica, rimane difficile costruire, difendere, i lavoratori, il futuro della democrazia di un paese. Nemmeno l U.G.L/CISNAL da sola potrà riuscirci.
Infine, ricordo a me stesso, a Lei, ai lettori, che le trattenute delle quote sindacali sulla busta paga, quando si tratta di lavoratori dipendenti autonomi, pensionati, sono oggetto di una delega volontaria sottoscritta dagli stessi, non sono una violenza, una rapina, che il sindacato commette nei confronti dei propri iscritti, questa questione è stata anche oggetto di Referendum promosso dalla Lega Nord. Credo, che chi, oggi non lo ricorda, sarebbe meglio andasse a rileggere il risultato di quel REFERENDUM, mi sembrava giusto invece, che Lei si addentrasse sulla questione, non sorvolarla
Giuliano Profili
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In risposta a: del
GLI SPRECHI COMUNALI.
AUTORE: REMO BENEDETTI
email: -

27/2/2021 - 22:07

Da questo giornale on line mi voglio rivolgere ancora una volta all' Amministrazione di questo Comune di Ponte Buggianese circa , a mio parere, lo spreco energetico per l' illuninazione pubblica stradale nel territorio di Ponte Buggianese.
Altre volte mi ero rivolto alla passata Amministrazione e pure di persona mi ero rivolto all' ufficio tecnico.
Il problema, non risolto, già segnalato riguarda L'ACCENZIONE DEI LAMPIONI ( la gran parte ) fuori orario in relazione alla stagione.E per meglio spiegarmi lampioni accesi senza una programmazione crespuscolare e quindi molto prima del bisogno di illuminare le strade o le piazze.
Troppe sono le linee e non tutte sono attivate in contemporanea e con accensione automatica crepuscolare, ma penso altre con sistema manuale a tempo; ragion per cui in primavera-estate-autunno si accendono come se fosse inverno perchè non viene provveduto a modificare l' accensione e lo spegnimento della stessa linea.
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In risposta a: del
Essere sindacato, non sembrarlo
AUTORE: Giancarlo Fioretti
email: [protetta]

27/2/2021 - 17:35

In una nazione democratica, le organizzazioni sindacali sono riconosciute come rappresentative, e godono degli stessi diritti e delle stesse tutele, a prescindere da ogni considerazione di carattere ideologico.
Se questa è la situazione ottimale, sapete allora spiegare perché in Italia esiste una confederazione sindacale sistematicamente ostracizzata non soltanto da parte del Padronato ma anche da parte delle altre sigle?
Questa confederazione è l' UGL, ad oggi terza o quarta associazione sindacale dopo CGIL, CISL e, forse, UIL.
L' Ugl affonda le sue radici nella Cisnal, la Confederazione Sindacati Nazionali Lavoratori nata a Napoli nel 1950, sulla scia di quelle che furono le teorie e le esperienze sindacali maturate durante il Fascismo Regime e, soprattutto, durante il periodo della Repubblica Sociale Italiana.
Prima di pensare alla costituzione di un sindacato autonomo Giuseppe Landi, in pratica il padre nobile della Cisnal, tentò in ogni modo una confluenza fra il primo nucleo del neo sindacalismo nazionale ( il Mo.Si.) con l' allora unitaria ed unica CGIL.
Fu garbatamente messo alla porta.
Quando, nel corso degli anni, la Cisnal iniziò a veleggiare intorno al 10% ed oltre nelle elezioni per le rappresentanze sindacali, la triade composta da CGIL, CISL e UIL iniziò storcere il naso, giudicando i lavoratori che gli sfuggivano di mano come 'manovrati dalle forze della reazione'.
Quando poi, negli Anni Novanta, ci fu la trasformazione da Cisnal a UGL, con il conseguente boom delle iscrizioni e la ribadita autonomia del Sindacato da ogni Partito politico ( fino alla metà degli anni Ottanta l' osmosi col Msi era evidente..), la Triplice Sindacale, invece di cercare di capire i motivi della crescita dell' avversario, ritenne più comodo e, forse, divertente ( contenti loro...) continuare a demonizzarlo.
Visto che i tempi non consentivano più di evocare lo spauracchio del Fascismo, l' Ugl fu tacciata di eccessiva sudditanza nei confronti dei voleri di Confindustria.
Come se, nel frattempo, CISL e UIL non avessero cercato e talvolta anche concluso trattative che, fino a pochi anni prima, sarebbero state giudicate addirittura immorali.
Negli ultimi anni la situazione politica in Italia è cambiata radicalmente. Non è invece affatto cambiato il clima nelle relazioni intersindacali.
Ne è la prova il fatto che all' Hitachi di Pistoia ( la ex Breda, tanto per capirci..) su ogni questione inerente la vita aziendale stessa, i sindacati confederali ( CGIL CISL e UIL per l'appunto) si rifiutino sistematicamente di sedere a qualsiasi tavolo ove vi siano rappresentanti dell' Ugl.
Con buona pace della controparte padronale, che dimostra altresì di infischiarsene dell'alta rappresentatività di questo Sindacato in fabbrica, ove risulta il primo nella linea di produzione.
Situazioni analoghe vengono segnalate, periodicamente, in ogni altro angolo d' Italia. Isole comprese.
Ora, in un mondo ormai lontano dai fantasmi del Novecento, ravvisare nei luoghi di lavoro quelle contrapposizioni ideologiche altrove sparite, fa decisamente un certo effetto.
Fare Sindacato significa dedicarsi agli interessi dei lavoratori. Fare politica significa dedicarsi agli interessi di un'intera comunità.
Gli ambiti sono diversi. Contigui sì, ma diversi. Ora, non è questo il luogo per disquisire sui principi ispiratori dell' Ugl e delle altre sigle sindacali.
Noi diciamo soltanto che ogni espressione sindacale ha, in uno stato democratico, pieno diritto di cittadinanza, senza che questa debba ricevere patenti di legittimità da parte di chicchessia.
Ma forse, sullo sfondo, un'altra questione fa capolino: quella del finanziamento, tramite trattenuta alla fonte dalle buste paga dei dipendenti, delle organizzazioni sindacali.
Questo meccanismo, per un'infinità di motivi su cui non voglio addentrarmi, diciamo che 'favorisce' maggiormente i sindacati confederali.
L' Ugl ( più forte in varie realtà del lavoro autonomo), viene spesso vista come un'intrusa...
Ma, in una Democrazia, nessuno deve essere escluso.
Neppure chi ha una visione sindacale non in linea col pensiero dominante.

Giancarlo Fioretti
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In risposta a: C'è un'unica soluzione del 26/2/2021 - 11:55
per il signor Biancalani
AUTORE: vincenzo
email: -

27/2/2021 - 10:08

Il signor Fioretti scrive bene e pensa a mio giudizio , meno bene.

Per Lui , qualunque cosa venga fatta , è sempre meno di quanto si sarebbe potuto fare .

I 600 euro ? Certo , per molti rappresentano una miseria . Se poi li mettiamo accanto ad altri benefici , sono sempre qualcosa di tangibile .

Ricordo che la pensione sociale ritenuta il minimo per la sopravvivenza , assieme alle pensioni minime , sono di un importo minore.

Certamente quando il ristoro è fisso e per tutti , qualcuno guadagna e qualcuno rimette . E' inevitabile .

Sarei pero' curioso di avere disponibili i ricavi dichiarati al fisco da buona parte della categoria degli autonomi .

Ne vedremmo delle belle , o no ?

I dati medi statistici delle denunce dei redditi , , con un po' di buona volontà si possono ricavare da Internet .



E poi , la cassa integrazione per tutti i lavoratori dipendenti indipendentemente dalle regole in vigore circa il numero dei dipendenti .

Un altro dato che mi fischia negli orecchi è che il risparmio delle famiglie che per parte sono alla fame è considerevolmente AUMENTATO.

Per i Fioretti e fiorettisti , vedere l'altra faccia di una moneta , è tempo perso .

Dio ci aiuti , o meglio ci salvi da.....
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In risposta a: FIGLI DI UN DIO MINORE del 26/2/2021 - 11:03
Quante facce ha una moneta ?
AUTORE: Vincenzo
email: -

26/2/2021 - 16:10

Leggendo in filigrana l'intervento si rivede il nostro unico politico di razza IL RENZI .

Trombato al referendum , con i suoi giochetti per il Conte due e la finale azione ricattatoria .

No ! Grazie , abbiamo già dato (un 40%) e ne facciamo volentieri a meno .

Per gli autonomi ? Si sono sempre arrangiati evadendo per necessità e molte volte inventandosi un lavoro .

Lo stato di fatto ha sempre fatto finta di non vedere. Ora piangere su queste categorie che percepiscono un ristoro proporzionale al loro fatturato , mi piacerebbe aver elementi più chiari .

Signor Fioretti la moneta ha tre facce .

Testa , croce e taglio .

Su , coraggio , provi anche lei a non fermarsi alla prima .
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