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CALCIO

Crediamo inoltre che con una giusta sinergia con la piazza si possa ricucire quello strappo che si era purtroppo creato con la precedente gestione della famiglia Ferrari, alla quale riconosciamo però la correttezza della gestione amministrativa e contabile, e di questo non possiamo che ringraziarli.

BASKET

Otto giorni dopo la vittoria nettissima con Legnaia (88-57), quarta forza della C Gold, Gema Montecatini è pronta a tuffarsi nuovamente nel campionato, in un momento di tanti rinvii e di incertezze sul futuro (è stato appena rimandato a data da destinarsi anche il derby di recupero del 26 gennaio).

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PROVINCIA
Un gruppo di iscritti Pd: "Non possiamo sostenere la candidatura di Pierluigi Galligani"

26/11/2021 - 22:47

Un gruppo di iscritti e dirigenti Pd inviano un documento che sarà presentato in occasione dei congressi dei circoli del Pd del territorio.

 

“Progressista nei valori, riformista nel metodo, radicale nei comportamenti”. Questo era il Partito Democratico che Enrico Letta auspicava nel giorno della sua elezione.

 

Non esiste riformismo senza radicalità, aggiungiamo noi: perché non è più il momento di indugiare e indulgere in formule e riti consumati, non più adatti al tempo che stiamo vivendo, segnato dai grandi cambiamenti che la pandemia, i mutamenti climatici, un modello di sviluppo da rifondare, chiedono con urgenza.

 

Sono cambiamenti e riforme che non possiamo più rimandare. Il tempo giusto è qui ed ora, non ci sarà un altro tempo, non un altro momento. Non possiamo riproporre formule ormai consunte, che parlano solo ai gruppi dirigenti del partito e sono finalizzate a perpetrare filiere e gruppi di potere.


C’è una generazione che preme per avere risposte: sono i giovani del movimento Fridays for future, cui non possiamo continuare a dare sostegno nelle piazze e sui social senza dare risposte concrete, che partano dal rinnovamento della piattaforma politica del nostro partito e del gruppo dirigente allargato che dovrà interpertarla.


Ma sono anche le generazioni dei nuovi disoccupati, destinati ad aumentare anche a seguito dello sblocco dei licenziamenti, o dei working poor, che nonostante percorsi di scolarizzazione adeguati e competenze acquisite sono ancora impossibilitati a costruire un solido progetto di vita senza doversi appoggiare alle reti familiari e a quel welfare di comunità che ancora – chissà per quanto? – resiste sui nostri territori.

 

Per tutte queste ragioni, non ci accontentiamo di un congresso che replica le stesse forme, senza avere nemmeno il coraggio e la forza di proporre un cambiamento nel proprio gruppo dirigente.

 

Un cambiamento che deve passare innanzitutto dai territori, che anzi i territori sono chiamati, proattivamente, a interpretare.

 

Questo congresso avrebbe richiesto, in omaggio alla situazione straordinaria che stiamo vivendo, uno sforzo straordinario di progettualità, partecipazione, confronto, per arrivare – davvero tutti insieme, e non con la formula ormai precostituita dell’unità per l’unità – a un partito nuovo.


Perché, per dirla ancora con Letta, se è vero che non c’è bisogno di un nuovo partito, c’è bisogno sicuramente di un partito nuovo. Un partito nuovo non può che passare, però, per un gruppo dirigente fortemente rinnovato, credibile nell’affrontare le sfide che questa fase del Pd impone.

 

Un gruppo dirigente rinnovato passa, a sua volta, per nuove persone, deve essere distante dalle logiche di autoriproduzione dei gruppi dirigenti e, una volta tanto, rispondente alle istanze di cambiamento che quersto tempo non più chiede, ma addirittura impone.

 

E invece niente di tutto questo c’è stato. Non si è aperta, a livello provinciale, nessuna discussione – almeno non nei gruppi dirigenti – su quale candidatura potesse meglio rappresentare il cambiamento costantemente richiamato dal nostro segretario nazionale e non si è cercato alcun confronto negli stessi organismi, che, raramente convocati, non hanno mai svolto una discussione politica vera, nemmeno sui passaggi più importanti.


Tutto questo, nonostante si vagheggi continuamente di unità del partito. Forse, lo si fa confondendo il termine unità con il termine unanimismo, ossia confondendo lo strumento per mettere in campo politiche efficaci con l’obiettivo del consolidamento dei gruppi dirigenti.

 

Legittimo il primo, assolutamente deleterio il secondo. Si sono verificate invece, specialmente a livello provinciale, le stesse consumate dinamiche precongressuali, con tesseramenti inspiegabilmente lievitati, specialmente in aree “strategiche”, consegne di tessere non sempre ortodosse, richiami all’ordine nei confronti di coloro che nei mesi scorsi non si erano mostrati pienamente allineati e coperti.

 

E inoltre – e vorremmo interpellare anche le Donne Democratiche su questo – sottolineiamo la quasi totale assenza di candidature femminili. Pratiche che denunciamo qui ed ora, nella sede che riteniamo politicamente più opportuna – quella congressuale – a partire dai luoghi per noi più significativi - i circoli.

 

Pratiche che si sono accompagnate, per quanto riguarda la segreteria provinciale, a momenti che abbiamo ritenuto davvero gravi, con dimissioni date, poi ritirate, sempre in sedi ristrette, senza coinvolgere il partito nei suoi luoghi più rappresentativi, in quanto elettivi.

 

Questo è accaduto negli ultimi mesi. Molto, però, si sta riproducendo da anni: anni nei quali la maggioranza non è mai cambiata, nonostante alcune sconfitte elettorali importanti (non si è perso solo il capoluogo, dove all’indomani della sconfitta tutto il gruppo dirigente si dimise spontaneamente), e nonostante nel frattempo si siano avvicendati tre segretari nazionali.


Nella provincia di Pistoia, nel suo partito provinciale, invece, tutto è immoto.
Come se nulla fosse accaduto. Noi, invece, pensiamo che molto sia cambiato, e che non possiamo ignorarlo.

 

Per tutte queste ragioni, non solo non possiamo sostenere la candidatura di Pierluigi Galligani, ma vogliamo sottolineare che, in una partita le cui regole scritte e non scritte, formali e politiche, sono state ignorate prima del fischio d’inizio, non ci sono state le condizioni – diversamente, ad esempio, da quanto avvenuto per il partito comunale di Pistoia - per far maturare una candidatura alternativa: non è un congresso unitario, quindi, quello che stiamo celebrando, bensì un congresso con un solo candidato, espressione di una maggioranza sempre uguale a se stessa, e di un partito nel quale l’area autoqualificatasi come sinistra ha scelto di sostenere tutte le candidature proposte dal gruppo dirigente, annullando di fatto la propria funzione.


Proprio perché siamo e vogliamo essere progressisti nei valori, riformisti nel metodo, radicali nei comportamenti, questa – seppur sofferta – ci sembra l’unica scelta coerente con quello che la segreteria Letta ha fin qui dichiarato e costruito".

 

SOTTOSCRIVONO IL DOCUMENTO:
1. Acciai Carolina
2. Agnoletti Roberto
3. Begliomini Sandra
4. Belliti Daniela
5. Bucci Benedetta
6. Cappellini Paolo
7. Ciampolini Eleanna
8. Colò Giampiero
9. De Caria Pietro
10. Del Fante Guido
11. Donati Cristina
12. Franceschi Carlo
13. Franceschi Stefano
14. Fronzoni Carlo
15. Gelli Ivano
16. Giacomelli Marcello
17. Giacomelli Paolo
18. Giovannelli Alessandro
19. Gironi Luca
20. Innocenti Chiara
21. Manfren Mirella
22. Marengo Silvia
23. Mollo Giorgio
24. Pieracci Marco
25. Ranieri Caterina
26. Santini Roberta
27. Selmi Massimo
28. Silvagni Simona
28. Sorbatelli Alessandro
29. Tamburini Francesco

 
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