Skin ADV
Valdinievole OGGI
  • Cerca:
  • 17:01 - 23/1/2021
  • [protetta]
  • [protetta]
  •  

Quello che in apparenza è un problema di oggi , e cioè di questi sacchi rossi che identificano l"APPESTATO" non è cosa nuova . Nei Promessi Sposi , la vedova con figli si raccomando' a Renzo perché .....
CALCIO

Dopo mesi e mesi trascorsi nella vana speranza che qualcosa si muova all'orizzonte, le Società iscritte ai campionati regionali di Eccellenza hanno deciso di passare all' azione. Per questo abbiamo sentito uno dei più apprezzati e stimati dirigenti sportivi della Toscana, il Direttore Generale del Montecatini Fabrizio Giovannini.

CALCIO FEMMINILE

Colpo della Pistoiese! Ecco il centrale ErriquezEleonora Erriquez, nata il 31/01/2001 arriva in arancione in prestito dall'AudaxRufina.

BASKET

Prestazione da incorniciare per la Giorgio Tesi Group Pistoia, che infligge la prima sconfitta stagionale alla capolista Forlì dopo un secondo tempo da urlo.

BASKET

Un’altra puntata del derby tra la Giorgio Tesi Group Nico Basket e la Bruschi Basket Galli San Giovanni Valdarno è previsto per sabato 23 gennaio, al Pala Pertini di Ponte Buggianese. Palla a due alle ore 21.

BASKET

L’ala-pivot di origini lituane Laura Zelnyte è stata una delle sorprese più piacevoli di questa prima parte di stagione della Gtg Nico Basket.

SPORT

Si è svolta lunedi 18 gennaio nel salone del circolo Acli di Masiano l’assemblea ordinaria elettiva valida per il rinnovo delle cariche del consiglio provinciale Csi di Pistoia.

BASKET

La Giorgio Tesi Group Pistoia cala il poker mandando al tappeto la capolista Ferrara al termine di una prestazione di grande intensità e furore agonistico, decisa solo dopo un tempo supplementare.

BASKET

Oltre ai due punti conquistati, c'è grande soddisfazione in casa Nico Basket per l'esordio della giovanissima Giada Modini, che ha pure realizzato due tiri liberi con la freddezza di un'adulta. Nota negativa invece l'infortunio alla caviglia di Sofia Frustaci, che ci auguriamo non sia grave.

none_o

La galleria Me Vannucci è lieta di partecipare ad Artefiera Playlist.

none_o

Esce a gennaio Anima liquida, terzo capitolo del progetto Breaking Book.

Valle squisita,
Valle incantata,
Valle laterale al bacino .....
VALDINIEVOLE STORICA
di Giancarlo Fioretti
FILATELIA
di Giancarlo Fioretti

Il Sovrano Militare Ordine di Malta rende omaggio all'arte moderna.

SCUOLA di BALLO e DANZA ACCADEMICA MARGINE COPERTA

asd " ENERGY .....
Smarrita chiavetta usb marca Lexar bianca con tappo arancione. .....
PESCIA
Pinocchio "censurato" negli Usa, la sociologa D'Amato: "Tabù da infrangere"

6/1/2021 - 8:30

La sociologa D'Amato (professore ordinario all'Università di Roma Tre e membro del comitato direttivo della Fondazione Nazionale Carlo Collodi) interviene dopo la censura al film Pinocchio di Garrone negli Usa.

 

"Il 29 dicembre scorso l’Ansa ha battuto la notizia che il pluripremiato film di Matteo Garrone è stato “censurato” negli Usa, o meglio è stato definito non adatto ai bambini almeno fino ai 13 anni.


Carlo Lorenzini detto Collodi non avrebbe mai immaginato di subire una censura con le sue Avventure che periodicamente pubblicava sul Giornale per i bambini. La questione non è banale perché riporta ad una concezione dell’immaginario emblematica e molto diversa tra il vecchio continente ed il nuovo mondo. Omologati e ispirati noi europei da quella che fu definita la macdonalizzazione del pianeta, abbiamo uno strategico spunto per riflettere sulle profonde differenze valoriali che caratterizzano la nostra società.


Il tema concerne la violenza che negli Stati Uniti, dove anche al “supermercato” è possibile acquistare un’arma, si cerca da quasi un secolo di contrastare la violenza attribuendo ai mezzi di comunicazione di massa la responsabilità della sua diffusione. E’ del 1933 la prima indagine voluta dal governo - Federal Communications Commission ed affidata alla Payne Foundation  sull’allora cinema muto per valutare quanto la visione di scene violente potesse influire  sui comportamenti aggressivi dei bambini. Una ricerca che, individuati  due significativi campioni di ragazzi, propose al primo gruppo di fruire di molti film  con scene di aggressioni e di paura, e privò il secondo di ogni possibile visione.

 

Gli studi condotti negli anni seguenti dimostrarono che l’influenza presunta nei comportamenti aggressivi a scuola non era aumentata nel gruppo di chi era stato esposto ai film ed aveva la stessa incidenza  percentuale  di quella rilevata tra i ragazzi che non avevano subito influenze mediatiche.


Da allora però, nonostante i risultati di questa prima indagine che sancisce che la visione di atti violenti non induce a comportamenti devianti,  tutte le ricerche volute dal governo americano dal dopoguerra (più di 3000) propongono una interpretazione opposta. I media influenzerebbero per imitazione l’esercizio della violenza.  Basterebbe citare le analisi di Cosmok  oppure gli studi di Gerbner o quelli di Bandura per poter affermare la teoria che esiste una correlazione positiva tra la fruizione dei video ed i comportamenti.  Il male verrebbe così dall’impalpabile influenza mediatica.


L'ultima ricerca in questo senso voluta dall'amministrazione Clinton e condotta dall’Università della California arrivò persino a quantificare gli elementi che compongono la violenza e dare a ciascuno di essi  un punteggio. Lo scopo era quello di fornire ai genitori l'opportunità di stabilire a quale livello  di violenza ciascuno di loro voleva acconsentire ai propri figli di esporsi. Fu inventato un marchingegno che consentiva di secernere nel magma mediatico tutti i programmi che erano stati presi in considerazione. 


Evidentemente un burattino che scaglia un martello contro il Grillo parlante che gli fa la morale è un gesto aggressivo, ma per noi italiani ed europei quel duro comportamento sta a significare la rabbia come scatto di crescita di fronte ad una coscienza che parla per verità e anche sta a significare metaforicamente quell’uccisione del padre di freudiana memoria che durante l'adolescenza è indispensabile per divenire, staccandosi da lui, un individuo adulto.

 

La seconda scena che viene discussa e non approvata è quella in cui Pinocchio fugge da Mangiafuoco, si ritrova in mare e prova paura e disperazione  prima di entrare nella pancia del balena-pescecane e ricongiungersi a suo padre. Per noi, quella drammatica scena evoca la forza di non voler essere più sudditi di  qualcuno, di Mangiafuoco in questo caso, e quel salto nel mare aperto evidentemente sta  a  significare la difficoltà di riprendersi la propria libertà anche a costo della vita.


Peccato che i bambini americani non saranno stimolati da queste immagini a riflettere sul proprio io da costruire e sul senso della crescita verso l’uomo  libero. Che siano questi i tabù da non infrangere?".

Fonte: Fondazione Nazionale Carlo Collodi
 
+  INSERISCI IL TUO COMMENTO
Nome:

Minimo 3 - Massimo 50 caratteri
EMail:

Minimo 0 - Massimo 50 caratteri
Titolo:

Minimo 3 - Massimo 50 caratteri
Testo:

Minimo 5 - Massimo 10000 caratteri

codice di sicurezza Cambia immagine

Inserisci qui il codice di sicurezza
riportato sopra:




8/1/2021 - 11:02

AUTORE:
vincenzo

Buongiorno , dal suo apparire sul giornale di Bambini ,Le avventure di Pinocchio vennero considerate un testo per fanciulli .

Il Lorenzini col "pagamelo bene" aveva costruito una storia che probabilmente pensava simile alle traduzioni di Perrault.

Invece gli venne fuori ben altro .

Un libro rivoluzionario rispetto alla pedagogia del tempo con contenuti che divennero edificanti solo dopo l'aggiunta ben commentata dal Bargellini nel suo commento "dalla Verna".

Pinocchio , fino alla sua impiccagione , è un ragazzaccio la cui immagine non è certamente edificante . Fra alti e bassi , i suoi comportamenti sono quelli di una canna al vento nel percorso di crescita di un adolescente . Grillo parlante , babbo , carabinieri etc ne sanno qualcosa.
Bugiardo anche quando cerca di uscire di prigione.

Se poi seguitiamo a "osannare" Pinocchio perché magari abbiamo visto Disney , pur avendolo forse assaggiato da piccoli e difficilmente riletto da grandi è per spirito di bandiera.

Pinocchio non è un libro per bambini , ma nemmeno un inno alla violenza, il che lascia perplessi sulla classificazione statunitense del film . Le nostre perplessità sulla morale americana , non cambiano , Ce ne faremo una ragione.