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Valdinievole OGGI
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Non si era ancora insediata la nuova giunta, che subito come falchi sulla preda, si sono avventati sia il Consigliere Rucco che la sua collega De Paola, con le più banali rimostranze. Si presuppone .....
TITO CON L'ARCO

La disciplina è forse poco conosciuta ma molto appassionante. Gli arcieri di campagna si muovono nel bosco e colpiscono sagome riproducenti animali. Un modo alternativo e divertente di fare movimento competitivo.

IPPICA

Appuntamento del giovedi’ all’Ippodromo Snai Sesana che coincide anche con l’ultimo programma di corse in diurna dato che da sabato 22 giugno, e fino al 31 agosto, si accenderanno i riflettori dell’impianto del trotto montecatinese per diciotto convegni in notturna.

CICLISMO

Sabato 15 giugno - nel primo pomeriggio - arrivo della seconda tappa del giro d’Italia Under 23, in via Giovanni Amendola di Pescia.

TIRO A SEGNO

Una manifestazione paesana che ha lasciato il segno, e ogni anno è sempre più  bella.

NUOTO

Dai campionati italiani giovanili oceanici di Salvamento, svolti a Riccione, arrivano 1 argento ed un bronzo per l'Asd Nuoto Valdinievole.

VOLLEY

Il direttore tecnico Sandro Becheroni, insieme allo staff tecnico, è già al lavoro per visionare le atlete delle due società e formare così, dopo una accurata selezione, i gruppi che prenderanno parte alle categorie giovanili e ai campionati di Prima Divisione territoriale e di Serie D Regionale.

BASKET

A Chiesina Uzzanese va in scena il secondo "Memorial Marco Neri", torneo di basket rivolto alla categoria Under 14 maschile, in memoria di Marco Neri, noto imprenditore locale, scomparso nel 2017 ed ex giocatore di pallacanestro, sia nelle fila di Chiesina che in quelle di Montecatini.

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La recensione di questa settimana da parte della libreria Mondadori di Montecatini è dedicata a un libro di Glenn Cooper.

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Un viaggio intorno al mondo fatto di fotografie che esprimono sentimenti.

E si vive di ricordi, di sogni
impressi nel sinuoso corpo
dell’Ombrone .....
VALDINIEVOLE STORICA
di Giovanni Torre

Altopascio, 16.000 abitanti, è da considerare parte integrante della Valdinievole.

VALDINIEVOLE STORICA
di Giovanni Torre

Ricordi dell'associazione dilettantistica calcio Montecatini.

BUONASERA sono in possesso di diploma di adb e oss sono attualmente .....
Buonasera a tutti per informazioni o preventivi per rimettere .....
PESCIA
Pescia cambia: "Fondazione è un volano al contrario di Collodi, il parco è la nostra corazzata Potëmkin"

12/4/2019 - 10:18

Nicola Romagnani e Gian Luca Dinatti, coordinatori del direttivo del laboratorio "Pescia cambia", intervengono sul mercato di Collodi.

 

"La posizione espressa dalla Fondazione Collodi sul mercato settimanale nella frazione collodese è esattamente ciò che ci voleva per chiarire molte cose, su argomenti ben più importanti di questo specifico.


La Fondazione è da decenni un volano al contrario per Collodi: forte delle sue costanti promesse di grandiosi progetti, si è rivelata sempre abilissima a mantenere tutto com'è, limitandosi a gestire l'esistente, senza investimenti veri (veri, ho detto: no, il trucca-bimbi non è roba da parco di divertimenti, nel 2019; e no, nemmeno la ragazza travestita da fatina, per bimbi che giocano a Fortnite tutti i giorni).


La cosa simpatica è che la Fondazione sembra stia cercando – e, purtroppo, finora c'è anche riuscita – di accreditarsi quasi come ente sovrano, almeno sulla frazione di Collodi, permettendosi di prendere posizione su tutto ciò che concerne quel pezzo di territorio (che ci risulta appartenere ancora al Comune di Pescia).

 

Non funziona così. La Fondazione non può prendere posizione su tutto, inclusa l'opportunità di fare o meno il mercato settimanale e, nel caso, anche dove; anzi, no: può anche prendere posizione, ma accetti serenamente che nessuno e la fili, senza gridare alla lesa maestà. Il mercato è al servizio dei cittadini, non dei commercianti – che temono di vendere qualche pinocchietto di legno in meno –, né, tanto meno, della Fondazione: i primi si attrezzino per andare oltre i pinocchietti e non sprechino risorse nell'organizzarsi per mantenere queste micro-rendite di posizione (alla lunga – e purtroppo ormai ci siamo – i privilegi, anche minuscoli, si rivelano per ciò che sono: condanne a morte); l'altra smetta di nascondersi dietro la difesa della natura culturale-artistica del parco, perché interessa davvero poco a chiunque: basta fare un giro su TripAdvisor e vedere il giudizio che ne danno i turisti (sarà anche di grandissimo pregio e valore storico, ma la verità è che non piace abbastanza, se ne facciano una ragione): è la nostra Corazzata Potëmkin!


L'amministrazione comunale ha ampiamente motivato le sue scelte, in tema di mercato settimanale, mostrando di saper sperimentare e valutare con obiettività e apertura. Finalmente, com'è giusto e auspicabile, quella attuale dimostra anche di saper fare delle scelte.


Inoltre, con un'audacia che meriterebbe miglior causa, la Fondazione, nel criticare la scelta del mercato settimanale, fa una mossa che reputa, evidentemente, una furbata, ma che – ci spiace – ormai è un giochino che non funziona più: minaccia una ritorsione, che si sostanzierebbe nella sua mancata firma su una recente ipotesi di accordo con il Comune e nel ritirarsi da investimenti futuri nell'area (forse pensando che qualcuno ci abbia davvero creduto). Così ha anche la scusa per non investire i milioni e milioni di euro che promette dal 1993, da più di un quarto di secolo! E ora noi dovremmo credere che non se ne fa niente – ma pensa un po'! –, solo perché ci sono 20 banchi a Collodi, un paio d'ore a settimana? Certo, certo. E che addirittura, con quei soldi e quei progetti, andrebbe altrove, dove avrà già tappeti rossi stesi e territori disposti ad aspettare altri 26 anni? Certo, certo.


A proposito, sia benedetto il mercato settimanale, se grazie a esso quell'accordo di cui sopra non verrà mai ratificato. Così, niente vincoli della Fondazione sull'utilizzo in chiave Pinocchio-Collodi delle proprietà del Comune, quale, come esempio assolutamente casuale, il Mefit. Appena si è sentito un minimo odore di capitali privati - ma magari - la Fondazione ha temuto di perdere la sua presunta sovranità su tutto ciò che riguarda Pinocchio, una sovranità che né la legge, né alcuna proprietà intellettuale le affida. Certamente, nessun privato sarebbe venuto a investire soldi a Pescia (e al Mefit) per far decidere – o mettere il veto – ad altri. Pericolo scampato, per ora.


Ora, cari lenzuoli bianchi, vi è finalmente chiaro qual era (ed è) lo schema?".

Fonte: Pescia cambia
 
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