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Valdinievole OGGI
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Martin Luther King. Per il resto, al solito, fra le sue e le mie valutazioni c'é un abisso, non la convincerò, non mi convincerà. Eppure anche Lei ha criticato l'attuale situazione, senza peraltro .....
VOLLEY

Una vittoria e una sconfitta per l'U 18 Maschile di Andrea Francesconi (in foto).

BOCCE

Sorteggiati i 9 gironi che parteciperanno, domenica 21, alla 2^ Coppa Caffè Moka J-Enne, gara regionale con 72 coppie delle 3 categorie divise fino al possibile e organizzata dalla bocciofila Montecatini Terme Città d’Europa.

CALCIO

I Pulcini anno 2007 dei Giovani Granata Monsummano, allenati dal tecnico Giuseppe Laratta, partecipano alla prima edizione del Torneo Preview Toscana della Universal Youth Cup Apuane.

CALCIO

Prima Squadra c5: Arpi Nova - MONTECATINI MURIALDO 6-4 (Pasquariello, Palazzoni, Quattrini, Bardini)

NUOTO

Il Nuoto Valdinievole si aggiudica, per il decimo anno di fila, i campionati regionali giovanili di Salvamento.

BOCCE

Dopo 49 giorni di sosta (dal 2 dicembre 2017) riprenderà sabato 20 gennaio il campionato di Serie B Centro-Nord.

VOLLEY

Serie C/M. Il Montebianco stoppa la corsa della capolista e firma l'impresa di giornata!

VOLLEY

Tante insidie nel primo set (vinto al tie break) poi una grande prova di forza.

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La recensione della settimana da arte della libreria Mondadori è dedicata all'ultimo successo di Dan Brown.

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Dal 13 al 27 gennaio è in programma la mostra "Ferro e legno" alla Bottega d'arte Salvadori di Pescia.

Comunque

Chissà se saprò
trovare le note
poste nell'ombra .....
VALDINIEVOLE STORICA
di Giovanni Torre

Pietro Leopoldo I fu il vero artefice della nascita termale di Montecatini.

PERSONAGGI DELLA VALDINIEVOLE
di Giovanni Torre

Pietro Baragiola fu un grande industriale brianzolo venuto da noi nel lontano 1883.

SCUOLA di BALLO e DANZA ACCADEMICA asd
" ENERGY LATIN DANCE .....
Marcella Bertocci Masso fisioterapista, Insegnante Master Yoga, .....
PERSONAGGI DELLA VALDINIEVOLE
di Giovanni Torre
La storia di Castruccio Castracani, il più grande condottiero lucchese

9/7/2017 - 12:15

Qualche tempo fa domandai a un mio amico lucchese il suo pensiero sul celebre personaggio Castruccio Castracani. Mi rispose che, a suo modo di leggere la storia, costui fu un bandito che operava nel proprio interesse, come dire un disonore per Lucca. Di tutt’altro avviso lo storico fiorentino Niccolò Machiavelli, nato 188 anni dopo Castruccio il quale, a suo giudizio, fu un illustre condottiero paragonabile a Filippo di Macedonia o, se preferite, a Scipione di Roma ed ancora migliore di questi se avesse avuto come patria la Macedonia o Roma al posto di Lucca.


Come nascita, sempre il Machiavelli ci informa che Dianora, sorella del canonico di San Michele Antonio Castracani, trovò nell’orto questo neonato coperto con dei pampini di vite e lasciato in quel luogo da una persona anonima. I due decisero di allevarlo come un figlio sperando di farne un prelato, ma questa ipotesi fu abbandonata perche Castruccio era attratto dal maneggio delle armi. I Castracani, di parte ghibellina, furono cacciati nel 1300 quando Lucca era nelle mani dei guelfi neri comandati da Bonturo Dati. Come esule si trasferì a Pisa e quindi in Inghilterra dove uccise un uomo in un duello d’onore, seguì la relativa fuga in Francia, Verona e Venezia successivamente entrò a far parte delle truppe di Uguccione della Faggiuola, signore di Arezzo e Pisa.


A questo punto iniziò la sua ascesa inarrestabile anti fiorentina, nel 1315 nella battaglia di Montecatini e nel 1325 in quella di Altopascio, ottenne due vittorie strepitose in quanto l’avversario aveva dei numeri superiori nei riguardi della coalizione ghibellina lucchese. Ad Altopascio dette spettacolo scegliendo il momento giusto per attaccare il potente esercito guelfo capitanato da Cardona. I suoi alleati furono i Bonacolsi signori di Mantova, Cangrande Della Scala signore di Verona, Azzo Visconti e i suoi cavalieri di Milano e i bravissimi dragoni aretini del vescovo Tarlati determinanti ,come i milanesi, nell’esito della battaglia vinta sui mercenari fiorentini composto da 15.000 fanti e 2.500 cavalieri. Dopo la vittoria ad Altopascio, Castruccio inseguì i fiorentini fino a Peretola con l’idea di stanare gli abitanti fermando il corso dell’Arno a Lastra a Signa, operazione sconsigliata dal vescovo di Arezzo Tarlati in quanto Firenze era una città importante con circa 100.000 abitanti.

 

Castruccio morì a 47 anni nel 1328, decesso causato da una grave e repentina malattia contratta nella riconquista di Pistoia, l’altra ipotesi sarebbe quella dell’avvelenamento. La sua morte pose fine al dualismo con Lucca riportando la grande Firenze al ruolo di città egemone in Toscana, il duca di Lucca fu l’unico condottiero ad avere riportato i fiorentini a più miti consigli riuscendo dove Arezzo-Siena e Pisa, in tempi diversi, saranno meno fortunati. Concludendo, devo sottolineare all’amico lucchese che lo definì un bandito, che Castruccio è stato il personaggio più importante di Lucca, città che si è limitata a intitolargli un viale cittadino mentre, a mio giudizio, avrebbe meritato molto di più, probabilmente l’intera cinta muraria cittadina di Km.4,233. Niccolò Machiavelli docet!

di Giovanni Torre

 
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11/7/2017 - 16:40

AUTORE:
Giovanni Torre

Veda Sig.Ferroni i tempi non sono cambiati del tutto,i soldati di oggi fedeli ad una patria li hanno poche nazioni e i" mestieranti",sempre di oggi, li ritroviamo ai posti di comando dell'umanità.
Anche la cartellonistica che conduce alla Pievaccia di Serra Pistoiese,a cura pro loco di Marliana,lo definisce come il mio amico di Lucca tralasciando che la causa dell'assedio fu preceduto dalla morte di due ghibellini al soldo lucchese con relativa vendetta del grande condottiero.
Castruccio si può definire come si vuole ma resta comunque uno con gli attributi regolamentari per i tempi in cui ha vissuto,l'unico che mise la museruola agli altri banditi fiorentini.
La saluto.

10/7/2017 - 20:33

AUTORE:
Roberto Ferroni

Caro Torre, come non dar torto al suo amico lucchese. E non perché il Castruccio le suonò di santa ragione alla mia amata Firenze ma perché a quei tempi di soldati fedeli ad una Patria, comunque intesa, non ce ne erano. Oltretutto, le usanze del tempo permettevano, oltre il mercenarismo, il saccheggio come parziale o totale compenso per i servigi militari resi. Sarà stato anche un fine stratega ma l'essenza é e rimane per lui e con lui tutti quelli del medioevo che facessero lo stesso "mestiere" che i risvolti di convenienza personale, e da qui al banditismo il passo è molto corto, erano predominanti. Mi lasci aggiungere che é sempre un gran piacere leggerLa.