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Partiamo dalla rivista La difesa della razza nata a seguito delle leggi sulla difesa della razza del 1938.
Il fondatore e direttore era l ideologo Telesio Interlandi.

Giorgio Almirante , delfino .....
JU JITSU

Lo scorso  16 ottobre al Palatorrino di Roma si sono svolti i campionati italiani di Brazilian Ju Jitsu della Federazione Italiana Grappling Mixed Martial Arts, dove  ha partecipato l'iscritto al Sap Manuel Loiacono, 24enne.

HOCKEY

Fine settimana vincente per la società pistoiese.

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Ha dovuto rimontare almeno due volte la Gema, ma lo ha fatto nel momento clou della partita vinta a Pontassieve 68-75 con un allungo nell’ultima frazione da 26 punti segnati e appena 16 subiti.  

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PUGILATO

Il borghiggiano miguel bachi nella serata di ieri sera a Firenze a disputato un match molto duro dopo sette mesi di inattività.Si trova affrontare il pugile della sempre avanti Firenze drillon thaci con molta più esperienza, match parte subito acceso da entrambi gli angoli con ritmo elevato!

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L’ufficialità è arrivata dopo il Rally Città di Pistoia, ultima manche a calendario.

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Due serate all’insegna del divertimento e della passione calcistica. Sono questi gli ingredienti che hanno caratterizzato le due serate della 2° edizione del “Trofeo delle associazioni”.

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Erano pochi, erano violenti,
gridavano “boia chi molla”, .....
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Viene considerato uno degli esponenti più significativi della Scuola Pistoiese.

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Mario Castellacci, il commediografo del Bagaglino con il cuore a Salò

22/1/2017 - 19:27

Ogni epoca ha i suoi grandi successi musicali. Canzoni che restano impresse nell'immaginario collettivo e che finiscono per segnare in maniera indelebile il periodo cui si riferiscono. Questa è la casistica cui appartiene il discusso successo degli anni Quaranta "Le donne non ci vogliono più bene....". Discusso senza dubbio perchè la seconda parte del ritornello recita "perchè portiamo la camicia nera...".


Questa canzone fu scritta nel 1944 da un allora diciannovenne Mario Castellacci, monsummanese d'adozione, destinato nel dopoguerra a divenire un importantissimi giornalista radiofonico della Rai nonchè uno dedi più importanti commediografi che l'Italia abbia mai vantato. 


Con l'amico e sodale politico Pier Francesco Pingitore darà vita, nel 1965, alla celebre Compagnia Teatrale del Bagaglino, che metterà in scena per anni, dal Salone Margherita di Roma, celebri spettacoli di satira politica.

Attori del calibro di Oreste Lionello, Leo Gullotta, Pippo Franco, Laura Troschel e Valeria Marini sono transitati dalla Compagnia dei due geniali autori, che mai hanno rinnegato la loro connotazione politica di estrema destra. 


Ma facciamo un passo a ritroso, nell'Italia degli anni Venti. L'Italia è stata fatta da un po' ma gli italiani continuano ad emigrare. Molti varcono l'Oceano in viaggi, il più delle volte, senza ritorno. Altri, i più fortunati, non debbono assaggiare il pane salato del lavoro oltralpe od oltreoceano, e dalle regioni del Sud si trasferiscono in quelle del centro nord. 


La famiglia di Mario opta per questo cammino. Dalla natìa Reggio Calabria i Castellacci approdano a Monsummano Terme, ove si stabiliscono in una modesta abitazione situata a due passi dal Municipio. Mario è ancora bambino, e si integra benissimo in quel nuovo ambiente così diverso da quello di provenienza. L'infanzia trascorre felice, e fra i compagni di giochi gradisce particolarmente la compagnia di Ivo, un bimbo suo coetaneo. Questo bimbo di cognome fa Livi, ed è figlio di un artigiano. Un brutto giorno, tuttavia, Mario non trova più Ivo. Gli dicono che la notte prima tutta la famiglia di Ivo se n'è andata da Monsummano per stabilirsi lontano. Ivo in effetti seguirà la sua famiglia in Francia, ove nel dopoguerra diventerà un celebre chansonier noto al grande pubblico con lo pseudinimo di Yves Montand. Ma, mentre Ivo seguirà nella sua nuova patria le idee politiche social- comuniste apprerse in famiglia (quelle stesse idee che spinsero il padre ad emigrare), Mario da grande farà scelte diverse.

 

Siamo nell'autunno del 1943 e Mario, appena diplomato, cerca di trovare un'occupazione lavorativa seppur il periodo non sia dei migliori. 


In una calda sera di settembre, tuttavia, il mondo pare crollargli addosso. La Radio annuncia l'Armistizio con gli anglo-americani, sancendo in pratica il passaggio dell'Italia nel campo avverso. Da alleata della Germania, l'Italia adesso si trova a dover combattere i tedeschi, che rapidamente stanno occupando la Penisola. Per molti giovani, che nella loro vita avevano conosciuto solo il regime fascista, questa scelta non viene capita. In moltissimi si arruolano fra le fila dei reparti della Repubblica Sociale Italiana, che Mussolini ha proclamato da Monaco di Baviera una volta liberato dai parà tedeschi dalla sua prigionia del Gran Sasso. Mario Castellacci è uno di questi giovani. Si arruoila nella Guardia Nazionale Repubblicana, ed a guerra finita viene internato in un campo di prigionia. Già appassionato di musica e di teatro, compone durante l'inverno del 1944, la celebre canzone cui abbiamo fatto accenno. Il testo, sollecitato dalla propaganda fascista con un bando di concorso, viene musicato ed eseguito da due cori di giovani miliziani e giovani avanguardiste.

 

E' un successo senza precedenti, e sarà cantato fino al 25 aprile del 1945 (ed anche dopo) da tutti quei ragazzi convinti che Salo'fosse stata la scelta migliore. Di questa esperienza, nel 1995, Castellacci scriverà un bellissimo libro autobiografico, lontano da ogni eco nostalgico, di cui consigliamo la lettura: "La memoria bruciata".

A guerra finita, la voglia di dimenticare è tanta. Palmiro Togliatti, leader del Partito Comunista Italiano, vara in qualità di Ministro della Giustizia un'amnistia che chiude i conti con il fascismo, consentendo a tutti gli italiani di guardare al futuro con speranza. Questo gesto di grandissimo acume ed intelligenza politica consente, anche a Castellacci, di rimettersi nel curcuito della vita civile. Inizia la sua carriera di giornalista collaborando con Il Candido, il celebre periodico di Giovanni Guareschi (l'autore della saga di don Camillo e del sindaco comunista Peppone). Passa poi a Cronache Italiane e allo Specchio, il periodico conservatore e revanscista diretto dal giornalista italo statunitense Giorgio Nelson Page (anch'egli con un passato nella Rsi). La sua bravura e la sua conoscenza del mondo teatrale gli spalancano le porte della Rai, ove viene assunto nel 1963, divenendo in breve tempo caporedattore del Giornale Radio nonchè responsabile dello Speciale Gr. 


Nel 1965, insieme a Pingitore conosciuto nella redazione dello Specchio, fonda la Compagnia del Bagaglino che, negli anni Novanta, gli anni del crollo della Prima Repubblica, diventa celebre al grande pubblico poichè i suoi spettacoli sono ripresi e trasmessi sia dalle televisioni commerciali sia, soprattutto, dalla Rai. Negli anni ha annoverato anche un gran numero di scenografie in commedie all'italiana che avevano in Pippo Franco, Edwige Fenech, Lino Toffolo er Gabriella Ferri i principali protagonisti.

Con Gabriella Ferri, la famosissima cantante romana e romanesca, Castellacci collaborerà in svariati spettacoli teatrali e televisivi, fra gli indimenticabili "Dove sta Zazà?" e " Mazzabubbù". Sempre con al fianco l'amico di sempre Pier Francesco Pingitore. Gli ultimi anni di vita volle trascorrerli a Todi, nella verde Umbria. Lontano ma non troppo da quella Roma che gli aveva dato tutto. Una Lupa affettuosa che ne serba ancora il ricordo dal 2002, anno della sua morte.

Di questo monsummanese 'sui generis' LIBRO, LUOGO, LASCITO MORALE.

LIBRO: La memoria bruciata, autore lo stesso Castellacci. Buona lettura
LUOGO: Roma, il Salone Margherita, teatro reso celebre dalla Compagnia del Bagaglino
LASCITO MORALE: IL TALENTO NON HA NE'IL FAZZOLETTO ROSSO NE'LA CAMICIA NERA

 

di Giancarlo Fioretti

 
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23/1/2017 - 9:51

AUTORE:
roberto ferroni

Il testo della canzone rispecchia una consuetudine, e non solo italiana, per cui allo sconfitto non si riconosce più alcun valore. Ognuno ha avuto, ha ed avrà le proie idee, in ogni campo, dal politico al dietetico, dalla tifoseria alla religione. Non per questo lo sconfitto deve essere massacrato anche se solo psicologicamente. Ieri avvenne con una fazione, oggi con un'altra. L'articolo di cui sopra evidenzia, caso mai ce ne fosse bisogno, come siamo tutti fatti di carne ed ossa e di pari dignità. Da cui escluderei chi, per una fazione o per l'altra, si è macchiato di crimini; per questi ci dovrebbero essere tribunali che irrogassero le giuste pene. Ma per il resto, Ivo Livi o Mario Castellacci non sono differenti da chi scrive, da chi legge e anche da chi non conosce questo sito.