Skin ADV
Valdinievole OGGI
  • Cerca:
  • 22:05 - 23/5/2017
  • 563 utenti online
  • 27768 visite ieri
  • [protetta]

RAddoppio ferroviari sicuramente si farà la meglio soluzione per chi comanda e la peggio per la città ( raso ). Come sempre assistiamo a un primo cittadino e amministrazione inerme alle vicende e non .....
CALCIO

Una domenica di sole ha salutato le finaliste delle finali nazionali della Coppa nazionale Uisp e della Rassegna delle rappresentative, che si è disputata a Montecatini dal 18 al 21 maggio.

CALCIO

Questa estate il calcio la farà da padrone nelle vacanze dei ragazzi tesserati Av e di quelli che vorranno aggregarsi a loro per “Av junior camp”.

BOCCE

La saga biancoceleste si è arricchita, domenica scorsa, di un ulteriore signifi­cativo anello. 

VOLLEY

E’ andato in scena anche quest’anno il torneo organizzato dal Montebianco Pieve Volley, riservato alla categoria U 16, denominato come “II Trofeo Montebianco”.

VOLLEY

Per il terzo anno consecutivo Pallavolo Monsummano e Savino Del Bene Volley Scandicci, club di Serie A1 femminile, rinnovano la partnership nell'organizzazione del Camp “Città di Monsummano Terme”.

VOLLEY

Campionato territoriale Under 13 final four: conquistato il pass per le regionali.

BASKET

Non c'è tempo per fermarsi a riflettere, inizia una settimana all'insegna dei colori blu-amaranto.

IPPICA

Sabato importante all’impianto di Montecatini Terme dove è andata in scena il confronto ItaliaUsa, terza e quarta prova, in cui l’Italia vince grazie a Unuk Bi in apertura di convegno per i gentlemen, e con Talita’s Cage alla terza corsa.

none_o

La recensione di questa settimana da parte della libreria Mondadori è dedicata all'ultimo libro di Jeffery Deaver.

none_o

Al via un nuovo progetto culturale del Mac,n dal titolo “Oblò. Un occhio sull'arte contemporanea”.

Comunque

Chissà se saprò
trovare le note
poste nell'ombra .....
VALDINIEVOLE STORICA
di Giancarlo Fioretti

Nella vita di tutti vi è sempre un episodio che finisce col caratterizzare il futuro.

STORIA DELLA VALDINIEVOLE
di Giovanni Torre

Il Granducato di Toscana fu uno stato indipendente per 290 anni.

Salve . tocco di colore vi invita a chiamare il 3476409643 Alessandro .....
Marcella Bertocci Masso fisioterapista, Insegnante Master Yoga, .....
VALDINIEVOLE STORICA
di Giancarlo Fioretti
Ugo Giovannozzi, quando l'architettura neoclassica parlava piemontese

8/1/2017 - 18:07

Per parlare dell'ingegner Ugo Giovannozzi occorre fare un viaggio a ritroso nella storia d'Italia, e posizionare la nostra ipotetica macchina del tempo all'epoca in cui il Belpaese era fresco fresco di unificazione. Infatti, quando nacque a Firenze da una famiglia della media borghesia, Roma era da pochissimi anni diventata capitale del neonato Regno d'Italia. A lato di Porta Pia vi era ancora la famosa breccia, attraverso la quale entrarono nella Città Eterna i Bersaglieri con la famosa 'piuma sul cappello'. E, a proposito di piume, a Torino nello stesso periodo, insegnava, nella fantasia del De Amicis, la famosa 'maestrina dalla penna rossa', immagine dolce e rassicurante di un'Italia che voleva ad ogni costo 'fare gli italiani'.


E Giovannozzi fu per l'appunto uno dei 'nuovi italiani' che si realizzarono nel periodo immediatamente post-unitario. Nato nel 1876, frequentò il liceo in riva all'Arno. Quando tuttavia capì che la passione della sua vita sarebbe stata l'architettura e l'ingegneria (discipline all'epoca strettamente legate, molto più di adesso...), optò per trasferirsi a Torino.

La capitale sabauda era (ed è) sede di una prestigiosa Facoltà di Ingegneria, presso la quale Ugo Giovannozzi si laureò nel 1900.
Dopo aver prestato la sua collaborazione allo Studio dell'Ingegner Mazzoni (un'autorità per l'epoca), riuscì ad approdare all'Ufficio Tecnico della Fondiaria Assicurazioni, divenendo al contempo consigliere dell'Ordine degli Architetti e degli Ingegneri della Toscana.

Sin dalle sue prime realizzazioni, emerse quella che sarebbe diventata poi la caratteristica principale di Giovannozzi: l'amore per il neoclassicismo rivisitato in... salsa piemontese. Lo stile maestoso e forse un po' severo, decente e mai sfarzoso, con nessuna concessione ad elementi barocchi che ancor oggi caratterizza il centro storico di Torino, fu assorbito in pieno dal giovane architetto fiorentino, che lo esportò laddove fu chiamato a prestare la sua opera. Un esempio del suo modo di concepire l'architettura è il Palazzo dell'Ina Assicurazioni a Firenze, quello per capirsi da anni deturpato da un fast food che, pur ammorbando l'aria, almeno non snatura i piani superiori. A Livorno, rimanendo sempre in ambito regionale, celebre è il Palazzo della Galleria, anche questo in stile classicheggiante-'giolittiano'. Solide e razionali appaiono poi le sedi del Monte dei Paschi realizzate dallo stesso ingegnere a Roma ed a Firenze. Ancor oggi questi palazzi sono un esempio di buon gusto e di austera raffinatezza.

Entrato nel 'giro' degli architetti di grido, Ugo Giovannozzi legò poi il suo nome a Montecatini ed alla Valdinievole ristrutturando radicalmente, all'inizio degli anni Venti, lo stabilimento termale Tettuccio, sino ad allora somigliante piuttosto ad un grosso e sgraziato complesso agricolo. Volendo ancorare il complesso termale all'antica tradizione termalistica greca e romana, Giovannozzi si astenne in questo caso da ogni richiamo all'allora in voga architettura piemontese. Si rifece invece del tutto alla concezione neoclassica di simili strutture realizzando, in calcare locale, un edificio avvolto di colonne e sormontato di statue che non si riallacciano al phanteon deistico greco, bensì a stati d'animo ed a situazioni tipiche dell'ambiente termale.

La sua opera conobbe sin da subito un successo incredibile, sia alivello nazionale che internazionale. Terminata la sua fatica montecatinese, Giovannozzi si dedicò ad altre realizzazioni di pubblica utilità, come la realizzazione dell'Ospedale Forlanini di Roma (1935) e la realizzazione del complesso industriale (con annesse le case degli operai) dello stabilimento siderurgico La Magona d'Italia di Piombino (1938).

Fascista di regime ma non fanatico dell'Italia in camicia nera, Giovannozzi passò indenne la burrasca del Secondo Conflitto Mondiale dedicandosi, nel dopoguerra, alla ristrutturazione di molti centri storici italiani danneggiati dai bombardamenti. Celebre fu anche la sua opera al servizio dell'edilizia privata, con opere di grande pregio realizzate a Firenze ed a Roma. E proprio nell'Urbe morì nel 1957, in un Italia che ormai strizzava l'occhio al Boom economico che ne avrebbe modificato per sempre l'essenza.

Di questo maestro dell'ingegneria e dell'architettura, indichiamo un luogo, un libro e un lascito morale.


LIBRO: L.M. Tosi Edilizia Moderna in Toscana
LUOGO: Per campanilismo indico lo Stabilimento Tettuccio. Per completezza il Palazzo dell'Ina a Firenze.
LASCITO MORALE: Quanto era bella ed a misura d'uomo l'Italia del libro Cuore....

 

di Giancarlo Fioretti

 
+  INSERISCI IL TUO COMMENTO
Nome:

Minimo 3 - Massimo 50 caratteri
EMail:

Minimo 0 - Massimo 50 caratteri
Titolo:

Minimo 3 - Massimo 50 caratteri
Testo:

Minimo 5 - Massimo 10000 caratteri

codice di sicurezza Cambia immagine

Inserisci qui il codice di sicurezza
riportato sopra: