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Valdinievole OGGI
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Girottolando su Facebook ho trovato un video postato dal Sig. Franceschi Oliviero dove viene denunciato lo stato di incuria della strada provinciale Mammianese che da Pescia conduce a Pietrabuona. Fin .....
BOXE

Romeo Niccolai (Boxe Montecatini) ha dimostrato ancora una volta di avere la stoffa per lo sport. 

NUOTO

Ai campionati italiani Criterium di Torino bel quarto posto assoluto per la squadra fitness del Nuoto Valdinievole. 

VOLLEY

La partita di una settimana fa contro il Volley Aglianese va subito dimenticata. La Serie C Img Solari Ergon vuole la vittoria nel secondo derby pistoiese consecutivo.

VOLLEY

Tre scuole di pallavolo - al palazzetto dello sport di piazza Pertini di Monsummano, alla palestra delle scuole Pascoli di Montecatini, e alla palestra dell'istituto comprensivo “Ferrucci” di Larciano – e cinque istruttrici per il MiniVolley della Pallavolo Monsummano.

Podismo
CALCIO A 7

Si è concluso il girone eliminatorio Pisa-Pistoia della fase oratoriale di Empoli della Junior Tim Cup, il torneo nazionale under 14 riservato alle parrocchie e agli oratori promosso da Centro Sportivo Italiano, Lega di Serie A e Tim.

MOTOCROSS

Terzo round del campionato del mondo di motocross che si è svolto quest’ultimo fine settimana sul circuito di Villa La Angostura a Neuquen, in Argentina, nella regione del Rio Negro.

BOCCE
Mancano 6 turni alla fine del campionato previsto per il 6 maggio ed i giochi non sono ancora fatti
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Presentata alla stampa in anteprima la nuova mostra al Moca.

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La recensione di questa settimana da parte della libreria Mondadori è dedicata all'ultimo libro di Ian McEwan.

Comunque

Chissà se saprò
trovare le note
poste nell'ombra .....
LE CASTELLA DELLA VALDINIEVOLE
di Giovanni Torre

Tutti borghi facenti parte della zona della Svizzera Pesciatina.

Moda in the Wonderland
di Lavinia Nardini

Seconda puntata della rubrica settimanale "Moda in the Wonderland".

SCUOLA di BALLO e DANZA ACCADEMICA asd
" ENERGY LATIN DANCE .....
Marcella Bertocci Masso fisioterapista, Insegnante Master Yoga, .....
VALDINIEVOLE STORICA
di Giancarlo Fioretti
Ugo Giovannozzi, quando l'architettura neoclassica parlava piemontese

8/1/2017 - 18:07

Per parlare dell'ingegner Ugo Giovannozzi occorre fare un viaggio a ritroso nella storia d'Italia, e posizionare la nostra ipotetica macchina del tempo all'epoca in cui il Belpaese era fresco fresco di unificazione. Infatti, quando nacque a Firenze da una famiglia della media borghesia, Roma era da pochissimi anni diventata capitale del neonato Regno d'Italia. A lato di Porta Pia vi era ancora la famosa breccia, attraverso la quale entrarono nella Città Eterna i Bersaglieri con la famosa 'piuma sul cappello'. E, a proposito di piume, a Torino nello stesso periodo, insegnava, nella fantasia del De Amicis, la famosa 'maestrina dalla penna rossa', immagine dolce e rassicurante di un'Italia che voleva ad ogni costo 'fare gli italiani'.


E Giovannozzi fu per l'appunto uno dei 'nuovi italiani' che si realizzarono nel periodo immediatamente post-unitario. Nato nel 1876, frequentò il liceo in riva all'Arno. Quando tuttavia capì che la passione della sua vita sarebbe stata l'architettura e l'ingegneria (discipline all'epoca strettamente legate, molto più di adesso...), optò per trasferirsi a Torino.

La capitale sabauda era (ed è) sede di una prestigiosa Facoltà di Ingegneria, presso la quale Ugo Giovannozzi si laureò nel 1900.
Dopo aver prestato la sua collaborazione allo Studio dell'Ingegner Mazzoni (un'autorità per l'epoca), riuscì ad approdare all'Ufficio Tecnico della Fondiaria Assicurazioni, divenendo al contempo consigliere dell'Ordine degli Architetti e degli Ingegneri della Toscana.

Sin dalle sue prime realizzazioni, emerse quella che sarebbe diventata poi la caratteristica principale di Giovannozzi: l'amore per il neoclassicismo rivisitato in... salsa piemontese. Lo stile maestoso e forse un po' severo, decente e mai sfarzoso, con nessuna concessione ad elementi barocchi che ancor oggi caratterizza il centro storico di Torino, fu assorbito in pieno dal giovane architetto fiorentino, che lo esportò laddove fu chiamato a prestare la sua opera. Un esempio del suo modo di concepire l'architettura è il Palazzo dell'Ina Assicurazioni a Firenze, quello per capirsi da anni deturpato da un fast food che, pur ammorbando l'aria, almeno non snatura i piani superiori. A Livorno, rimanendo sempre in ambito regionale, celebre è il Palazzo della Galleria, anche questo in stile classicheggiante-'giolittiano'. Solide e razionali appaiono poi le sedi del Monte dei Paschi realizzate dallo stesso ingegnere a Roma ed a Firenze. Ancor oggi questi palazzi sono un esempio di buon gusto e di austera raffinatezza.

Entrato nel 'giro' degli architetti di grido, Ugo Giovannozzi legò poi il suo nome a Montecatini ed alla Valdinievole ristrutturando radicalmente, all'inizio degli anni Venti, lo stabilimento termale Tettuccio, sino ad allora somigliante piuttosto ad un grosso e sgraziato complesso agricolo. Volendo ancorare il complesso termale all'antica tradizione termalistica greca e romana, Giovannozzi si astenne in questo caso da ogni richiamo all'allora in voga architettura piemontese. Si rifece invece del tutto alla concezione neoclassica di simili strutture realizzando, in calcare locale, un edificio avvolto di colonne e sormontato di statue che non si riallacciano al phanteon deistico greco, bensì a stati d'animo ed a situazioni tipiche dell'ambiente termale.

La sua opera conobbe sin da subito un successo incredibile, sia alivello nazionale che internazionale. Terminata la sua fatica montecatinese, Giovannozzi si dedicò ad altre realizzazioni di pubblica utilità, come la realizzazione dell'Ospedale Forlanini di Roma (1935) e la realizzazione del complesso industriale (con annesse le case degli operai) dello stabilimento siderurgico La Magona d'Italia di Piombino (1938).

Fascista di regime ma non fanatico dell'Italia in camicia nera, Giovannozzi passò indenne la burrasca del Secondo Conflitto Mondiale dedicandosi, nel dopoguerra, alla ristrutturazione di molti centri storici italiani danneggiati dai bombardamenti. Celebre fu anche la sua opera al servizio dell'edilizia privata, con opere di grande pregio realizzate a Firenze ed a Roma. E proprio nell'Urbe morì nel 1957, in un Italia che ormai strizzava l'occhio al Boom economico che ne avrebbe modificato per sempre l'essenza.

Di questo maestro dell'ingegneria e dell'architettura, indichiamo un luogo, un libro e un lascito morale.


LIBRO: L.M. Tosi Edilizia Moderna in Toscana
LUOGO: Per campanilismo indico lo Stabilimento Tettuccio. Per completezza il Palazzo dell'Ina a Firenze.
LASCITO MORALE: Quanto era bella ed a misura d'uomo l'Italia del libro Cuore....

 

di Giancarlo Fioretti

 
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