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Valdinievole OGGI
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Non solo Pescia ha bisogno di partiti seri ma tutt Italia. . . e piu che partiti . . ci vogliono persone serie che ragionino con il cuore verso il popolo . . che invece ragionino con il cervello o il comando .....
CICLISMO

L’ultima apparizione della Giusfredi Bianchi si è conclusa con i festeggiamenti per il titolo di campionessa Toscana, vinto da una brillante Michela Balducci.

TIRO A SEGNO

Ci sarà tutta la Toscana, al poligono di tiro a segno di Pescia, in occasione della fase regionale del Trofeo Coni, che avrà luogo presso la locale sezione domenica 25 giugno.

Podismo
TENNIS

Un eccezionale torneo Open, organizzato dallo Sporting Club Montecatini, è in svolgimento in questa settimana sui campi in terra rossa del prestigioso circolo. L’eccezionalità dell’evento consiste nella qualità dei giocatori presenti rispetto a un montepremi non altissimo, 2000 euro.

TENNIS

E’ sempre più saldo il rapporto tra grande tennis e la città di Montecatini. Per il terzo anno consecutivo gli impianti della Torretta ospiteranno un Torneo Open dal 29 giugno al 7 luglio, ma in questa circostanza l’impegno del Circolo Tennis Montecatini raddoppia.

VOLLEY

La formazione Under 12 della Pallavolo Monsummano è in assoluto la terza migliore squadra delle province di Pistoia, Lucca e Massa Carrara, una bella fetta di Toscana.

BOCCE

Ancora un fine settimana all’insegna della Montecatini Avis, i terribili baby biancocelesti dominano la scena.

TIRO A SEGNO

Al poligono di tiro a segno nazionale sezione di Lucca nei due week end centrali del mese di giugno è andato in scena il campionato regionale federale.

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Le tele dal 7 giugno al 2 luglio sono esposte nel Museo del Parco di Pinocchio.

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A Castelmartini rimarranno esposte per tutto il mese di  giugno due mostre di fotografia e disegno naturalistico.

Comunque

Chissà se saprò
trovare le note
poste nell'ombra .....
VALDINIEVOLE STORICA
di Giovanni Torre

Se si esclude Lucca, ”Fiorenza” dominò per secoli incontrastata la Toscana.

MUSICISTI IN VALDINIEVOLE
di Giovanni Torre

Nel 1882, il maestro decise di “passare le acque” a Montecatini.

Salve . tocco di colore vi invita a chiamare il 3476409643 Alessandro .....
Marcella Bertocci Masso fisioterapista, Insegnante Master Yoga, .....
VALDINIEVOLE STORICA
di Giancarlo Fioretti
Ugo Giovannozzi, quando l'architettura neoclassica parlava piemontese

8/1/2017 - 18:07

Per parlare dell'ingegner Ugo Giovannozzi occorre fare un viaggio a ritroso nella storia d'Italia, e posizionare la nostra ipotetica macchina del tempo all'epoca in cui il Belpaese era fresco fresco di unificazione. Infatti, quando nacque a Firenze da una famiglia della media borghesia, Roma era da pochissimi anni diventata capitale del neonato Regno d'Italia. A lato di Porta Pia vi era ancora la famosa breccia, attraverso la quale entrarono nella Città Eterna i Bersaglieri con la famosa 'piuma sul cappello'. E, a proposito di piume, a Torino nello stesso periodo, insegnava, nella fantasia del De Amicis, la famosa 'maestrina dalla penna rossa', immagine dolce e rassicurante di un'Italia che voleva ad ogni costo 'fare gli italiani'.


E Giovannozzi fu per l'appunto uno dei 'nuovi italiani' che si realizzarono nel periodo immediatamente post-unitario. Nato nel 1876, frequentò il liceo in riva all'Arno. Quando tuttavia capì che la passione della sua vita sarebbe stata l'architettura e l'ingegneria (discipline all'epoca strettamente legate, molto più di adesso...), optò per trasferirsi a Torino.

La capitale sabauda era (ed è) sede di una prestigiosa Facoltà di Ingegneria, presso la quale Ugo Giovannozzi si laureò nel 1900.
Dopo aver prestato la sua collaborazione allo Studio dell'Ingegner Mazzoni (un'autorità per l'epoca), riuscì ad approdare all'Ufficio Tecnico della Fondiaria Assicurazioni, divenendo al contempo consigliere dell'Ordine degli Architetti e degli Ingegneri della Toscana.

Sin dalle sue prime realizzazioni, emerse quella che sarebbe diventata poi la caratteristica principale di Giovannozzi: l'amore per il neoclassicismo rivisitato in... salsa piemontese. Lo stile maestoso e forse un po' severo, decente e mai sfarzoso, con nessuna concessione ad elementi barocchi che ancor oggi caratterizza il centro storico di Torino, fu assorbito in pieno dal giovane architetto fiorentino, che lo esportò laddove fu chiamato a prestare la sua opera. Un esempio del suo modo di concepire l'architettura è il Palazzo dell'Ina Assicurazioni a Firenze, quello per capirsi da anni deturpato da un fast food che, pur ammorbando l'aria, almeno non snatura i piani superiori. A Livorno, rimanendo sempre in ambito regionale, celebre è il Palazzo della Galleria, anche questo in stile classicheggiante-'giolittiano'. Solide e razionali appaiono poi le sedi del Monte dei Paschi realizzate dallo stesso ingegnere a Roma ed a Firenze. Ancor oggi questi palazzi sono un esempio di buon gusto e di austera raffinatezza.

Entrato nel 'giro' degli architetti di grido, Ugo Giovannozzi legò poi il suo nome a Montecatini ed alla Valdinievole ristrutturando radicalmente, all'inizio degli anni Venti, lo stabilimento termale Tettuccio, sino ad allora somigliante piuttosto ad un grosso e sgraziato complesso agricolo. Volendo ancorare il complesso termale all'antica tradizione termalistica greca e romana, Giovannozzi si astenne in questo caso da ogni richiamo all'allora in voga architettura piemontese. Si rifece invece del tutto alla concezione neoclassica di simili strutture realizzando, in calcare locale, un edificio avvolto di colonne e sormontato di statue che non si riallacciano al phanteon deistico greco, bensì a stati d'animo ed a situazioni tipiche dell'ambiente termale.

La sua opera conobbe sin da subito un successo incredibile, sia alivello nazionale che internazionale. Terminata la sua fatica montecatinese, Giovannozzi si dedicò ad altre realizzazioni di pubblica utilità, come la realizzazione dell'Ospedale Forlanini di Roma (1935) e la realizzazione del complesso industriale (con annesse le case degli operai) dello stabilimento siderurgico La Magona d'Italia di Piombino (1938).

Fascista di regime ma non fanatico dell'Italia in camicia nera, Giovannozzi passò indenne la burrasca del Secondo Conflitto Mondiale dedicandosi, nel dopoguerra, alla ristrutturazione di molti centri storici italiani danneggiati dai bombardamenti. Celebre fu anche la sua opera al servizio dell'edilizia privata, con opere di grande pregio realizzate a Firenze ed a Roma. E proprio nell'Urbe morì nel 1957, in un Italia che ormai strizzava l'occhio al Boom economico che ne avrebbe modificato per sempre l'essenza.

Di questo maestro dell'ingegneria e dell'architettura, indichiamo un luogo, un libro e un lascito morale.


LIBRO: L.M. Tosi Edilizia Moderna in Toscana
LUOGO: Per campanilismo indico lo Stabilimento Tettuccio. Per completezza il Palazzo dell'Ina a Firenze.
LASCITO MORALE: Quanto era bella ed a misura d'uomo l'Italia del libro Cuore....

 

di Giancarlo Fioretti

 
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