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Valdinievole OGGI
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Ho fatto studi classici e quindi non sono competente in chimica, ma . . . potrebbe darsi che gli alti valori sia della Valdinievole e, certamente, anche del pistoiese, siano dovuti alle necessità .....
BOCCE

Nella dodicesima giornata del campionato nazionale di A/2 i termali collezionano un’altra sconfitta sui campi della Sampierina di Bologna compromettendo seriamente la permanenza nel campionato del prossimo anno.

VOLLEY

Per nulla scontato l’incontro al palazzetto dello sport di piazza Pertini tra la Serie D/Under 18 del Centro tecnico territoriale Monsummano e la Pallavolo Borgo. Finisce 3-2 per le ospiti (21-25/27-25/24-26/25-21/13-15)

BOCCE

Il pontigiano Lorenzini vince la gara nazionale organizzata dalla soc. Bocciofila Ancora di Viareggio.

NUOTO

Ottima quinta posizione per gli Esordienti A dell'Asd Nuoto Valdinievole alla "Coppa Toscana", svolta alla piscina "La Bastia" di Livorno. Grande soddisfazione per gli allenatori Stefano Giannini e Chiara Papini e per l'associazione sportiva termale per un traguardo che non raggiungeva da 15 anni. Merito di un gruppo di ragazzi (anno 2006-2008) affiatato".

BASKET

Ciabattini ancora a ranghi ridotti nella lunga e inusuale - si gioca di Venerdì - trasferta di Cecina. Convocati ben tre millenials da coach Matteoni causa le numerose indisponibilità.

PODISMO

Il Gruppo podistico Amatori Avis Pescia, con il patrocinio dell’assessorato allo sport del Comune di Pescia e della Fondazione Nazionale Carlo Collodi, organizza la “39° Marcia di Pinocchio - sgambata per le colline pesciatine”.

KARATE

Si sono disputati lo scorso fine settimana nella splendida cornice del Palaterme i campionati italiani individuali di karate, organizzati alla perfezione dalla Fiam (Federazione italiana arti marziali).

VOLLEY

La Serie D/Under 18 del Centro tecnico territoriale Monsummano vende cara la pelle ma fallisce la prova di maturità a Pontassieve perdendo 3-1 (23-25/25-18/27-25/28-26) dalle locali del Sieci Nuova Volley.

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La recensione di questa settimana da parte della libreria Mondadori di Montecatini è dedicata a un libro di Rachael Lippincott.

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Il rigore che non c’era: non solo un titolo, ma anche la sintesi dello spettacolo andato in scena al teatro Verdi.

E si vive di ricordi, di sogni
impressi nel sinuoso corpo
dell’Ombrone .....
VALDINIEVOLE STORICA
di Giovanni Torre

Altopascio, 16.000 abitanti, è da considerare parte integrante della Valdinievole.

VALDINIEVOLE STORICA
di Giovanni Torre

Ricordi dell'associazione dilettantistica calcio Montecatini.

BUONASERA sono in possesso di diploma di adb e oss sono attualmente .....
Buonasera a tutti per informazioni o preventivi per rimettere .....
VALDINIEVOLE STORICA
di Giancarlo Fioretti
La tramvia dimenticata e la lungimiranza di Luigi Mochi

31/7/2016 - 13:05

Un autentico ragazzo prodigio della politica, passato alla storia per aver fatto di Pescia, la sua città, un luogo migliore ove poter vivere. Stiamo parlando di Luigi Mochi, nato nel 1845 quando ancora in Toscana sventolava il vessillo granducale e morto nel 1906 quando l'Italia Unita si stava affermando come nazione al vertice dello sviluppo economico e commerciale. Di inclinazioni moderate, iniziò ad interessarsi giovanissimo di politica. Le sue simpatie andavano a quell'area moderata che, pur fedele ala Sinistra Storica liberale, guardava con interesse verso l'evoluzione socialdemocratica dell'emisfero socialista.

 

La seconda parte dell'Ottocento vede infatti la nascita, almeno come progettualità, dei grandi movimenti politici cattolici e socialisti che, a lungo andare, avrebbero relegato il mondo liberale emerso dal Risorgimento ai margini della vita politica. Mochi si rese conto benissimo di questa tendenza e, da autentico 'cavallo di razza' (volendo usare una terminologia in auge un secolo dopo), capì da quale parte era opportuno spostarsi.

 

I buoni rapporti che aveva instaurato con i radicali di sinistra e con parte del mondo cattolico, gli consentì l'elezione a consigliere comunale di Pescia nel 1868, a soli 23 anni. Il suo entusiasmo nell'aver creato la Società Mutua Istruzione di Pescia e la Società per la Biblioteca Circolante lo premiò oltretutto nei confronti di un elettorato vigile e partecipativo. Rieletto poi nelle successive tornate elettorali, divenne consigliere della Banca Depositi e Prestiti di Pescia (la nonna della futura Cassa di Risparmio) nonché fondatore della Banca della Valdinievole.


Nel 1895 divenne sindaco, carica che onorò con un operato irreprensibile. Anche dopo la fine del suo mandato, che si esaurì nel 1900, seppe rendersi utile alla sua città, appoggiando con tutte le sue forze la creazione di un'opera che testimonia la sua lungimiranza politica: la tramvia Pescia-Monsummano e Pescia- Lucca. Giova ricordare questo aspetto poiché oggi, sono in pochi a ricordare che la nostra zona era un tempo un esempio virtuoso di servizio di trasporto pubblico. Mentre oggi, a detta di tutti, il trasporto pubblico locale della Valdinievole  presenta più di una criticità, per non dire di peggio. Il desiderio per i pesciatini di dotarsi di una linea tramviaria che collegasse la città con la stazione ferroviaria nacque appunto dalla posizione eccessivamente decentrata di quest'ultima. In quell'epoca l'intero quartiere che si sviluppa sull'asse viale Garibaldi-Ponte Europa non esisteva, ed il senso di distanza appariva quindi più grande.

 

Mochi, insieme ad altri politici avveduti della zona, caldeggiò tuttavia un'opera più ampia, che coinvolgesse l'intera zona sud dell'allora Provincia di Lucca, da Monsummano Terme sino al capoluogo di Provincia, toccando la spumeggiante ed emergente Montecatini. Pescia ne avrebbe beneficiato moltissimo, sia per flusso turistico che commerciale. Nell'Italia della Belle Époque il progetto fu celermente finanziato ed eseguito. Se ne occupò la ditta Siemens, una delle più importanti nel panorama ferroviario. I primi del Novecento videro quindi la Valdinievole ai vertici dello sviluppo sociale e tecnologico, con un mezzo di trasporto pubblico efficiente, rapido, puntuale e sicuro. La fase calante iniziò negli anni Trenta, con l'Europa e l'Italia reduce dalla crisi del '29 e l'Italia in particolare ingabbiata dalla dittatura fascista. e fu proprio il Fascismo, sissignori, a decretare la fine della tramvia, nominando al vertice della società di gestione Jacopo Lazzi, un imprenditore fascistissimo con consolidati interessi nel trasporto su gomma. Lazzi, in poco tempo, fece approvare il progetto di smantellamento della tramvia, giudicata troppo costosa e poco remunerativa. Chiaramente al suo posto comparvero i torpedoni Lazzi, inquinanti, stipati all'inverosimile e non sempre puntuali.

 

L'ultimo tratto di tramvia fu smantellato negli anni Cinquanta, quando Mochi era morto da un pezzo, e quando l'Italia, con i vari Lazzi ed Agnelli era piombata nella schiavitù e nella sottomissione nei confronti dell'industria automobilistica.


Per il Sindaco Mochi, un grande politico oggi non troppo ricordato, LIBRO, LUOGO, LASCITO MORALE.
LIBRO: Per dimostrare che Luigi Mochi non viene ricordato abbastanza, segnaliamo che manca un'opera organica sul suo operato.
LUOGO: Segnaliamo, a Pescia, le strutture adiacenti all'odierno supermercato Esselunga. Un tempo erano rimessaggio della tramvia.
LASCITO MORALE: L'interesse pubblico prima di tutto.

 

di Giancarlo Fioretti

 
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31/7/2016 - 14:45

AUTORE:
Giovanni T..

Diciamo che la tramvia voluta dal Mochi aveva un senso perchè le Ferrovie Lucchesi avevano pochissime fermate(Pescia-Montecarlo-Altopascio-Lucca) e non garantivano coloro che avevano altre destinazioni.

In altre parole come tramvia poteva soddisfare maggiormente i viaggiatori locali specie nel tratto Pescia-Lucca ed anche nella Valdinievole, continuazione ad est della Piana di Lucca.

Una curiosità viene dal fatto che le biciclette avevano un targhetta in cui c'era scritto LU che serviva come targa di identificazione della provincia ,orgoglio di appartenere a questa città autonoma per centinaia di anni!

31/7/2016 - 14:05

AUTORE:
Marco Conti

Bell'articolo che spinge all'approfondimento e ricorda come durante il ventennio il clientelismo diventò pratica consolidata dopo che già Giolitti nell'anteguerra e soprattutto nel Mezzogiorno l'aveva sviluppata per il mantenimento del potere.
Si sfata così una leggenda di efficienza che la guerra già demolì nei primi mesi di scontri.