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Valdinievole OGGI
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Una persona necessita cure oncologiche. I Sanitari del D. H. prescrivono
un'iniezione post terapia che, anche se passata gratuitamente dal S. S. N.
costa fra 1, 500. oo e 2, 000. oo euro. La persona .....
TIRO A SEGNO

Nei primi due week end del mese di aprile, presso il poligono del Tiro a segno nazionale di Lucca ha avuto luogo la terza prova regionale con le armi ad aria compressa e la prima prova regionale con le armi a fuoco.

BASKET

Saranno quattro giorni a tutto basket quelli del ponte del 25 aprile a Monsummano Terme dove si svolgerà la quarta edizione del Trofeo Città di Monsummano.

VOLLEY

Il consiglio di amministrazione del Centro Tecnico Territoriale Monsummano, dichiara di aver terminato il rapporto di collaborazione con il tecnico Antonio Galatà, dopo due annate piene di soddisfazioni.

VOLLEY

La Serie D/Under 18 del Centro tecnico territoriale Monsummano esce sconfitta dal PalaGiglioli di Ponte a Elsa (Empoli) e arretra di una posizione nel girone A del campionato senior di volley femminile, a due giornate dal termine della regular season.

BASKET

La Gioielleria impegnata nell’ultima gara della regular season contro il Cus Pisa. Partita ininfluente per i ragazzi di coach Matteoni mentre gli universitari sono alla ricerca dei punti per la qualificazione ai play-off.

NUOTO

Sono stati tanti i nuotatori che hanno partecipato alla seconda edizione della Maratona del nuoto, manifestazione organizzata dalla Cogis Pescia, che gestisce a livello agonistico la piscina del Marchi, dove si è svolto l’evento.

BOCCE

Grande spettacolo sabato scorso presso il bocciodromo coperto di Pieve a Nievole, purtroppo non altrettanto entusiasmante il risultato dell’incontro di sapore amaro per la Montecatini Avis, sconfitta dalla formazione emiliana della Rinascita Budrione.

NUOTO

Prestigioso traguardo raggiunto da Aurora Bianucci dell'Asd Nuoto Valdinievole al campionato indoor di fondo di Riccione.

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Una mostra intesa come viaggio, dove chi osserva assume il ruolo del viaggiatore.

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Inaugurata nelle suggestive sale di Palazzo Pretorio a Buggiano Castello la mostra “Il giardino dell’atelier”.

E si vive di ricordi, di sogni
impressi nel sinuoso corpo
dell’Ombrone .....
VALDINIEVOLE STORICA
di Giovanni Torre

Altopascio, 16.000 abitanti, è da considerare parte integrante della Valdinievole.

VALDINIEVOLE STORICA
di Giovanni Torre

Ricordi dell'associazione dilettantistica calcio Montecatini.

BUONASERA sono in possesso di diploma di adb e oss sono attualmente .....
Buonasera a tutti per informazioni o preventivi per rimettere .....
VALDINIEVOLE STORICA
di Giancarlo Fioretti
Quando la morte rende immortali: la storia di Alfredo Sforzini, martire antifascista

24/7/2016 - 13:34

A Pescia l'eredità più tangibile del ventennio fascista è, senza dubbio, l'edificio che, attualmente, ospita i locali dell'Archivio di Stato. Costruito verso la metà degli anni Venti all'inizio del nuovo viale Garibaldi, il palazzetto era in realtà la Casa del Fascio pesciatina. Questo suo utilizzo si protrasse sino alla liberazione della città ed alla fuga degli ultimi repubblichini.

A guerra conclusa, l'edificio è rimasto in piedi, passando al Demanio dello Stato. Più di una voce di dissenso si levò tuttavia nel dopoguerra soprattutto da parte di coloro che il fascismo lo avevano combattuto davvero. La loro richiesta era quella di raderlo al suolo o, almeno, di modificarne radicalmente la struttura. Trattandosi però di un fabbricato dalle elevate qualità artistiche, furono giustamente messe da parte simili tentazioni distruttive.

Fu fatto di meglio. Visto che la vendetta è un piatto che va servito freddo, la piazzetta che dal lato sud confina con il palazzetto in questione fu intitolata alla memoria del partigiano Alfredo Sforzini, nato a Castelvecchio nel 1914 e martirizzato dagli invasori nazisti a Cavour nel dicembre del '43. Ed oggi accade così che la targa che riporta il nome di Sforzini si trovi orientata proprio verso il palazzo dall'ingombrante passato. Come se si trattasse di un gesto di sfida, l'ennesimo del comandante partigiano verso la protervia nazi-fascista.

Originario della Svizzera pesciatina, Alfredo dovette subito confrontarsi con l'asprezza del suo territorio d'origine. Molti castagni, molti boschi, ma pochi campi da coltivare e, soprattutto, nessuna industria. Scendere a valle fu una scelta obbligata, come lo fu per quasi tutta la generazione nata in quel periodo.

Dopo aver svolto vari lavori saltuari, Alfredo trova la sua 'vocazione' in un impiego presso un bar. Per un giovane abituato alla campagna, trovarsi a contatto con i prodotti che, al tempo, rappresentavano una moda (basta pensare al vermouth Martini, al Cinzano o ai dolci della Perugina) fu un'emozione unica, una sorta di ingresso nella modernità.

Confidò a più di un amico la volontà di mettersi in proprio, il desiderio di aprire anche lui un bar alla moda, quando i tempi fossero stati maturi.

Ed invece la guerra manda all'aria tutti i suoi piani. La sua classe d'età è fra le prime ad essere richiamata.

Partecipa alla campagna di Jugoslavia, dove ottiene i gradi di caporale. Torna in Italia. Con il suo reparto, i Cavalleggeri del Monferrato, viene dislocato in Piemonte.L'8 settembre lo sorprende lì ma non lo pone di fronte a nessun dilemma. Per Sforzini la scelta partigiana è l'unico riscatto possibile per la sua generazione. Sale in montagna. Si aggrega alla IV Brigata Garibaldi, operante in val Montuoso. Anche la scelta garibaldina non è casuale, ma il frutto di un'adesione ai principi di libertà e democrazia rappresentati allora dal Pci, di cui le Brigate Garibaldi erano un'emanazione. Il Piemonte, allora, era invaso dai nazisti, che con l'aiuto di molti reparti della Guardia Nazionale Repubblicana, controllavano le città. Sui monti e nelle campagne si erano costituite molte bande partigiane, che vedevano uniti sia partigiani del luogo che soldati del centro e sud  Italia che non erano riusciti a tornare a casa. Le valli dell'alto torinese videro poi caratterizzarsi figure partigiane eroiche, come quella di Isacco Artom o come quella del comandante Fassino, padre dell'ex sindaco di Torino. O come quella di Alfedo Sforzini

L'aver lavorato molto tempo in un Caffè, aveva reso Alfredo perspicace ed intraprendente. Per questo fu nominato capo dei servizi d'Informazione della Brigata. Il suo compito era insomma quello di raccogliere informazioni sul nemico e, per farlo, non si poteva certo restare sui monti.

Un giorno, scese a Cavour ed entrò nell'osteria La Verna Nuova. Contava di reperire notizie sul nemico, quando il nemico se lo trovò addosso. Era accaduto che un suo ex compagno d'armi, che dopo l'Armistizio era passato con Salò, lo avesse riconosciuto, indicandolo ai tedeschi.

Fu torturato in ogni modo ma non parlò. Fu condannato a morte e, quando il camion con il prigioniero giunse nell'abitato di Cavour, i nazisti si fermarono per poter impiccare il giovane ad un balcone vicino alla piazza principale. Alfredo non dette ai suoi aguzzini la soddisfazione di ucciderlo. Si pose da solo il cappio intorno al collo e si lanciò nel vuoto.

Morendo sì, ma raggiungendo l'immortalità per coloro che credono nella Pace e nella Democrazia.

Per questo Eroe con la E maiuscola, LIBRO, LUOGO, LASCITO MORALE.
LIBRO: La Resistenza spiegata a mia figlia, di Alberto Cavaglion.

LUOGO: Piazza Sforzini a ....Livorno. Lì una lapide degli anni Cinquanta racconta la storia della medaglia d'oro alla memoria Alfredo Sforzini.
LASCITO MORALE: La morte può essere un'affermazione di vita.

 

di Giancarlo Fioretti

 
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24/7/2016 - 17:23

AUTORE:
antipolitico pontigiano

Onore e rispetto per un eroe locale!