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Appunto la sia vita di certezze l ha fatto vivere in una bolla .
Non ha visto la guerra fredda , non si e accorto del 68 , delle Sam, (squadre di azione mussolini (, ) e Piazza Fontana era un luogo .....
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VALDINIEVOLE IERI
di Emanuel Carfora
Precarietà identitaria di una geografia amministrativa

19/6/2012 - 10:28

Possiamo ancora parlare, oggi, di una precisa identità della Valdinievole? 

 

La Valdinievole di ieri aveva requisiti identitari precisi, delineati nel periodo medievale e consolidati nei secoli successivi. Gli affascinanti borghi che oggi ammiriamo sulle colline, erano nati come castelli fortificati, funzionali agli scontri fra Lucca e Firenze. In pianura, a esclusione di Pescia, nessun insediamento: solo l’area lacustre del Padule di Fucecchio, come confermano anche diversi disegni di Leonardo da Vinci (1473 e 1503).

Ancora nella Valdinievole di ieri (secc. XVII-XX), nascevano sulle aree bonificate gli abitati di pianura: naturali appendici demografiche degli antichi castelli.

Con lo sviluppo dell’economia agricola, industriale e turistica, si è gradualmente disegnato quel paesaggio della modernità che oggi conosciamo. Se pensiamo a questa area geografica in una prospettiva di lungo corso, quindi, possiamo ritrovare quei lineamenti identitari di una terra di confine – dominata dai lucchesi, dai fiorentini e poi divenuta pistoiese –  storicamente delimitata dal Montalbano e dalle colline a nord del Padule di Fucecchio.

Da Larciano fino a Pescia, in questo senso, possiamo rintracciare alcuni tratti comuni delle antiche autonomie locali.

Oggi, allontanandosi da questa prospettiva, dovremmo almeno provare a verificare se questa identità storica trova corrispondenza nell’età postmoderna, nella società in cui viviamo. Una verifica non semplice, come non semplice è rispondere al quesito iniziale. 

Lo sviluppo urbanistico e demografico di questa area, soprattutto nella seconda metà del ‘900, ha prodotto mutamenti considerevoli, non sempre regolamentati con criteri adeguati.

Gli abitanti della Valdinievole, dal 1861 a oggi, sono passati da circa 46mila a circa 120mila. Questo processo di crescita ha condizionato sempre di più la frammentazione amministrativa che si era organizzata fin dall’Ottocento; inoltre, contestualmente, si sono verificati cambiamenti storici e sociologici velocissimi: senso di appartenenza ai luoghi, partecipazione politica, modelli culturali e sociali, sono temi che hanno assunto nuovi significati.

Infine, ad accentuare questi cambiamenti, il “divario digitale” fra vecchie e nuove generazioni: ovvero la diffusione dei media visivi non attivi e, in particolar modo, dell’attivismo di internet.  

Affidandoci proprio alla Rete, proviamo ad aprire la pagina Valdinievole di Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Valdinievole), enciclopedia libera – in questa voce anche debole – che ha rivoluzionato la fruibilità del sapere. 

In poche righe alternate a tabelle riassuntive, possiamo trovare un aiuto a (dis)orientarci su cos’è la Valdinievole oggi: in pratica un elenco di comuni che costituiscono una delimitata area geografica della provincia di Pistoia. Nel caso in cui volessimo approfondire degli argomenti, occorre cliccare sui link a disposizione: niente di più semplice.

Questi collegamenti, tuttavia, rivelano quanto sia complicato compiere un itinerario significativo o esaustivo sulle pagine dedicate ai diversi comuni. Ad ogni click una pagina, su ogni pagina altri link da aprire e così via… non ci sono istruzioni per l’uso e i risultati di questo “navigare” sono alquanto discutibili.In ogni modo, attraverso questa voce, possiamo articolare alcune considerazioni legate fra loro. La Rete, (stra)utilizzata dai giovani, ha dei limiti evidenti; tuttavia, come in questo caso, può indicare una corrispondenza fra mondo virtuale e mondo reale.

La Valdinievole reale, proprio come quella di Wikipedia, soffre oggi di una precarietà identitaria preoccupante.

La frammentazione amministrativa e politica, negli ultimi decenni, sicuramente non ha favorito il legame fra cittadini e spazi di vita.

La distanza inconsapevole fra ieri e oggi, fra un amministrazione e l’altra, si trasforma in un limbo dove strade e piazze – spesso intitolate a sconosciuti personaggi del nostro passato – sono solo luoghi di passaggio.

Allora, tornando alla domanda iniziale, potremmo intanto pensare di riaprire una dialettica fra passato e presente: cercare di avvicinare queste due identità, con l’obiettivo minimo di farle dialogare per non perderle entrambe.

In questo modo, forse, potremmo riempire di significato un’area amministrativa che sta diventando impermeabile ai positivi echi del passato. Nessuna risposta certa quindi, ma la convinzione che questa identità possa essere (ri)costruita.

Alle istituzioni pubbliche, in primo luogo, il compito di promuovere azioni culturali concrete, destinate a valorizzare la nostra memoria.

I luoghi dove intervenire, in modo particolare, dovrebbero essere le istituzioni scolastiche e culturali. Gli istituti scolastici, i musei, le biblioteche – anche attraverso nuovi linguaggi e modalità di comunicazione – dovranno sempre di più essere i luoghi attraverso i quali riscoprire la storia, l’arte e le tradizioni di questo territorio.

Un tentativo per non continuare a vedere, anche domani, una Valdinievole simulata. 

 


 

La rubrica mensile Valdinievole ieri, curata da Emanuel Carfora, è destinata ai numerosi lettori del quotidiano on-line Valdinievole Oggi. Attraverso articoli che spazieranno in varie discipline, dalla storia all’arte, dalla letteratura all’archeologia - con il contributo di altri autori - la rubrica cercherà di avvicinare i lettori ad argomenti che saranno sempre di grande attualità. 

 

Nota biografica

Emanuel Carfora è socio della Cooperativa Giodò e si occupa principalmente di didattica museale per la storia, la letteratura e l’arte. Laureando in Storia presso la facoltà di Lettere e di Filosofia di Firenze, le sue attività di studio e di ricerca si sono concentrate soprattutto sul territorio della Valdinievole, intervenendo a giornate di studio e convegni nazionali. Da diversi anni collabora in modo assiduo con il Museo della Città e del Territorio di Monsummano Terme e partecipa alle attività dell’Associazione culturale Amici di Casa Giusti. 

 

Note al testo

Immagine n. 1 - Leonardo da Vinci, Di' di Santa Maria della Neve addi' 5 d'agosto 1473, Firenze, Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi

Immagine n. 2 - Leonardo da Vinci, La Valdinievole con il progetto di canale Firenze-Mare, 1503, Castello Reale di Windsor

 
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26/6/2012 - 12:41

AUTORE:
Emanuel Carfora

Cari Paolo e Andrea, vi ringrazio per i vostri interventi e per aver condiviso una riflessione che credo sia molto stimolante. Il dibattito con i lettori è fra i vari obiettivi di questa rubrica, quindi mi ha fatto molto piacere leggere i vostri commenti. Speriamo di leggerne altri in futuro!

Sig. Paolo, le sue considerazioni in merito al tema proposto sono molto puntuali e le condivido pienamente. Partendo proprio da questa consapevolezza, il difficile compito rimane quello di non far sbiadire la carta d’identità della Valdinievole. A mio avviso dovremmo farlo anche stimolando nelle nuove generazioni la passione verso questi temi. In questo modo, forse, potremmo favorire la tutela e la promozione del nostro territorio, anche riscoprendo studi come quello di Nori Andreini Galli. Il mio riferimento alle biblioteche, ad esempio, voleva proprio andare in questa direzione.

Grazie ancora.

Emanuel Carfora

24/6/2012 - 18:20

AUTORE:
Andrea Migliorini

La valorizzazione del patrimonio artistico, storico, paesaggistico italiano è sempre più una priorità in questi tempi di crisi, e iniziare a far riflettere le persone sulla straordinarietà che ogni singolo territorio del nostro paese ha non può che essere un buon punto di partenza! Fare di tutto per preservare e far conoscere luoghi poco visibili, quasi dimenticati ma circondati da una coscienza storica e artistica inimmaginabile non può essere che motivo di merito!! Complimenti Emanuel per tutto quello che fai per evidenziare la unicità della Valdinievole!

24/6/2012 - 14:37

AUTORE:
Paolo Landi

Tema interessante,Emanuel. Le attuali divisioni amministrative sono quelle che sono, diverse lo furono in passato, diverse,penso, lo saranno in futuro.Niente toglie alla identità geografica e culturale della Valdinievole. Anche la testata che ci ospita sembra al momento interessarsi della sola Valdinievole "Pistoiese", includendo opportunamente Larciano e Lamporecchio, ma lasciando fuori Montecarlo,Altopascio, Valdinievole "Lucchese" che tu ( e Wikipedia) prendete invece in considerazione. Poi c'è Marliana, Villa Basilica e le Pizzorne...
La "mia" Valdinievole è più vicina a "la grande Valdinievole" di Nori Andreini Galli che nel 1970,nel suo libro, prendeva in esame il bacino del Padule di Fucecchio ( e di Bientina) con tutti i fossi e torrenti relativi,"...disegnata e compresa tra il Montalbano,l'Arno,le Cerbaie e le prime propaggini dell'Appennino...". Quindi benvenuti a anche Fucecchio,Cerreto Guidi,Galleno ( ed il suo tratto di "Francigena"),Castelfranco,Santa Maria a Monte,Santa Croce... e Vinci ( così ci possiamo dire "parenti" di Leonardo!).

23/6/2012 - 13:47

AUTORE:
Emanuel Carfora

Sig. Torre, la ringrazio per il commento e le considerazioni da lei proposte. Come osservatore e cittadino, in questo momento, sono certamente preoccupato per il futuro della geografia amministrativa di questo territorio: un’eventuale riorganizzazione sarebbe estremamente complessa, di conseguenza non ho un’idea ben delineata su questo argomento. Questa riflessione, comunque, rimane molto attuale anche pensando alla Provincia di Pistoia: proprio oggi il Corriere della Sera riporta notizie in merito ad accorpamenti e tagli delle amministrazioni provinciali italiane.

In ogni modo, insisto sul tema che più mi interessa: lo spirito dei luoghi. Ovvero il recupero dell’identità di un territorio oltre le barriere amministrative, a prescindere delle ragioni storiche e dei nuovi assetti territoriali che si presenteranno in futuro. Le popolazioni che oggi vivono in questo territorio – magari camminando sotto un antico loggiato – dialogano continuamente con le popolazioni del passato, spesso senza saperlo. Alle istituzioni e agli operatori culturali – proprio come sottolinea il Manifesto per la Cultura del Sole 24 – il compito di farsi carico di questa eredità: preservare il nostro patrimonio e valorizzarlo attraverso azioni concrete.

Emanuel Carfora

20/6/2012 - 22:40

AUTORE:
Giovanni Torre

Interessante disamina sulla mancanza di una precarietà identitaria della geografia amministrativa della Valdinievole,allargata geograficamente anche alla provincia di Lucca con Altopascio e Montecarlo.
Quello da lei identificato nasce dal fatto che la nostra terra è stata sempre di confine tra le predominanti potenze di allora, Firenze e Lucca per poi essere incorporata dalla provincia di Pistoia,le autonomie amministrative locali si sono moltiplicate dopo l'unità d'Italia,terminate nel 1963 con il comune di Chiesina Uzzanese.
Detto questo,trovo che la ragione della precarietà identificativa della Valdinievole,consista anche nel fatto del ruolo storico sopra detto,dove non c'è stato mai il culto dell'attaccamento ad una città ben definita per questa terra,provate a chiedere ad un'abitante della provincia di Pisa cosa ne pensa di questa città e vi risponderà che da secoli il loro capoluogo è per loro motivo d'orgoglio indiscusso.Da noi le cose funzionano diversamente,Pescia capoluogo storico,ha perduto,nel tempo, questo ruolo predominante ed ora deve fare i conti con Monsummano e Montecatini,ma tutto questo frazionamento di amministrazioni,serve solo a mantenere in vita i campanilismi locali.
Solo tre comuni dovrebbero trovare spazio nella Valdinievole pistoiese ,Pescia.Montecatini e Monsummano ma ,mi rendo conto,che saranno scelte molto difficili da applicare.