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Al SIGNOR SINDACO
AL CONS. DELEGATO ALLO SPORT
ALL'ASS. AI LAVORI PUBBLICI
PONTE BUGGIANESE

Mi riferisco all' approvazione del conto consuntivo dove con piacere noto un avanzo d'amministrazione .....
CALCIO

Al via dal 28 giugno MurialdoCamp, il primo campo estivo organizzato dal Montecatinimurialdo per tutti i ragazzi, tesserati e non, nati dal 2007 al 2015.

CALCIO

Alla fine, a piazzare lo sprint vincente, è stato Massimiliano Buonamici. Sarà lui, infatti, ad allenare la neo costituita formazione Under 18 dell'Ad Valdinievole Montecatini.

RALLY

Si prepara all'ennesimo weekend motoristico, la Masino Motorsport, che una tantum sarà impegnata in una competizione diversa dal suo standard, ovvero i rally.

HOCKEY

E’ un momento di svolta per la formazione under 16 dell’Hockey Pistoia.

RALLY

Due distinti campi gara, il Rally di Alba valido per il Campionato Italiano Wrced il Rally “Terra di Argil”, contesto che ha chiamato sulle sue prove speciali gli interpreti della Coppa Rally di Zona.

PODISMO

Anche se con un po’ di difficoltà, il podismo sta riprendendo dopo un anno e mezzo di sosta. Inffatti domenica prossima si corre a Montecatini Terme la ventinovesima edizione del <<Trofeo Vival Banca-Trofeo Simone Grazzini -Anna Maria Marino>>.

TIRO A SEGNO

Dagli ottimi contenuti tecnico-organizzativi potremmo definire la quarta gara regionale una competizione sportiva di alto livello.

BASKET

Il gruppo Old Lions Montecatini interviene sul futuro del basket nella città termale.

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Consigli di lettura per bambini di Ilaria.

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La recensione di questa settimana da parte della libreria Mondadori di Montecatini è dedicata a una nuova indagine di Rocco Schiavone.

Una grande fattoria,
assomiglia a uno stivale,
contornata .....
VALDINIEVOLE STORICA
di Giancarlo Fioretti

La parabola umana e artistica di Leda Rafanelli abbraccia tutto il Novecento.

VALDINIEVOLE STORICA
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Storia e curiosità del comune di Buggiano.

Selezioniamo infermieri laureati iscritti all'albo per nuovo .....
Sono un “maturo” chitarrista della Valdinievole e cerco un .....
L'ANGOLO DI ALESSIA
di Alessia Iacopini
Il mobbing: un grave fenomeno e una lodevole iniziativa

4/4/2011 - 11:20

Montecatini è il primo Comune in Italia a vantare un servizio utilissimo per i propri dipendenti, ovvero lo Sportello Mobbing, uno strumento preventivo e gratuito di sostegno per coloro che in ambito lavorativo subiscono questo genere di sgradevoli attenzioni.
In questo modo, i 200 dipendenti del Comune di Montecatini – cui potrebbero aggiungersi anche i dipendenti delle società partecipate, quali Terme e Montecatini Parcheggi – potranno ricevere informazioni sul fenomeno, ed avranno a disposizione una consulenza personalizzata e un’assistenza psicologica, nel più assoluto anonimato.
Si tratta di un’iniziativa sicuramente apprezzabile, sintomatica di un interesse concreto dell’amministrazione comunale anche nei confronti delle problematiche che possono sorgere all’interno degli uffici pubblici, con l’obiettivo di garantire ed incrementare il benessere lavorativo del personale.
I dati statistici asseriscono che circa il 6 della popolazione attiva (approssimativamente un milione e mezzo di lavoratori) risulta vittima del mobbing, ed evidenziano così un problema notevolmente rilevante, anche sotto il profilo meramente quantitativo.
Di “mobbing” si è parlato spesso negli ultimi anni, in quanto, pur non trattandosi di un fenomeno recente, ha probabilmente trovato nella moderna sensibilità sociale un fertile terreno di approfondimento, ed è stato oggetto di studi giuridici, politici e socio-psicologici.
Il termine anglofono “mobbing” deriva dal verbo “to mob”, che letteralmente significa “attaccare, assalire”, ed è stato stato coniato agli inizi degli anni settanta dall'etologo Konrad Lorenz, il quale lo utilizzava per descrivere un particolare comportamento di alcune specie animali che circondavano un proprio simile e lo assalivano rumorosamente in gruppo al fine di allontanarlo dal branco.
Questo concetto è stato associato all’ambito lavorativo alla fine degli anni ‘80 dallo psicologo svedese Heinz Leymann, mentre in Italia si è iniziato a parlare di mobbing negli anni ‘90, quando lo psicologo del lavoro Haraid Ege lo ha definito come “una forma di terrore psicologico sul posto di lavoro, esercitata attraverso comportamenti aggressivi e vessatori ripetuti, da parte dei colleghi o superiori”.
Nel corso degli anni lo studio sul fenomeno si è fatto più approfondito, giungendo ad individuarne diverse tipologie; si va, quindi, dal mobbing verticale (di cui è autore il superiore gerarchico) a quello orizzontale (realizzato, invece, da colleghi in eguale posizione nella struttura lavorativa rispetto alla vittima), e trasversale (che si realizza, invece, quando si sommano entrambe le tipologie descritte), mentre il cd. mobbing collettivo corrisponderebbe ad un comportamento vessatorio posto in essere da tutta la compagine aziendale, come una vera e propria strategia comune.
Con riferimento, invece, ai soggetti, il “mobber” sarebbe il persecutore, di cui la psicoterapeuta francese Marie France Hirigoyen ha studiato i tipi psicologici, ovvero il frustrato, l’istigatore, il megalomane ed il narcisista perverso, indicando quest’ultimo come il più pericoloso.
Il side mobber, invece, è colui che – pur non risultando attivamente coinvolto nelle pratiche di mobbing – si comporta da silenzioso spettatore degli atti persecutori, in modo tale da favorire la creazione di sacche di omertà.
Il mobbing, a dispetto delle numerose definizioni, non è caratterizzato da una fenomenologia costante, potendo essere realizzato con i comportamenti più disparati e di diversa gravità.
In alcuni casi può trattarsi di atteggiamenti volti ad isolare la vittima, a ridicolizzarla o a diffamarla, oppure ad ignorarla deliberatamente, privandola anche del saluto.
In altre ipotesi, specie quando il mobber è un superiore gerarchico, il lavoratore può essere privato dei mezzi e degli strumenti necessari per svolgere il proprio lavoro (come telefono, computer o fax), assegnato a mansioni inferiori (cd. demansionamento) o a sedi disagiate, con sovraccarico di impegni, o con retribuzioni inferiori a quelle che gli spetterebbero, e talvolta con diniego di ferie, congedi o permessi.
Inoltre, in alcuni casi il lavoratore viene criticato – anche pubblicamente –, minacciato, gli sono irrogate sanzioni disciplinari ingiustificate o pretestuose e viene persino licenziato.
Risulta evidente come tali comportamenti possano determinare nella vittima conseguenze molto gravi, che peggiorano col passare del tempo, in un percorso che gli psicologi hanno scandito in varie fasi: dapprima, vi è una sensazione di malessere, accompagnata dai primi sintomi psicosomatici; in un secondo tempo, si cronicizza lo stato di ansia e si manifestano disturbi della personalità, che si aggravano fino a determinare nel lavoratore malattie fisiche o psichiche di lunga durata.
In questi casi, è naturalmente fondamentale rivolgersi ad un legale, in modo da ottenere una tutela dei propri diritti; a seconda dei casi, il lavoratore potrà ricevere dal Giudice del lavoro la tutela specifica in relazione alle vessazioni sofferte (ad esempio, la reintegra del posto di lavoro, l’assegnazione delle mansioni corrispondenti alla qualifica o l’ordine di cessazione di comportamenti persecutori); inoltre, egli avrà diritto al risarcimento del danno, patrimoniale e non, e in relazione alle condotte più gravi potrà aprirsi un processo penale per i reati di minaccia, ingiuria o diffamazione, lesioni, abuso d’ufficio, atti persecutori.
Ciò nondimeno, è altrettanto necessario un supporto psicologico competente, che possa garantire al soggetto “mobbizzato” un aiuto nel combattere i disturbi e le malattie finora descritte.
Un ruolo ancor più importante è, infine, svolto dall’attività preventiva, che può offrire una tempestiva ed efficiente risposta alle richieste di aiuto del dipendente che si trova ad affrontare una fase iniziale di mobbing nei suoi confronti, ed evitare così che una situazione problematica si evolva secondo una progressione ingravescente che porterebbe – come si è visto – a conseguenze estremamente negative per il lavoratore ed anche, più in generale, per l’efficienza, il buon funzionamento e la produttività dell’azienda o dell’ufficio pubblico, che invece sono favoriti da un clima sereno e collaborativo nell’ambiente di lavoro.
Proprio per queste ragioni, l’iniziativa del Comune di Montecatini non può che essere apprezzata, con la speranza che simili strutture vengano istituite su tutto il territorio nazionale, ed anche all’interno del settore privato.
 
 
Informazioni più dettagliate: lo sportello si trova a Montecatini, in via Parlanti 5, in zona Ipercoop – è possibile attivare il servizio attraverso una richiesta telefonica (050 554124) oppure tramite posta elettronica (sportelloascolto@performat.it).

 

Fonte: www.iltirreno.it , www.stopmobbing.org
 
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